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claudiagadaleta2372019Molfetta. Anche quest’anno una studentessa del Liceo Scientifico “A. Einstein” Alessandra Gadaleta, è rientrata tra i 230 studenti delle Scuole Secondarie di Secondo Grado italiane che hanno avuto titolo a partecipare agli stage estivi organizzati dalla Scuola di Orientamento Universitario presso la Sant’Anna di Pisa.

Tale Scuola di Orientamento Universitario è nata nel 2017, nell'ambito del processo di federazione tra la Scuola Superiore Sant'Anna, la Scuola Normale Superiore di Pisa e la Scuola Universitaria Superiore IUSS di Pavia e si prefigge di dedicare tre appuntamenti estivi agli alunni che si distinguono per risultati scolastici eccellenti.

La studentessa, frequentante la classe 4ª sez. B, racconta così l’esperienza svolta dall’8 al 12 luglio scorso.

«È stata un’esperienza formativa sia dal punto di vista scolastico sia dal punto di vista umano, che ha garantito a 230 studenti, provenienti dalle diverse regioni italiane e da scuole aventi diversi indirizzi, di avvicinarsi all’ambiente universitario, comprenderne maggiormente il funzionamento, in modo tale da renderli consapevoli delle proprie scelte. Ciò che ha avuto una rilevante importanza è stata anche l’opportunità di confrontarsi con coetanei aventi esperienze e aspirazioni diverse, oltre che con docenti e allievi delle tre scuole superiori».

«Il primo giorno è stato dedicato principalmente all’ambito giuridico. Infatti nella tavola rotonda, si è discusso del concetto di Stato nella dimensione europea, oltre che nel diritto privato europeo. Con una lezione di analisi matematica ha invece avuto inizio la seconda giornata, la cui tavola rotonda è stata inerente alla robotica, tematica affrontata anche nel pomeriggio mediante seminari dedicati alla neuroingegneria e ad un esperimento di Jackson riguardante la differenziazione tra gli stati coscienti e gli stati fisici. La terza lezione frontale è stata dedicata principalmente ad un tema economico, con una particolare attenzione riservata alla crisi che l’Italia sta attraversando ormai da anni. Un’altra lezione è stata dedicata alle etimologie; la quarta tavola rotonda, invece, è stata inerente all’argomento del cambiamento climatico, con opportuni interventi riguardanti l’azione umanitaria di Greta Thumberg, la giovane svedese che ha cominciato a mobilitare giovani di tutto il mondo per sensibilizzare le istituzioni alla difesa ambientale. Nel pomeriggio invece, abbiamo assistito a due interventi riguardanti l’uno lo sviluppo sostenibile e l’altro l’ambito medico, in cui una giovane studentessa, grazie al supporto di un docente, ha relazionato sulla sclerosi laterale amiotrofica. Prima dei saluti finali, il quinto giorno abbiamo partecipato a lezioni riguardanti soprattutto la produzione ottimale di cibo, collegata all’ambito delle biotecnologie e delle scienze agrarie. Tutti i giorni, ad ogni lezione frontale, seguiva, nelle ore pomeridiane, un’attività seminariale collegata, in cui gli argomenti scientifici si intrecciavano con le tematiche letterarie».

«Molto produttivo è stato il confronto con gli allievi frequentanti le tre scuole, che ci hanno permesso, grazie ai loro interventi, di avere una maggiore consapevolezza di quello che realmente è l’ambiente universitario, ambiente che, a detta di molti, è completamente diverso da quello che ci si immagina. Ciascuno di loro ci ha consigliato di seguire le nostre passioni con impegno e determinazione, senza preoccuparci immediatamente del nostro futuro lavorativo, ma cominciando a confrontarci con ciò che realmente ci interessa. Anche se frequentanti facoltà differenti, tutti loro sono stati concordi nell’identificare l’elemento caratteristico delle Scuole Superiori nella possibilità di vivere insieme ad altri studenti. Infatti ciascuna delle tre possiede uno o più collegi in cui i ragazzi vivono, confrontandosi con coetanei che condividono la loro stessa esperienza, e dunque in un ambiente stimolante, in cui si ha anche possibilità di divertirsi e crescere, trascorrendo del tempo insieme. Ritengo che questa esperienza mi ha arricchito non solo dal punto di vista culturale, dandomi la possibilità di confrontarmi con ambiti da me non presi in considerazione e aiutandomi ad orientarmi, escludendone altri che invece ho ritenuto fino a quel momento più vicini ai miei interessi, ma anche e forse soprattutto dal punto di vista umano. Ho avuto la possibilità di vivere intere giornate con studenti della mia stessa età provenienti da tutta Italia, confrontarmi con loro e con la realtà in cui vivono. Sicuramente questa esperienza mi è servita ad avere più fiducia in me stessa e nella mia capacità di relazionarmi con persone completamente sconosciute».

