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volontaria250317Molfetta. Riceviamo e pubblichiamo la lettera di una volontaria in merito alla vicenda di una adozione di un cane.

“Mi chiamo Tullia Colombo,

Sono persona e animalista, attivista, seria e responsabile, immune da rancori e rivalse, la mia mente non é drogata da cattiveria gratuita ma non tollero ingiustizie e soprusi, specie se perpetrati a danno degli indifesi.

Ho molto riflettuto sulla vicenda, indugiando esclusivamente per timore di recare danno alla reputazione dell'associazione LEGA NAZIONALE PER LA DIFESA DEL CANE, di cui fanno parte tante persone eccezionali, che lavorano, senza clamori, per il bene degli animali.

Sono però dell'avviso che le responsabilità siano personali e i danni li fa chi infanga, non chi denuncia.

Mi sono riferita all'art. 2 dello statuto dell'associazione e a quanto indicato nel sito sulla missione dell'associazione.

La Lega Nazionale per la Difesa del Cane ha ormai mezzo secolo di attività alle spalle. Dal 1950, anno della sua fondazione, continua a battersi senza sosta per aiutare gli animali in difficoltà, abbandonati, maltrattati, non rispettati.

L’ obiettivo primario della Lega del Cane è quello di promuovere e incentivare “adozioni consapevoli”, poiché il calore di una casa è il dono più grande e gradito ad un animale.

E’ dunque di rilevante importanza promuovere la figura di volontari competenti e qualificati non solo nel campo pratico-operativo, ma anche in quello procedurale, in grado di relazionarsi con situazioni che richiedono determinati interventi. Consapevoli del loro ruolo sociale e culturale.

Ora che ho la certezza che YARI ha trovato finalmente una buona adozione,(almeno lo spero vista la fulmineità della scelta pur di non affidarlo a me), esclusivamente grazie ad inverosimili stratagemmi che ho dovuto architettare, per poter superare caparbiamente prevaricazione ed arroganza, posso raccontare a tutti della nostra odissea: di Yari e mia, senza pericolo di miserabili ritorsioni nei suoi confronti.

YARI è arrivato cucciolo al canile di Molfetta nel 2008, l'ho "incontrato" su FB nel post di una volontaria; mi ha colpito la sua storia e ho offerto il mio aiuto per trovargli un'adozione e, tramite miei appelli, ha avuto diverse richieste al nord , sempre tutte inspiegabilmente cassate dalla rappresentante legale della L.N.D.C. della sezione di Molfetta.
Ai richiedenti veniva risposto, anche in malo modo, che Yari non andava al guinzaglio che non andava d'accordo con gli altri cani e che non andava in auto. Tutto falso!

Quanti adottanti sono stati respinti in modo riprovevole, inspiegabilmente e ne abbiamo testimonianze!

Quanti anni di vita hanno rubato a Yari!

Respinta sdegnosamente anche la mia richiesta , in agosto 2016, di accoglierlo presso la sez.di Milano della medesima associazione, dove sono volontaria,per offrirgli maggiore possibilità di adozione.

In dicembre 2016 la mia richiesta di adozione al Comune di Molfetta viene boicottata in tutti i modi con lungaggini di varia natura da parte della responsabile del canile .


Alla luce di quanto riportato, sorgono spontanee alcune domande :

perché tanto accanimento, astio e cattiveria da parte di chi fa parte di un'associazione preposta al benessere degli animali?
Perchè NESSUNA delle persone, uffici ecc. preposti, regolarmente informati dei fatti, é mai intervenuta e tutti tacciono?
A quanti altri cani è stato riservato il medesimo trattamento e quanto questo atteggiamento é costato al Comune e ai cittadini di Molfetta ?
Il Comune di Molfetta é certo di avere messo il destino dei propri animali nelle mani giuste ?

Forse è proprio tra questi interrogativi che risiede la risposta di un importante abbandono della sezione in oggetto, da parte di numerosi esperti volontari, avvenuto sotto lo sguardo indolente di chi probabilmente avrebbe potuto intravedere, in tale esodo, il sintomo di una situazione da approfondire!


A disposizione per ogni informazione documentata ed approfondimento in merito”.

