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PREMIATIMolfetta. Nonostante siano passati quattordici anni dalla prima edizione del Premio Azzarita,  la serata in cui viene conferito il riconoscimento alle eccellenze pugliesi nel campo della comunicazione, continua a  far emozionare, commuovere, riflettere, piangere e sorridere, a  valorizzare i talenti e metterli in luce perché il premio trasuda di “umanità”.

Il Premio è “ fatto” di persone  che sono arrivate ai  vertici in vari campi, ma che, nonostante siano abituate a parlare in pubblico, si commuovono, ripercorrendo episodi tragici come è successo al Vigile del Fuoco Ottavio Trerotoli, che ha ripercorso le tappe del salvataggio del piccolo Salvatore durante il disastro ferroviario del 12 luglio scorso e che ha dedicato il premio a tutti i suoi colleghi  impegnati nelle zone del terremoto. Ha voluto fare un omaggio all’ amore di mamma, quell’ amore che ha fatto sì che la nonna sacrificasse la sua vita per il nipotino facendo da scudo con il suo corpo.

Al numerosissimo pubblico presente in sala è scesa qualche lacrima tanto era vivido, tragico e dettato dal cuore il racconto del nostro eroe che non vuole essere chiamato così perché secondo lui ha fatto solo il suo dovere.

Quest’ anno è stata tenuta a battesimo questa nuova sezione che vuole premiare chi si impegna nel sociale dando il suo contributo per il bene comune.

Di altro spessore, ma altrettanto sentito, perché il giornalista  Giuseppe de Tomaso, ama la sua professione e non potrebbe essere altrimenti, l’ intervento del direttore della Gazzetta del Mezzogiorno che ha ripercorso tutte le tappe del giornale più amato dei pugliesi e non solo,  presente sul territorio da oltre 130 anni  che sta ben affrontando un momento di difficoltà vista la spietata concorrenza del web.  De Tomaso ha fatto le debite differenze fra web e cartaceo. Il primo è un non luogo, il secondo è indice di selezione e qualità.  In America la tendenza si sta invertendo tornando a  privilegiare la carta stampata.  Il direttore ha ricordato il ruolo di Azzarita contro il fascismo e ha ribadito  il rapporto fra  ricchezza e cultura.  La Puglia una regione che fa eccezione.

A fare gli onori di casa, a salutare le tantissime autorità in sala compreso il generale Fernando Giancotti, Comandante del Comando Scuole/3ª Regione Aerea e del Presidio Militare di Bari, più le associazioni combattentistiche e d’arma, le associazioni presenti sul territorio, tanti ex premiati, i comandanti delle forze dell’ ordine e un parterre d’ eccezione, il  presidente del Premio Azzarita Giuseppe Pansini che, ancora una volta ha ribadito il ruolo culturale del premio e il suo compito di valorizzare le eccellenze.

Non è facile  portare avanti da quattordici anni una manifestazione simile che comporta un lavoro  di un anno da parte di tutto lo staff che circonda il presidente.

A presentare gli ospiti  la brava e professionale Margherita Calò , mentre un quintetto di eccezioni  dell’ Associazione Culturale Musicale S. Cecilia – Città di Molfetta (Adriana Giancaspro – sax soprano, Paolodamiano Manzoni – sax contralto, Isabella Amato – sax tenore, Rosanna Rana – sax baritono, Nicola Chiaffarata – batteria) ha allietato la splendida serata.

Ad un molfettese doc, e non poteva mancare, è stato attribuito il premio per la sezione istituzioni; si tratta  del generale Vitantonio Cormio, comandante scuole Aeronautica Militare terza regione aerea Bari accompagnato dal suo comandante  il quale gli ha conferito il riconoscimento. Il generale molfettese ha sottolineato con rammarico che fra qualche mese lascerà i servizio attivo e che  ha deciso di  tornare alle sue origini, nella sua città, dove spera di mettere a frutto le competenze acquisite in tanti anni in Aeronautica.

Sottolineata l’ importanza dell’ esempio per i giovani e  di trasmettere certi principi con azioni concrete così come fanno tanti militari impegnati nelle missioni di pace e  nelle operazioni di protezione civile.  Nonostante aplomb militare anche  il generale Cormio si è commosso; gli ha fatto un certo effetto rivedere amici che aveva perso di vista da anni ed essere circondato da affetto nella sua città.

Sulla libertà di stampa e sul suo valore si è incentrato l’ intervento della Dott.ssa Pina Catino: fotoreporter, artista e storica, presidente del Club Unesco di Bisceglie, autrice di diversi volumi.  La Catino ha ribadito il ruolo della cultura portando anche il messaggio della presidente nazionale dell’ importante istituzione.

A impreziosire il premio le pregevoli opere degli artisti, da sempre vicini al Centro Studi Azzarita,  donate ai vincitori. In sala anche il presidente dell’ Ordine dei Giornalisti Valentino Losito, il colonnello Laricchia, fedele amico del premio e una novità: il collegamento in diretta a livello nazionale di tutta la serata con Radio 103 grazie alla presenza di Beppe Salierno, vincitore con il suo programma della Cuffia d’Oro per gli ascolti.

