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Molfetta. Dopo due anni di stop dovuto alla pandemia, i bambini molfettesi hanno nuovamente avuto la possibilità di divertirsi e conoscere le tradizioni legate all'arrivo della Pasqua

molfettaquaresimadeibambini 9Si è conclusa la rassegna "La Quaresima dei Bambini", il percorso sulle tradizioni pasquali molfettesi a cura di Terrae, Naturalia e Oasi San Giacomo. I bambini hanno osservato la realizzazione delle uova pasquali e hanno decorato il loro uovo di cioccolato con la pasta di zucchero. Nell'uovo è stata racchiusa una sorpresa piena di amore e speranza per i bimbi ucraini.

In questi cinque appuntamenti abbiamo cercato di far rivivere ai bambini le tradizioni, i profumi e i sapori della nostra quaresima: infatti domenica 27 marzo è stata proposta la tradizionale scampagnata di mezza quaresima presso il Parco Naturale di Lama Martina con tanti giochi, la pentolaccia e la degustazione della focaccia calda. Sabato 9 aprile è stata organizzata una visita guidata dedicata alle statue del Purgatorio e Santo Stefano, arricchita da storie e curiosità della nostra Pasqua, conclusasi con la degustazione del tradizionale pizzarello, e nei giorni successivi i bambini sono diventati piccoli chef e pasticceri durante i laboratori del calzone, della scarcella e, infine, la decorazione delle uova di cioccolato.

«Dopo due anni – spiegano gli organizzatori – finalmente abbiamo ripreso la nostra rassegna che è nata nel 2014 e ha sempre coinvolto esperti, guide e artigiani locali - panifici, forni, pasticcerie - che ci hanno sempre fornito prodotti di grande qualità. I nostri bimbi si meritano questi momenti di gioia e socializzazione e nuove scoperte. Buona Pasqua da tutto lo staff».

 

Molfetta. Il movimento politico esprime il proprio dissenso sulla decisione di confermare l’esibizione delle Frecce Tricolori, mentre in Ucraina la guerra continua a mietere vittime e seminare orrore

molfettafreccetricolorihomeLe Frecce Tricolori tingeranno il cielo di Molfetta il prossimo 7 maggio, quando si esibiranno anche a Giovinazzo. Lo show su Bari è previsto l’indomani, in occasione dei festeggiamenti in onore di San Nicola.

Dal 24 febbraio, invece, la popolazione ucraina è sotto l’attacco delle forze militari russe, vessata da una guerra che continua a mietere vittime tra i civili e a seminare orrore. In questo contesto, il movimento politico molfettese Rinascere, schierato alle prossime elezioni amministrative al fianco del candidato sindaco Lillino Drago, esprime il proprio disappunto sulla decisione di confermare l’esibizione e diffonde una nota stampa in cui dichiara che: «Mentre i cieli d’Europa, a pochi chilometri da noi, sono solcati da aerei militari che scaricano su popolazioni civili inermi i loro arsenali di morte e devastazione, si prepara a Molfetta la grande parata per l’arrivo delle Frecce Tricolori.

Vogliamo essere molto chiari su questo: non abbiamo assolutamente nulla contro la pattuglia acrobatica della nostra Aeronautica Militare che rappresenta certamente un’eccellenza del nostro Paese e un simbolo positivo dell’Italia nel mondo, ma il momento storico che stiamo vivendo imporrebbe, dal nostro punto di vista, una scelta di maggiore sobrietà e responsabilità, per il rispetto dovuto a tutti coloro che in Ucraina, da quasi due mesi ormai, vivono nell’incubo del rombo assordante dei cacciabombardieri che in pochi istanti possono cancellare le loro vite.

Sappiamo bene che questa manifestazione è già stata rinviata per due volte, negli anni scorsi, a causa dell’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia, ma riteniamo che ora, nel bel mezzo di un conflitto che indirettamente coinvolge anche il nostro Paese, sia assolutamente inopportuna. Ricordiamo, infatti, che le Frecce Tricolori altro non sono se non velivoli militari (del tipo MB.339A), pensati e realizzati per essere utilizzati in contesti bellici e che, per questo, possono essere armati con mitragliatrici o cannone.