Tullia Colombo


volontaria250317Molfetta. Riceviamo e pubblichiamo la lettera di una volontaria in merito alla vicenda di una adozione di un cane.

“Mi chiamo Tullia Colombo,

Sono persona e animalista, attivista, seria e responsabile, immune da rancori e rivalse, la mia mente non é drogata da cattiveria gratuita ma non tollero ingiustizie e soprusi, specie se perpetrati a danno degli indifesi.

Ho molto riflettuto sulla vicenda, indugiando esclusivamente per timore di recare danno alla reputazione dell'associazione LEGA NAZIONALE PER LA DIFESA DEL CANE, di cui fanno parte tante persone eccezionali, che lavorano, senza clamori, per il bene degli animali.

Sono però dell'avviso che le responsabilità siano personali e i danni li fa chi infanga, non chi denuncia.

Mi sono riferita all'art. 2 dello statuto dell'associazione e a quanto indicato nel sito sulla missione dell'associazione.

La Lega Nazionale per la Difesa del Cane ha ormai mezzo secolo di attività alle spalle. Dal 1950, anno della sua fondazione, continua a battersi senza sosta per aiutare gli animali in difficoltà, abbandonati, maltrattati, non rispettati.

L’ obiettivo primario della Lega del Cane è quello di promuovere e incentivare “adozioni consapevoli”, poiché il calore di una casa è il dono più grande e gradito ad un animale.

E’ dunque di rilevante importanza promuovere la figura di volontari competenti e qualificati non solo nel campo pratico-operativo, ma anche in quello procedurale, in grado di relazionarsi con situazioni che richiedono determinati interventi. Consapevoli del loro ruolo sociale e culturale.

Ora che ho la certezza che YARI ha trovato finalmente una buona adozione,(almeno lo spero vista la fulmineità della scelta pur di non affidarlo a me), esclusivamente grazie ad inverosimili stratagemmi che ho dovuto architettare, per poter superare caparbiamente prevaricazione ed arroganza, posso raccontare a tutti della nostra odissea: di Yari e mia, senza pericolo di miserabili ritorsioni nei suoi confronti.

YARI è arrivato cucciolo al canile di Molfetta nel 2008, l'ho "incontrato" su FB nel post di una volontaria; mi ha colpito la sua storia e ho offerto il mio aiuto per trovargli un'adozione e, tramite miei appelli, ha avuto diverse richieste al nord , sempre tutte inspiegabilmente cassate dalla rappresentante legale della L.N.D.C. della sezione di Molfetta.
Ai richiedenti veniva risposto, anche in malo modo, che Yari non andava al guinzaglio che non andava d'accordo con gli altri cani e che non andava in auto. Tutto falso!

Quanti adottanti sono stati respinti in modo riprovevole, inspiegabilmente e ne abbiamo testimonianze!

Quanti anni di vita hanno rubato a Yari!

Respinta sdegnosamente anche la mia richiesta , in agosto 2016, di accoglierlo presso la sez.di Milano della medesima associazione, dove sono volontaria,per offrirgli maggiore possibilità di adozione.

In dicembre 2016 la mia richiesta di adozione al Comune di Molfetta viene boicottata in tutti i modi con lungaggini di varia natura da parte della responsabile del canile .


Alla luce di quanto riportato, sorgono spontanee alcune domande :

perché tanto accanimento, astio e cattiveria da parte di chi fa parte di un'associazione preposta al benessere degli animali?
Perchè NESSUNA delle persone, uffici ecc. preposti, regolarmente informati dei fatti, é mai intervenuta e tutti tacciono?
A quanti altri cani è stato riservato il medesimo trattamento e quanto questo atteggiamento é costato al Comune e ai cittadini di Molfetta ?
Il Comune di Molfetta é certo di avere messo il destino dei propri animali nelle mani giuste ?

Forse è proprio tra questi interrogativi che risiede la risposta di un importante abbandono della sezione in oggetto, da parte di numerosi esperti volontari, avvenuto sotto lo sguardo indolente di chi probabilmente avrebbe potuto intravedere, in tale esodo, il sintomo di una situazione da approfondire!


A disposizione per ogni informazione documentata ed approfondimento in merito”.

Tullia Colombo

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