Anche la quattordicesima edizione del Premio Azzarita è stato un successo perché ha vinto il cuore dei premiati, la loro umanità, la voglia di raccontarsi e mettersi in gioco, anche a costo di  scoprire i lati più nascosti della propria anima.  E già si inizia a lavorare per il prossimo anno…

                                                            


PREMIATIMolfetta. Nonostante siano passati quattordici anni dalla prima edizione del Premio Azzarita,  la serata in cui viene conferito il riconoscimento alle eccellenze pugliesi nel campo della comunicazione, continua a  far emozionare, commuovere, riflettere, piangere e sorridere, a  valorizzare i talenti e metterli in luce perché il premio trasuda di “umanità”.

Il Premio è “ fatto” di persone  che sono arrivate ai  vertici in vari campi, ma che, nonostante siano abituate a parlare in pubblico, si commuovono, ripercorrendo episodi tragici come è successo al Vigile del Fuoco Ottavio Trerotoli, che ha ripercorso le tappe del salvataggio del piccolo Salvatore durante il disastro ferroviario del 12 luglio scorso e che ha dedicato il premio a tutti i suoi colleghi  impegnati nelle zone del terremoto. Ha voluto fare un omaggio all’ amore di mamma, quell’ amore che ha fatto sì che la nonna sacrificasse la sua vita per il nipotino facendo da scudo con il suo corpo.

Al numerosissimo pubblico presente in sala è scesa qualche lacrima tanto era vivido, tragico e dettato dal cuore il racconto del nostro eroe che non vuole essere chiamato così perché secondo lui ha fatto solo il suo dovere.

Quest’ anno è stata tenuta a battesimo questa nuova sezione che vuole premiare chi si impegna nel sociale dando il suo contributo per il bene comune.

Di altro spessore, ma altrettanto sentito, perché il giornalista  Giuseppe de Tomaso, ama la sua professione e non potrebbe essere altrimenti, l’ intervento del direttore della Gazzetta del Mezzogiorno che ha ripercorso tutte le tappe del giornale più amato dei pugliesi e non solo,  presente sul territorio da oltre 130 anni  che sta ben affrontando un momento di difficoltà vista la spietata concorrenza del web.  De Tomaso ha fatto le debite differenze fra web e cartaceo. Il primo è un non luogo, il secondo è indice di selezione e qualità.  In America la tendenza si sta invertendo tornando a  privilegiare la carta stampata.  Il direttore ha ricordato il ruolo di Azzarita contro il fascismo e ha ribadito  il rapporto fra  ricchezza e cultura.  La Puglia una regione che fa eccezione.

A fare gli onori di casa, a salutare le tantissime autorità in sala compreso il generale Fernando Giancotti, Comandante del Comando Scuole/3ª Regione Aerea e del Presidio Militare di Bari, più le associazioni combattentistiche e d’arma, le associazioni presenti sul territorio, tanti ex premiati, i comandanti delle forze dell’ ordine e un parterre d’ eccezione, il  presidente del Premio Azzarita Giuseppe Pansini che, ancora una volta ha ribadito il ruolo culturale del premio e il suo compito di valorizzare le eccellenze.

Non è facile  portare avanti da quattordici anni una manifestazione simile che comporta un lavoro  di un anno da parte di tutto lo staff che circonda il presidente.

A presentare gli ospiti  la brava e professionale Margherita Calò , mentre un quintetto di eccezioni  dell’ Associazione Culturale Musicale S. Cecilia – Città di Molfetta (Adriana Giancaspro – sax soprano, Paolodamiano Manzoni – sax contralto, Isabella Amato – sax tenore, Rosanna Rana – sax baritono, Nicola Chiaffarata – batteria) ha allietato la splendida serata.

Ad un molfettese doc, e non poteva mancare, è stato attribuito il premio per la sezione istituzioni; si tratta  del generale Vitantonio Cormio, comandante scuole Aeronautica Militare terza regione aerea Bari accompagnato dal suo comandante  il quale gli ha conferito il riconoscimento. Il generale molfettese ha sottolineato con rammarico che fra qualche mese lascerà i servizio attivo e che  ha deciso di  tornare alle sue origini, nella sua città, dove spera di mettere a frutto le competenze acquisite in tanti anni in Aeronautica.

Sottolineata l’ importanza dell’ esempio per i giovani e  di trasmettere certi principi con azioni concrete così come fanno tanti militari impegnati nelle missioni di pace e  nelle operazioni di protezione civile.  Nonostante aplomb militare anche  il generale Cormio si è commosso; gli ha fatto un certo effetto rivedere amici che aveva perso di vista da anni ed essere circondato da affetto nella sua città.

Sulla libertà di stampa e sul suo valore si è incentrato l’ intervento della Dott.ssa Pina Catino: fotoreporter, artista e storica, presidente del Club Unesco di Bisceglie, autrice di diversi volumi.  La Catino ha ribadito il ruolo della cultura portando anche il messaggio della presidente nazionale dell’ importante istituzione.

A impreziosire il premio le pregevoli opere degli artisti, da sempre vicini al Centro Studi Azzarita,  donate ai vincitori. In sala anche il presidente dell’ Ordine dei Giornalisti Valentino Losito, il colonnello Laricchia, fedele amico del premio e una novità: il collegamento in diretta a livello nazionale di tutta la serata con Radio 103 grazie alla presenza di Beppe Salierno, vincitore con il suo programma della Cuffia d’Oro per gli ascolti.

Anche la quattordicesima edizione del Premio Azzarita è stato un successo perché ha vinto il cuore dei premiati, la loro umanità, la voglia di raccontarsi e mettersi in gioco, anche a costo di  scoprire i lati più nascosti della propria anima.  E già si inizia a lavorare per il prossimo anno…

                                                            

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