Non abbiamo la pretesa di fermare un’esibizione così spettacolare e attesa (per la quale, tra l’altro, il Comune ha già stanziato 20.000 euro di soldi pubblici che, probabilmente, potevano essere utilizzati per sostenere iniziative a sostegno della popolazione civile ucraina, vessata dalla guerra) ma auspichiamo un ripensamento da parte dell’amministrazione comunale affinché rinunci a una parata chiaramente propagandistica che si svolgerà, tra l’altro, a pochi giorni dalle elezioni amministrative».

Molfetta. Avrà inizio alle tre del mattino di domani, come da tradizione, la processione con le cinque statue lignee rappresentanti i Misteri dolorosi

molfettacinquemisterihomeIl giorno della Passione si avvicina e Molfetta si prepara a rivivere, dopo due anni di stop imposto dalla pandemia, l'antica processione penitenziale dei Cinque Misteri curata dall’Arciconfraternita di Santo Stefano. La giornata di oggi, giovedì 14 aprile, dedicata all’esposizione dei simulacri della Passione, meglio conosciuti come “Sepolcri”, proseguirà in un lento scorrere fino a domani, l’atteso Venerdì Santo.

Alle tre del mattino, dal sagrato della chiesa di Santo Stefano ha inizio la processione, le statue si muoveranno lente per le strade del centro sulle note delle marce funebri, fino al ritorno in chiesa previsto per le ore 13. Le cinque statue lignee rappresentano i Misteri dolorosi e raffigurano Cristo che prega nel Getsemani (Crìste all‘ùerte), Cristo flagellato (Crìste alla kelònne), Cristo deriso (Crìste alla chènnèdde), Cristo con la croce e Cristo morto.

Nel 1838, l’Amministrazione dell’Arciconfraternita delibera di affidare le prime quattro statue dei Misteri ad altrettante Confraternite, riservando il diritto di portare la statua del Cristo Morto ai soli Confratelli di Santo Stefano. È da allora che la processione conserva questo assetto organizzativo.

Le statue sono state realizzate a grandezza naturale, con un realismo così intenso da renderle vere e proprie icone di una sofferenza indicibile ma accettata con dignità, che conferisce loro una drammaticità e una suggestione unica nel suo genere.

Difficile attribuire la paternità delle sculture, fatte risalire grazie ai recenti studi alla scuola napoletana del secondo Cinquecento. Ha di recente approfondito l’argomento il molfettese Francesco Stanzione, autore del libro “Ipotesi per una paternità dei misteri della venerabile arciconfraternita di S. Stefano in Molfetta” (editrice l’Immagine). Stanzione si interroga sulle varie interpretazioni circa la paternità di quattro dei cinque Misteri, da sempre attribuiti allo scultore veneziano Giacomo Fielle. La mancanza di prove sulla reale esistenza dello scultore, mai rintracciato, ha spinto gli studiosi a propendere per un’attribuzione alla scuola napoletana del periodo seguente agli inizi del 1600. Stanzione ha approfondito la questione, ricostruendo il contesto storico del 1500 tra Molfetta e Venezia.

Un’operazione che unisce documentazione e fantasia, poiché si conclude con una conversazione immaginaria, fedele alla leggenda veneziana, tra le statue di Gesù alla colonna, Gesù alla canna e Gesù al calvario. Le tre sculture, rimaste sole dopo l’allestimento della statua di Gesù all’orto nella chiesa di Santo Stefano per il “Primo Venerdì d Quaresima”, si raccontano a vicenda l’origine del proprio arrivo a Molfetta.

 

Foto tratta dal canale YouTube di Trani Religiosa

Molfetta. Laboratori a tema pasquale, Photo Booth e animazione saranno le attrazioni del pomeriggio di domani e dopodomani al Gran Shopping

molfettagranshoppingpasquaA ridosso del weekend di Pasqua, i pomeriggi di venerdì 15 e sabato 16 aprile, dalle ore 16 alle 20.30, si arricchiranno di laboratori creativi tutti dedicati ai più piccoli alle prese con uova, coniglietti, ghirlande e nidi di pulcini, e spazio alla fantasia dei bambini.

