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Molfetta. Il candidato sindaco di buona parte delle forze di centrosinistra presenti in città ha dialogato con giornalisti e supporter durante la sua prima conferenza stampa

molfettagragocontentDopo il debutto nella sede del Pd, affiancato dall’onorevole Ubaldo Pagano e dal presidente Michele Emiliano, Pasquale Drago tiene la sua prima conferenza stampa da candidato sindaco di Molfetta, in corsa per le elezioni amministrative che si terranno a giugno prossimo. A sostegno della sua candidatura una compagine di centro sinistra “allargato”, composta da: Pd, Rinascere, Senso Civico, Movimento Cinque Stelle e Con. Ieri pomeriggio l’incontro pubblico alle 16 presso il Dogana Resort, dove Drago ha dialogato con giornalisti e supporter.

Impeccabile nel suo outfit informale, con una coccardina gialla e blu appuntata sul petto in solidarietà alla popolazione ucraina, Drago ha parlato di sé raccontando aneddoti personali e scelte professionali, fino ad arrivare alla decisione di candidarsi a sindaco di Molfetta, la città in cui è nato e di cui non può fare a meno di prendersi cura, stavolta in prima linea come amministratore cittadino.

Magistrato in pensione, 74 anni, Pasquale Drago ha citato don Tonino Bello ricordando quando ha collaborato con lui e la diocesi per la realizzazione della Casa don Tonino Bello, centro di recupero dalle dipendenze. In poco tempo, impegnandosi tutte le sue forze, Drago ha contribuito a far diventare quel progetto realtà ed è con la stessa energia che ora si assume l’impegno di costruire per Molfetta una nuova squadra di governo.

Fuori dalla coalizione a sostegno di Pasquale Drago, Sinistra Italiana, Rifondazione comunista e Area Pubblica, a cui il candidato sindaco a ridosso della conferenza stampa ha rivolto un appello: «Noi stiamo costruendo una grande squadra, ma sentiamo il dovere verso la Città di non lasciare indietro nessuna importante risorsa politica ed umana. Quello che oggi manca accanto a me – e spero ancora per poco - è un pezzo importante e fondamentale della Comunità molfettese. Sto parlando di quelle espressioni della Sinistra civica e Democratica che vorrei diventassero protagoniste del nostro progetto politico e amministrativo.

Intendo rivolgermi ad Area Pubblica, Sinistra Italiana e Rifondazione Comunista. Mi rivolgo anche a Paola e Bepi che, personalmente, stimo moltissimo! Alle vostre storie e alle vostre esperienze, al mondo e alle Comunità di donne e uomini che vi hanno quale riferimento e che rappresentate. Mi rivolgo a quello che siete stati e che potrete ancora essere per il Futuro di Molfetta. Io sono qui e vi chiedo di incontrarvi. Voglio incontrare le vostre espressioni politiche e le vostre organizzazioni, i vostri partiti e i vostri movimenti. Vi vorrei parlare, ma, soprattutto, voglio ascoltarvi. Desidero tracciare anche con voi la strada che percorreremo insieme, perché niente deve essere lasciato di intentato. Lo merita Molfetta, perché Molfetta merita rispetto. Vediamoci. Affrontiamo serenamente ogni problema, discutiamo della nostra idea di Città e del suo futuro, proviamo a sognare insieme una Molfetta migliore.

Se mi concedete la vostra fiducia, mi impegno ad essere il Vostro Garante politico e la garanzia più importante che posso offrirvi sono i 40 anni di Servizio che ho prestato e sto ancora prestando per le Istituzioni, avendo giurato di rispettare la Costituzione della Repubblica Italiana e le sue leggi e avendo condotto un percorso di vita ispirato alla Legalità e alla difesa dei Cittadini. Sono sicuro che, alla fine, scopriremo che la pensiamo allo stesso modo. Non perdiamo questa grande occasione. Io ci sono. Scriviamo insieme il nostro Programma. Affrontiamo insieme questa difficile competizione democratica. Continuiamo insieme ad amare la nostra Città e a lavorare per il suo progresso, perché io ho imparato a sognare e non smetterò».

Molfetta. Il vincitore di Sanremo ‘22 farà tappa a Banchina San Domenico

molfettaMahmoodcontentMahmood arriva in Puglia la prossima estate con il suo Ghettolimpo Summer Tour e fa tappa a Molfetta. L’atteso appuntamento è fissato al 23 luglio a Banchina San Domenico e si inserisce nella programmazione del Luce Music Fest.

Unica data pugliese, il vincitore di Sanremo ’22 si esibirà anche a Matera il 22 luglio a Cava del Sole, in uno speciale concerto con orchestra.  Il Ghettolimpo Summer Tour di Mahmood, si compone di dodici concerti in calendario tra la primavera e l’estate nelle principali città e nei festival più prestigiosi d’Italia. Il Tour è preceduto dalla sessione primaverile che prevede concerti al chiuso già tutti sold out, con partenza dal Bataclan di Parigi il prossimo 23 aprile.