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claudiagadaleta2372019Molfetta. Anche quest’anno una studentessa del Liceo Scientifico “A. Einstein” Alessandra Gadaleta, è rientrata tra i 230 studenti delle Scuole Secondarie di Secondo Grado italiane che hanno avuto titolo a partecipare agli stage estivi organizzati dalla Scuola di Orientamento Universitario presso la Sant’Anna di Pisa.

Tale Scuola di Orientamento Universitario è nata nel 2017, nell'ambito del processo di federazione tra la Scuola Superiore Sant'Anna, la Scuola Normale Superiore di Pisa e la Scuola Universitaria Superiore IUSS di Pavia e si prefigge di dedicare tre appuntamenti estivi agli alunni che si distinguono per risultati scolastici eccellenti.

La studentessa, frequentante la classe 4ª sez. B, racconta così l’esperienza svolta dall’8 al 12 luglio scorso.

«È stata un’esperienza formativa sia dal punto di vista scolastico sia dal punto di vista umano, che ha garantito a 230 studenti, provenienti dalle diverse regioni italiane e da scuole aventi diversi indirizzi, di avvicinarsi all’ambiente universitario, comprenderne maggiormente il funzionamento, in modo tale da renderli consapevoli delle proprie scelte. Ciò che ha avuto una rilevante importanza è stata anche l’opportunità di confrontarsi con coetanei aventi esperienze e aspirazioni diverse, oltre che con docenti e allievi delle tre scuole superiori».

«Il primo giorno è stato dedicato principalmente all’ambito giuridico. Infatti nella tavola rotonda, si è discusso del concetto di Stato nella dimensione europea, oltre che nel diritto privato europeo. Con una lezione di analisi matematica ha invece avuto inizio la seconda giornata, la cui tavola rotonda è stata inerente alla robotica, tematica affrontata anche nel pomeriggio mediante seminari dedicati alla neuroingegneria e ad un esperimento di Jackson riguardante la differenziazione tra gli stati coscienti e gli stati fisici. La terza lezione frontale è stata dedicata principalmente ad un tema economico, con una particolare attenzione riservata alla crisi che l’Italia sta attraversando ormai da anni. Un’altra lezione è stata dedicata alle etimologie; la quarta tavola rotonda, invece, è stata inerente all’argomento del cambiamento climatico, con opportuni interventi riguardanti l’azione umanitaria di Greta Thumberg, la giovane svedese che ha cominciato a mobilitare giovani di tutto il mondo per sensibilizzare le istituzioni alla difesa ambientale. Nel pomeriggio invece, abbiamo assistito a due interventi riguardanti l’uno lo sviluppo sostenibile e l’altro l’ambito medico, in cui una giovane studentessa, grazie al supporto di un docente, ha relazionato sulla sclerosi laterale amiotrofica. Prima dei saluti finali, il quinto giorno abbiamo partecipato a lezioni riguardanti soprattutto la produzione ottimale di cibo, collegata all’ambito delle biotecnologie e delle scienze agrarie. Tutti i giorni, ad ogni lezione frontale, seguiva, nelle ore pomeridiane, un’attività seminariale collegata, in cui gli argomenti scientifici si intrecciavano con le tematiche letterarie».

«Molto produttivo è stato il confronto con gli allievi frequentanti le tre scuole, che ci hanno permesso, grazie ai loro interventi, di avere una maggiore consapevolezza di quello che realmente è l’ambiente universitario, ambiente che, a detta di molti, è completamente diverso da quello che ci si immagina. Ciascuno di loro ci ha consigliato di seguire le nostre passioni con impegno e determinazione, senza preoccuparci immediatamente del nostro futuro lavorativo, ma cominciando a confrontarci con ciò che realmente ci interessa. Anche se frequentanti facoltà differenti, tutti loro sono stati concordi nell’identificare l’elemento caratteristico delle Scuole Superiori nella possibilità di vivere insieme ad altri studenti. Infatti ciascuna delle tre possiede uno o più collegi in cui i ragazzi vivono, confrontandosi con coetanei che condividono la loro stessa esperienza, e dunque in un ambiente stimolante, in cui si ha anche possibilità di divertirsi e crescere, trascorrendo del tempo insieme. Ritengo che questa esperienza mi ha arricchito non solo dal punto di vista culturale, dandomi la possibilità di confrontarmi con ambiti da me non presi in considerazione e aiutandomi ad orientarmi, escludendone altri che invece ho ritenuto fino a quel momento più vicini ai miei interessi, ma anche e forse soprattutto dal punto di vista umano. Ho avuto la possibilità di vivere intere giornate con studenti della mia stessa età provenienti da tutta Italia, confrontarmi con loro e con la realtà in cui vivono. Sicuramente questa esperienza mi è servita ad avere più fiducia in me stessa e nella mia capacità di relazionarmi con persone completamente sconosciute».

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