Un'intera zona del Gran Shopping di Molfetta sarà dedicata agli artisti in erba che, con le proprie famiglie, potranno passare ore di divertimento impegnati a realizzare qualcosa di unico e speciale in compagnia di mamma e papà attraverso un divertente percorso da scoprire in tre tappe.

L'area dedicata verrà divisa in tre zone: la prima sarà destinata ai laboratori pasquali, in cui i bambini potranno sbizzarrirsi nel creare maschere da utilizzare nelle foto e da portare a casa come ricordo, con l'aiuto di animatori esperti che forniranno tutti gli strumenti per la realizzazione e la decorazione dei lavoretti, a disposizione anche per qualche spunto creativo.

La seconda zona sarà dedicata ai Photo Booth, uno spazio in cui scattare foto divertenti in una cornice appositamente realizzata per l'occasione, utile a condividere scatti e selfie sui social. Infine, spazio al divertimento con l'animazione di un artista di strada e ad un repertorio studiato per regalare un pomeriggio di gioia ai più piccoli, ma che saprà coinvolgere anche gli adulti.

Al termine di questa esperienza, tutti i partecipanti riceveranno uova di cioccolato per completare il pomeriggio con una immancabile nota di dolcezza.

Molfetta. Il romanzo di Pantaleo de Trizio racconta la crescita interiore di un giovane uomo che sceglie di mettersi a disposizione della sua Confraternita

molfettapantaleodetrizioLa Settimana Santa entra nel vivo e tornano alla memoria le immagini di una spiritualità collettiva che a Molfetta, come in tutta la Puglia, continua a vivere nei riti e nelle celebrazioni cristiane. Una tra le figure più emblematiche della tradizione è quella del “portatore”, ovvero il confratello incaricato di reggere e trasportare in processione statue, stendardi e baldacchini.

Nei giorni in cui la comunità cattolica vive nella massima solennità la fede in Cristo che risorge, si rinnova per tutti il senso di appartenenza e d’identità non soltanto religioso, ma anche antropologico. Ed è proprio questo il punto di osservazione da cui parte Pantaleo de Trizio per raccontare la storia racchiusa tra le pagine de “Il Portatore, racconto di una vocazione antica”, romanzo

«Il Mistero del portatore – scrive Pantaleo de Tizio nella premessa – supera le coordinate della storia, ogni portatore ha una storia a sé, fatta di sacrifici ma anche di una spiritualità intima che è propria di cia­scuno. Il portatore si mette al servizio della Confraternita con abnegazione, con fede e rispetto verso quei Simulacri, che, pur terreni, esprimono il dolore e il Mistero della passione di Gesù Cristo».

Il protagonista è Marco, la storia parte dagli anni sessanta del Novecento e si protrae fino ai nostri giorni. Il contatto con la realtà passata, la passione per la conoscenza, l’immaginazione, danno l’avvio alla narrazione, la quale si sviluppa intorno all’ispirazione di un ragazzo qualunque. Per Marco quella processione era stata una scuola di vita, perché al portatore occorrono: coraggio, forza fisica, incoscienza, ma soprattutto fede. I riti del Triduo pasquale sono un modo per avvicinare i giovani a quest’atto penitenziale che inizia – secondo de Trizio – con “un rullo di tamburo, uno squillo di tromba, delle melodiche note emesse da un flauto”. Il romanzo, attraverso dialoghi e narrazioni, vuol essere una riflessione sulla figura del portatore e sul suo incarico all’interno dell’istituzione religiosa: il portatore è colui che non solo sorregge le sacre immagini in processione, ma deve essere degno di questo ruolo.

