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Molfetta. Oltre all'esecuzione degli interventi manutentivi su tre dei defibrillatori già installati, il Comune ha disposto l'acquisto di un nuovo dispositivo

molfettadefibrillatorevillacomunalemanutenzioneUn'attività di manutenzione è stata avviata dal Comune di Molfetta su defibrillatori installati nei punti più strategici della città. In particolare, ad avere necessità di un intervento manutentivo, sono 3 dispositivi e 4 piantane a supporto di altrettanti defibrillatori. A ciò si aggiunge l'acquisto e la posa di un ulteriore defibrillatore.

A renderlo noto, la determinazione sottoscritta dal dirigente del V Settore Lavori Pubblici con cui, dando seguito al progetto "Cuore Nostro – Molfetta cardioprotetta", il Comune affida le attività di manutenzione alla ditta MG Communication, partner del progetto assieme alla cooperativa sociale Progetto Assistenza, che si è occupata di installare da quando il progetto è stato avviato ben 30 defibrillatori semiautomatici distribuiti nel centro abitato e di mapparli attraverso la loro geolocalizzazione.

"Cuore Nostro" ha previsto inoltre la formazione di centinaia di cittadini e di decine di operatori sanitari, volontari dell'assistenza pubblica, nonché di 33 dipendenti pubblici, tra cui agenti di Polizia Locale, ASM, Multiservizi e MTM, formati dagli stessi operatori attraverso corsi organizzati e finanziati dal Comune di Molfetta. Per la manutenzione dei tre dispositivi, l'installazione delle quattro piantane e la posa di un ulteriore defibrillatore, saranno spesi complessivamente 1550 euro.

Nei giorni scorsi più di qualcuno si è chiesto che fine avesse fatto il defibrillatore posizionato all'ingresso della Villa Comunale. Dalla recente determina dai responsabili del progetto si apprende che quello è uno dei dispositivi da controllare. Certo sarebbe stato opportuno segnalare con un cartello l'attività manutentiva in corso, al fine di non creare allarmismo nella cittadinanza, che ha dimostrato, in questi due anni, avere particolarmente "a cuore" il progetto.

Molfetta. I Carabinieri hanno tratto in arresto un minorenne del posto per detenzione illecita di armi e munizioni , ricettazione e riciclaggio

molfettacarabinieriarrestominorennearmiUna mitragliatrice, una pistola calibro 9 con caricatore e centinaia di munizioni. Queste le armi detenute in maniera illecita da un ragazzo di Molfetta non ancora maggiorenne, arrestato in flagranza di reato dai militari della Compagnia dei Carabinieri di Molfetta.

Sul minore, attualmente agli arresti domiciliari presso la propria abitazione, sono emersi gravi indizi di colpevolezza a seguito degli accertamenti compiuti nella fase delle indagini preliminari, che necessitano della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa in ordine al reato di detenzione illegale di armi e munizionamento, ricettazione e riciclaggio.

I militari dell’Arma, durante un servizio finalizzato alla prevenzione e repressione di sostanze stupefacenti, hanno perquisito diverse abitazioni ed effettuato diversi controlli su strada, con perquisizioni personali e veicolari. Durante le operazioni, all’interno di uno dei locali ispezionati in uso e nella disponibilità del minorenne arrestato, è stata rinvenuta una pistola mitragliatrice di nazionalità cecoslovacca calibro 7,65, con matricola illeggibile poiché punzonata, completa di caricatore ma senza munizioni; una pistola calibro 9 x 21, con caricatore contenente 13 cartucce; 17 cartucce cal. 9 x 21, contenute in una scatola e oltre 250 cartucce cal. 7,65.

«Un plauso ai militari della Sezione operativa della Compagnia Carabinieri di Molfetta per l’operazione che ha portato al sequestro di pistola e di una mitragliatrice – ha dichiarato il sindaco di Molfetta, Tommaso Minervini detenute da un minorenne. L’impegno contro l’illegalità per la sicurezza collettiva non può concedersi pause e per questo siamo grati alla professionalità e alla dedizione degli uomini dell’Arma.

Questo intervento, infatti, si aggiunge alle recenti operazione anti-droga, che hanno portato a sequestri di cocaina ed eroina e ad arresti. Le istituzioni e le forze dell'ordine in maniera silente operano ogni giorno per garantire la sicurezza e la legalità alla nostra comunità».