Pantaleo de Trizio, insignito nel 2017 del titolo di Cavaliere al merito della Repubblica in considerazione della lunga e onorata carriera lavorativa e per i numerosi titoli culturali e le benemerenze ricevute, affronta la stesura del romanzo con un approccio interdisciplinare: da sociologo si sofferma sul contesto nel quale si svol­gono le processioni pasquali a Molfetta, da confratello animato da una fede intensa e riservata descrive con padronanza emotiva le qualità che deve avere chi vuole diventare portatore, da specialista che ha lavorato per anni nella comunicazione pubblica ha saputo raccontare come le confraternite siano costituite da laici impegnanti nelle attività liturgiche e nella difesa delle tradizioni cultuali locali.

Molfetta. I biancorossi con 43 punti sono sereni e puntano a confermarsi nella parte sinistra della classifica

molfettacalciohomeEra iniziato proprio a Casarano il percorso bellissimo degli uomini di Bartoli, a cavallo tra 2021 e 2022, che si erano messi alle spalle il novembre nero di risultato e avevano inanellato una serie utile di nove partite. Il gol di Cappiello, l'abbraccio di gruppo con mister Bartoli inondato dal calore e dall'affetto dei biancorossi: questa l'istantanea più bella di un match tirato.

Oggi, giovedì 14 aprile, con fischio d'inizio alle ore 15, le due squadre si ritrovano al Poli nel turno infrasettimanale pre-pasquale in un giorno assai sentito, in termini di Passione, per Molfetta. Un girone fa, le acque non erano tranquille per entrambe le compagini, adesso sorridono ai biancorossi, capaci di pareggiare contro l'ostico Fasano. Da riscattare, però, la prova opaca contro Nola che è fruttata la prima caduta al Poli nell'anno solare. I biancorossi, però, con 43 punti, uno in più dell'obiettivo stagionale dichiarato, sono sereni e puntano, con entusiasmo, a confermarsi nella parte sinistra della classifica.

Per i rossoazzurri salentini, invece, c'è poco da stare sereni. Attualmente sono fuori dalla zona playout di un solo punto, con 36 punti messi in cassaforte, però dietro incombono tutte le avversarie che hanno un fattor comune: devono recuperare almeno un match durante la pausa post-pasquale causa covid. Tradotto, potrebbero mettersi dietro Casarano che ha un disperato bisogno di punti per guardare a zone della classifica più tranquille.

Molfetta. Alle ore 19 presso la Cattedrale S. Maria Assunta la funzione sarà celebrata dal Vescovo Mons. Domenico Cornacchia

molfettacattedralehomeQuesta sera alle ore 19, nella Cattedrale S. Maria Assunta, il Vescovo S.E. Mons. Domenico Cornacchia, presiederà la Messa Crismale durante la quale saranno benedetti i Sacri Olii: l’olio degli infermi, l’olio dei catecumeni e il crisma.

Gli olii benedetti saranno utilizzati durante tutto il corso dell’anno liturgico per la celebrazione dei sacramenti: il Crisma usato nel battesimo, nella cresima e nell’Ordine Sacro; l’olio dei catecumeni usato nel battesimo; l’olio degli infermi per dare forza a quanti sono nel momento della prova.

Alla celebrazione saranno presenti il Capitolo Cattedrale, il Clero diocesano, le religiose e i religiosi presenti in Diocesi e i fedeli laici; pertanto tutte le Chiese della diocesi saranno chiuse.

Molfetta. La famiglia Sinigaglia prende le distanze dall'articolo del Liberatorio

molfettareplicafamsinigagliacontentIngiustamente ingiuriati e screditati. Per l’ennesima volta. È così che si sentono i membri della famiglia molfettese Sinigaglia che, sebbene a distanza di ventotto anni, si ritrovano chiamati in causa in articoli di processi che non hanno nemmeno vissuto.

L’attacco frontale, secondo la famiglia in questione, giunge dalle pagine di Liberatorio, storico blog molfettese che da sempre commenta in maniera del tutto soggettiva fatti e notizie che interessano la città. Al centro di un contenuto comparso online lo scorso 11 aprile, alcuni manifesti che annunciano il matrimonio di due futuri sposi appartenenti entrambi a due famiglie che nel 1994 furono coinvolte in due importanti vicende giudiziarie.