Molfetta. Proseguono anche per la giornata di oggi le ricerche di Mauro Mongelli e Sergio Bufo, vittime del naufragio del rimorchiatore Franco P. affondato mercoledì scorso al largo di Bari

molfettarimorchiatoreaffondato.homeA distanza di ventotto anni Molfetta rivive l’angoscia di un grave disastro in mare e il dolore per il mancato ritrovamento delle vittime. Il 4 novembre 1994, mezz’ora dopo la mezzanotte, a circa cinquanta miglia dalla costa, in acque montenegrine, affonda il Francesco Padre con a bordo i cinque membri dell’equipaggio più il cane Leone. Un imponente peschereccio in pochi secondi viene distrutto da un’esplosione che nemmeno le tre inchieste giudiziarie condotte dalla Procura di Trani, in un lasso di tempo di quasi vent’anni, sono riuscite a spiegare.

Al dolore del lutto, per i familiari delle vittime e per i molfettesi, si è aggiunta l’amarezza di una verità parziale. Da mercoledì 18 maggio, con l’affondamento del rimorchiatore Franco P, nome che inevitabilmente riporta alla tragedia del 1994, la ferita per le compiante vittime del Francesco Padre è tornata a sanguinare. All’epoca fu ritrovato solo uno dei molfettesi a bordo al momento del disastro, adesso, dei cinque membri dell’equipaggio naufragato sei giorni fa, due restano i dispersi in mare, Sergio Bufo di 60 anni e Mauro Mongelli di 59 anni, entrambi di Molfetta.

In un pensiero condiviso via social, il Comitato “Francesco Padre – Verità e Giustizia” scrive: «Sono momenti difficili e comprensibili per noi, quelli che le famiglie di questi due uomini, lavoratori del mare, stanno vivendo ormai da giorni. Sono tante le analogie che riportano alla memora, oggi più che mai, a quel 4 novembre 1994: 5 uomini, "F. P.", 50 miglia... Non dobbiamo lasciare sole le famiglie, facendo calare il buio e il silenzio su questa storia.

L'appello è alle Istituzioni, alla Magistratura, agli Organi Competenti, che si prodighino affinché tutto venga reso possibile per riportarli a casa e venga fatta chiarezza sull'incidente, grazie anche alla collaborazione dell'equipaggio a bordo del pontone AD3 e del comandante del rimorchiatore».

Dalla Capitaneria di Porto di Bari rendono noto che le ricerche continueranno a svolgersi in maniera serrata per tutta la giornata di oggi, mercoledì 24 maggio. Fondamentale sarà la testimonianza del capitano del Franco P, il 63enne Giuseppe Petralia, ricoverato in osservazione nel reparto cardiologia della terapia intensiva dell’Ospedale “Di Venere” di Bari.

Molfetta. Sarà inaugurato venerdì pomeriggio con un open day, il campo di Padel sorto presso il PalaPanunzio di Molfetta

molfettacampopadelpalapanunzio 6Anche a Molfetta è Padel mania. È in funzione da pochi giorni al PalaPanunzio il campo di Padel all’aperto e già i molfettesi amanti del tennis, e dello sport in generale, fanno a gara per prenotarlo. Realizzato all’esterno della struttura di via Giovinazzo, il nuovo campo di Padel sarà inaugurato venerdì 27 maggio a partire dalle ore 18 con un open day dedicato ad appassionati e curiosi. L’open day, che durerà fino a mezzanotte, sarà preceduto da una piccola cerimonia inaugurale aperta alla cittadinanza.

Il Padel non è una novità per Molfetta, altri due campi sono infatti a disposizione dei soci del Country Club, ma quello del PalaPanunzio è il primo campo di Padel che sorge in una struttura pubblica. «Da gestore di questo polo sportivo comunale – spiega Francesco Spezzacatena, presidente della Pienza ASD e responsabile della struttura – sto cercando di sfruttare al meglio gli spazi inutilizzati. Il Padel è uno sport che attualmente registra un altissimo numero di appassionati, perciò abbiamo pensato di realizzare questo all’aperto, che è già in funzione, e un altro indoor che sarà pronto per la prossima stagione autunnale.

Dopo aver condiviso con il Comune il progetto e una volta concluso l’iter autorizzativo abbiamo avviato la realizzazione del campo outdoor che inauguriamo venerdì, l’altro invece prevediamo di inaugurarlo a settembre. Il campo è utilizzabile dalle otto di mattina fino a mezzanotte, negli stessi orari di apertura del PalaPanunzio. Una struttura in cui convergono tantissime società, dal Basket al Futsal, dal CrossFit al Beach Volley e ora anche al Padel. Con la Box abbiamo raggiunto risultati importanti, come il conseguimento del titolo di Campione del Mediterraneo IBO di Claudio Squeo, e ci apprestiamo ad ospitare a luglio i campionati per il titolo italiano e intercontinentale sempre con Squeo. Stiamo cercando di seminare meglio che possiamo – continua Spezzacatena speriamo di poter raccogliere presto i frutti di tutto questo bel lavoro».

All’attività prettamente sportiva, si aggiunge l’impegno sociale. Il PalaPanunzio ospita infatti, a titolo gratuito, adolescenti e giovani alle prese con situazioni problematiche che frequentano e si allenano regolarmente.

Molfetta. Coinvolte due persone, entrambe in sella alla moto che, per cause in via di accertamento, è uscita rovinosamente fuori strada

molfettaincidentess16ducatineraNel primissimo pomeriggio di oggi, lunedì 23 maggio, intorno alle ore 13, un incidente si è verificato sulla strada statale 16 in direzione Foggia, all’altezza dello svincolo per la zona industriale di Molfetta.

Coinvolta una motocicletta di grossa cilindrata su cui viaggiavano un uomo e una donna, uscita rovinosamente fuori strada per cause in via di accertamento. Immediato l’arrivo sul posto di una pattuglia della Polizia Locale, dei Vigili del Fuoco del distaccamento di Molfetta, di una volante della Guardia di Finanza e di tre ambulanze, una delle quali ha trasferito in codice rosso l’uomo alla guida della moto presso l'Ospedale "Don Tonino Bello" di Molfetta.

Meno preoccupanti le condizioni di salute della donna che viaggiava insieme al centauro, soccorsa dal personale del 118 direttamente in ambulanza dove si è verificato l’incidente.

In corso rilievi e accertamenti da parte degli agenti della Polizia Locale, coordinati dal Comandante Cosimo Aloia, per comprendere le cause del sinistro. Non ci sono altri mezzi coinvolti, quindi bisogna capire se il centauro ha perso il controllo del mezzo in maniera autonoma, oppure se la sua corsa è stata turbata da parte di un altro veicolo.

Molfetta. La coalizione del candidato sindaco Pietro Matsropasqua si scaglia contro l'avvio della procedura per l'assegnazione della struttura in piena campagna elettorale

molfettapalazzomusicaI consiglieri comunali Giuseppe Balestra, Leo Binetti, Isa De Bari, Luigi Tridente e Maria Sbano, candidati alle prossime elezioni amministrative a siostegno dell'avvocato Pietro Mastropasqua, criticano aspramente la decisione di bandire la gestione del Palazzo della Musica in concomitanza con lo svolgimento della campagna elettorale e chiedono l'intervento del segretario generale. Chiusa da circa un paio d'anni, prima a causa del Covid e poi per consentire la realizzazione di interventi di manutenzione ordinaria e strordinaria, la struttura tornerà in funzione nel giro di qualche settimnana. Pubblicato inizialmente lo scorso 6 maggio, il bando ha subito delle leggere modifiche ed è stato nuovamente affisso all'albo pretorio una decina di giorni dopo ed è in scadenza al 21 giugno.

«Nell’ultimo periodo – incalzano i cinque consiglieri di Molfetta Vincentesi susseguono provvedimenti emessi dal Palazzo di Città guidato dal Sindaco-candidato che vanno ben oltre gli atti urgenti ed indifferibili che, per correttezza amministrativa, sarebbero i soli ad essere necessari in un periodo pre-elettorale. Un atto che è del tutto intempestivo ed inopportuno, teso a indirizzare la gestione di un luogo pregno di storia e valore culturale a 20 giorni dalle elezioni, peraltro con scadenza tra il primo turno elettorale e il possibile ballottaggio del 26 giugno.

Al sindaco - si chiedono i consiglieri - gli è sfuggita anche l'eventuale pubblicazione di questa procedura che si appalesa come autentico “regalo elettorale”? Chi tutela un bene di valore e prezioso come il Palazzo della musica?. A questo si aggiunga che, per l’ennesima volta, il Sindaco uscente dimentica di coinvolgere, anche a titolo semplicemente onorifico l’Associazione musicale Dvorak storica assegnataria dell’immobile in oggetto e fucina di talenti musicali molfettesi ormai sparsi in tutto il mondo, oltre che proprietaria dei beni musicali del compianto don Salvatore Pappagallo, la quale meriterebbe ben più di una semplice intitolazione del “Palazzo della Musica” per ricordarne degnamente il valore artistico che ha avuto per tutta la comunità molfettese.Per manifesta ed evidente inopportunità procedurale – concludono i consiglieri - si chiede al Sindaco di intervenire con tempestività per bloccare l’iter, senza nascondersi dietro al flebile quanto inopportuno non so».