Nel segnalare la presenza dei manifesti, l’autore del testo lascia immaginare scenari in stile “Gomorra” per il giorno delle nozze, citando gli illeciti trascorsi delle famiglie, che risalgono ormai a due generazioni fa. Di fronte all’articolo, la famiglia Sinigaglia si è sentita ingiustamente infangata, anche perché, raccontano, oltre a non essere imparentati con gli sposi, non sono nemmeno stati invitati.

«Conduciamo vite tranquille e semplici – dichiara la famiglia Sinigaglia – e non capiamo perchè ci coinvolgono in queste vicende! Chiediamo solo di non fare di tutta l'erba un fascio».

Sempre disponibile ad ascoltare la voce diretta dei cittadini, a indagare la complessa realtà che ci circonda per onore di verità, la Redazione de Il Fatto ha raccolto la testimonianza della famiglia, dando così modo di replicare.

Molfetta. I funerali dell'infermiere molfettese si terranno oggi pomeriggio alle ore 16,30 nella Parrocchia di San Pio X

molfettaniccolomazzolaIl sorriso radioso di Nicolò Mazzola, originario di Molfetta ma residente a Jesi, resterà per sempre impresso nella memoria di chi lo ha conosciuto e amato. Oltre a familiari ed amici, sono tantissime le persone che piangono la prematura scomparsa di un uomo buono, che aveva scelto di prendersi cura degli altri a tempo pieno. Infermiere per vocazione, Nicolò si è da sempre distinto per l'amore e la dolcezza che riservava ai suoi pazienti più fragili, soprattutto anziani.

Un male incurabile all'apparato digerente lo ha strappato alla vita in appena due mesi e a soli 28 anni Nicolò ha dovuto dire addio alla vita. Un nemico silenzioso e spietato che non gli ha lasciato scampo. Lui stesso sapeva di combattere contro un avversario invincibile e, seppur lottando, ha accettato con dignità il suo nefasto e crudele destino.

«Non era un infermiere, era un angelo», dicono di lui i colleghi che gli volevano bene, sfiniti dal dolore di fronte all'inaccettabile scomparsa di un ragazzo e di un professionista straordinario.

Laureato all'Università di Bari e attualmente residente nelle Marche, in servizio presso il reparto di Geriatria dell'Inrca di Jesi, Nicolò Mazzola si è spento lunedì scorso 11 aprile. La salma, su volontà della famiglia, è stata trasportata a Molfetta dove si terranno le esequie funebri e dove Nicolò riposerà per sempre.

La celebrazione dei funerali si terrà alle ore 16,30 di oggi, mercoledì 13 aprile, presso la Parrocchia San Pio X.

Molfetta. Le due chiese saranno aperte di mattina, dalle ore 10 alle ore 13 e di pomeriggio, dalle ore 17 in poi

molfettasepolcricontentPer favorire un afflusso regolare di fedeli e visitatori e ridurre il più possibile gli assembramenti dinnanzi alle chiese, le Arciconfraternite di Santo Stefano e della Morte comunicano che, in via del tutto eccezionale, per il Giovedì Santo 2022 le esposizioni pubbliche dei simulacri della passione, solo nelle due chiese di Santo Stefano e del Purgatorio, saranno aperte nei seguenti orari: di mattina dalle ore 10 alle ore 13 e di pomeriggio dalle ore 17 in poi.

Si invitano tutti i fedeli ad osservare le norme minime previste per contrastare la diffusione del virus Covid 19: utilizzo della mascherina e distanziamento. Si ringrazia tutti per la massima collaborazione. I Priori Pantaleo Silvestri e Onofrio Sgherza e le amministrazioni tutte delle due arciconfraternite ringraziano sentitamente il Vescovo, Sua Eccellenza Mons. Domenico Cornacchia per la vicinanza e l’attenzione mostrata ai riti della settimana santa della nostra città.

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