Molfetta. Il rapper molfettese duetterà con la collega e amica sul palco di Campovolo il prossimo 11 giugno

molfettacaparezzamannoiacontentLa musica contro la violenza di genere. L’11 giugno prossimo a Campovolo si terrà finalmente, dopo due rinvii dovuti alla pandemia, il concerto organizzato dalle donne per le donne. Ma in un mondo, almeno quello musicale, determinato a superare l’arretratezza culturale e le disparità tra uomo e donna, non potevano mancare musicisti e cantanti di genere maschile.

Sul palco si esibiranno dal vivo Laura Pausini, Giorgia, Elisa, Gianna Nannini, Emma, Fiorella Mannoia e Alessandra Amoroso. Le sette cantanti avranno un uomo sul palco con loro per un duetto d’eccezione. Un ospite diverso per ciascuna di loro e Fiorella Mannoia ha scelto Caparezza. Il rapper molfettese, protagonista di recente di una puntata de La Versione di Fiorella, show ideato e condotto dalla cantautrice su Rai3 nella scorsa stagione, si esibirà ancora una volta al fianco di una delle cantautrici italiane più impegnate e apprezzate dal grande pubblico.

Prodotto e organizzato da Friends&Partners e RiservarossaUna Nessuna Centomila è il più grande evento musicale di sempre contro la violenza di genere e si calcola che saranno presenti, all’interno della RCF Arena di Reggio Emilia (Campovolo), ben oltre i 100mila spettatori.

Sul profilo Facebook di Fiorella Mannoia si legge: «Sono felice e onorata di avere con me Caparezza per questo evento a Campovolo di “Una. Nessuna. Centomila”. Sarà una grande festa. Stiamo arrivando, tutti insieme contro la violenza sulle donne, 11 giugno, Campovolo!».

Molfetta. La Capitaneria di Porto di Bari non interrompe le ricerche di Sergio Bufo e Mauro Mongelli, che proseguono anche oggi a ritmo serrato

molfettaricherchedispersiFrancoPOggi, lunedì 23 maggio, è il quinto giorno di ricerca in mare di Mauro Mongelli e Sergio Bufo, i due marittimi molfettesi a bordo del rimorchiatore Franco P. affondato mercoledì scorso al largo della costa barese. Nonostante le ipotesi di rinvenimento si facciano sempre più flebili, le autorità giudiziaria e portuale del capoluogo hanno deciso di far proseguire le attività di ricerca.

Fino a contrordine, spiegano dalla Capitaneria di Porto di Bari, le ricerche proseguiranno in maniera costante con elicotteri e motovedette della Guardia Costiera e delle autorità croate, a cui si aggiunge un mercantile dirottato per l’emergenza e una imbarcazione della Guardia di Finanza.

Vige naturalmente lo stretto riserbo sulle indagini in corso e, in particolare, sulle dichiarazioni rese dai superstiti, tutti ascoltati dagli inquirenti, riguardo le cause che hanno potuto generare l’inabissamento del rimorchiatore. Resta da raccogliere la testimonianza, fondamentale, del comandante della Franco P., Giuseppe Petralia, ancora ricoverato in osservazione nel reparto di terapia intensiva del “Di Venere” di Bari.

Nessuna delle tre vittime accertate e dei due dispersi indossava il giubbotto di salvataggio quando si è verificato l’incidente. Questo è quanto trapelato dalle dichiarazioni rese dai membri dell’equipaggio del pontone, che hanno sganciato in mare un gommone in soccorso dei colleghi, senza purtroppo riuscire a trarli in salvo.  

Nelle prossime ore la Procura della Repubblica di Bari, che ha aperto un fascicolo d’indagine per cooperazione colposa in naufragio e omicidio colposo plurimo, potrebbe disporre l’autopsia sui corpi dei tre membri dell’equipaggio recuperati in mare: Luciano Bigoni di 65 anni e Andrea Massimo Loi di 58 anni, e di Jelali Ahmed 63enne residente a Pescara, di origini tunisine. A disposizione dell’autorità giudiziaria anche il pontone AD3 attraccato a Bari e sotto sequestro.

Molfetta. Anche la terza asta pubblica si è chiusa lo scorso 20 maggio con zero offerte pervenute. Il prezzo di partenza era poco più di tre milioni e mezzo di euro

molfettamiragicaastadeserta 1Non c’è due senza tre. Per la terza volta di fila l’asta giudiziaria per la vendita di Miragica è andata deserta. Nessuna offerta è pervenuta entro i termini indicati alla società Fallco Aste, che gestisce la cura fallimentare del procedimento di vendita del parco divertimenti di Molfetta per conto del Tribunale di Brescia.

Il prezzo posto a base d’asta, ribassato di circa il 25% rispetto al precedente importo e quindi dimezzato rispetto al primo, era di 3.504.260,00 euro. Ma, nonostante il cospicuo ribasso, nessun gruppo finanziario pare sia interessato a scommettere sull’investimento.

Come riferiscono da Fallco, l’asta verrà nuovamente bandita nel rispetto dei tempi tecnici e il prezzo subirà un ulteriore ribasso.  Chi si aggiudicherà l’acquisizione diventerà proprietario delle strutture presenti e dei beni mobili strumentali all’attività, comprendenti attrazioni, attrezzatura da ristorazione, attrezzatura varia, arredi, macchine elettriche ed elettroniche, macchinari, mezzi di sollevamento e trasporto e rimanenza di magazzino. Non rientrano nella cessione le attrazioni acquisite in leasing, che piano piano, con la scadenza dei contratti, stanno scomparendo dal parco divertimenti, chiuso dall’autunno del 2018.

Un tempo identificata come la “Gardaland del Sud”, Miragica si estende su 100mila metri quadri e comprende, oltre le attrazioni, un teatro da 700 posti, diversi chioschetti, angoli fast food e un ristorante con 300 posti a sedere. Strutture che a causa del prolungato abbandono stanno assumendo le sembianze di un set da film dell’orrore, più che ricordare i fasti di un parco divertimenti.

 

 

Foto tratte dal video "Miragica - I giganti se ne sono andati" di "Amici montanari Puglia e dintorni". 

 

Molfetta. Procedono senza sosta le ricerche in mare di Mauro Mongelli e Sergio Bufo, i due marittimi molfettesi vittime del naufragio della Franco P.

molfettaricerchedispersiFrancoPUn’altra giornata di ricerche serrate terrà impegnati gli uomini della Capitaneria di Porto di Bari, coadiuvati dalla Capitaneria di Porto di Molfetta, dai militari di Aeronautica e Marina Militare nel passare al setaccio centinaia di miglia quadrate in mare. Restituire alle famiglie delle vittime i corpi per un ultimo abbraccio è l’obiettivo delle autorità portuali baresi, che potrebbero decidere di far proseguire le ricerche nei prossimi giorni.

Ma le speranze di ritrovare in vita il 59enne Mauro Mongelli e il 60enne Sergio Bufo, i due marittimi di Molfetta a bordo del rimorchiatore Franco P., sono sempre più remote e, purtroppo, inizia a farsi strada l’ipotesi che non vengano recuperati nemmeno i loro corpi. Le operazioni di ricerca proseguono senza sosta ormai dalla sera del 18 maggio, quando il rimorchiatore diretto a Durazzo è affondato al largo della costa barese in appena venti minuti.

Alcuni dettagli su quegli attimi concitati e di terrore sono emersi dalle testimonianze dei membri dell’equipaggio dell’AD3, il pontone trainato dalla Franco P., tutti ascoltati dagli ufficiali della Capitaneria di Porto di Bari, su delega della Procura del capoluogo. Dai racconti dei superstiti emerge tutto il rammarico per il senso d’impotenza provato mentre il rimorchiatore ha iniziato a incamerare velocemente acqua a poppa per poi inabissarsi in uno dei punti più profondi dell’Adriatico. Si ipotizza un guasto tecnico, un cedimento strutturale, un impatto con il pontone stesso, ma è difficile ricostruire il motivo del disastro non potendo ispezionare il rimorchiatore, che giace a circa mille metri di profondità.

Per stabilire le cause dell’affondamento la Procura della Repubblica di Bari ha aperto un fascicolo d’indagine con l’accusa di cooperazione colposa in naufragio e omicidio colposo plurimo. Due gli avvisi di garanzia notificati ad Antonio Santini, armatore e legale rappresentante della Ilmm Ancona Srl, proprietaria della Franco P., e Giuseppe Petralia, il comandante della Franco P., attualmente ricoverato nel reparto cardiologia della terapia intensiva al “Di Venere” di Bari. Gli inquirenti aspettano che migliorino le sue condizioni di salute, non gravi, prima di raccogliere la deposizione dell’unico superstite, attualmente, dell’equipaggio della Franco P.

Nessuna delle tre vittime accertate e dei due dispersi indossava il giubbotto di salvataggio quando si è verificato l’incidente. Questo riportano i membri dell’equipaggio del pontone, che hanno sganciato in mare un gommone in soccorso dei colleghi, senza purtroppo riuscire a trarli in salvo.  

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