Mahmood, che appartiene alla scuderia della Island Records, etichetta discografica guidata dal molfettese Jacopo Pesce, a maggio parteciperà per la seconda volta all'Eurovision Song Contest, a Torino, in duo con Blanco, dopo la vittoria all’ultimo Festival di Sanremo.

Info e prevendite su www.friendsandparters.it.

Molfetta. Il consueto appuntamento con artigiani e produttori del territorio molfettese si svolgerà domani dalle ore 10 alle ore 21

molfettafieraautoproduzionicontentTorna puntuale anche quest'anno a Molfetta la Fiera delle Autoproduzioni che si terrà, come di consueto, in villa comunale per tutta la giornata di domani, domenica 27 marzo.

L'evento sarà scandito da diversi appuntamenti legati alle tematiche dell'alimentazione e della sostenibilità ambientale.

«La fiera – si legge nella presentazione curata dagli organizzatori – promuove un altro modello di economia e di vita, con al centro non il denaro ma le persone e le relazioni, a dimostrare che non esiste solo il lavoro salariato, generatore di diseguaglianza, imbarbarimento, alienazione, ma una miriade di altre realtà capaci di produrre, lavorare e pensare in armonia con se stessi, gli altri la natura. Essa non usufruisce di sovvenzioni pubbliche o private, ma si autofinanzia mediante i principi dell'autogestione».

Per tutto il giorno si svolgeranno momenti di confronto dedicati all'agricoltura contadina naturale, alla certificazione partecipata, al baratto e all'uso libero, all'artigianato etico.

IL PROGRAMMA:

Cibo genuino – ore 12

Cucine critiche contadine e di strada

Burattini – ore 11,15 e ore 12

Don Chisciotte della Mancia e Sancio Panza

(A cura di RicreAzione)

Laboratorio – ore 18

Legumi: il buono della terra sulla tavola!

Sostenibilità e gusto delle leguminose autoctone delle Murge.

Presentazione – ore 19

Caffé Tatawelo.

Campagna prefinanziamento 2022.

(A cura di GAS Nestor Machno Molfetta e Giovinazzo)

Molfetta. Questo pomeriggio al “Vespucci” il dott. Pasquale Bruno Trizio condurrà il pubblico molfettese lungo un appassionato viaggio alla scoperta di tradizioni e consuetudini della “Gente di Mare”

molfettalibrovespuccicontentAlle ore 18 di oggi, giovedì 24 marzo, presso l’aula magna dell’Istituto di Istruzione Superiore A. Vespucci, in località Torre rotonda a Molfetta, il Dott. Pasquale Bruno Trizio presenterà il volume “La Pesca nel basso Adriatico in evo moderno e contemporaneo

Molti studiosi hanno affrontato il tema della pesca per tramandare tradizioni e consuetudini delle popolazioni di pescatori sparse lungo gli ottomila chilometri di coste dell’Italia.

Pasquale B. Trizio, già ufficiale della Marina Militare e Mercantile, laureato in Storia moderna, storico del commercio marittimo e della navigazione, nel suo lavoro sulla pesca nel basso Adriatico presenta ai lettori un aspetto innovativo del tema, offrendo un contributo scientifico sulle coste pugliesi ed unendo alla conoscenza delle tradizioni regionali del mondo della pesca lo studio della documentazione moderna e contemporanea conservata negli Archivi di Stato di Bari e di Napoli.

Attraverso le pagine del suo volume ci si immerge in un mondo, a molti sconosciuto, fatto di ampi spazi, di un mare che cambia colore con le stagioni, di barche tartane per la pesca a strascico, paranze e paranzelle, gozzi e bilancelle e di sacrifici vissuti dalla laboriosa “Gente di Mare”.

L’istituzione scolastica, guidata dal Dirigente Carmelo D’aucelli, prosegue le iniziative di promozione del settore marittimo con questa iniziativa che si avvale del patrocinio della A.N.M.I, rappresentata dai vertici della associazione, per la presenza dell’Amm. di Squadra Michele De Pinto e dell’Avv. Lamberto Piccininni.

Molfetta. Memoria storica della città, il professor Giuseppe Binetti si è spento all'età di 101 anni in casa sua

molfettaprofbinetti2Ha vissuto in prima persona i grandi eventi del '900 che hanno cambiato per sempre la storia contemporanea. Molfetta piange oggi la scomparsa del professor Giuseppe Binetti, figlio di un reduce della prima guerra mondiale e a sua volta reduce della seconda guerra mondiale, dopo essere scampato alla deportazione e detenzione nei campi di concentramento nazisti.

Il professor Binetti, che si è spento in casa sua due mesi dopo aver perso sua moglie, aveva compiuto 101 anni lo scorso 19 marzo e durante tutta la sua vita non si è mai stancato di trasmettere i valori fondanti del civismo e della nonviolenza. Presidente onorario dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci (sez. di Molfetta), fu deportato in diversi campi di concentramento tra cui quello di Czestochowa, man mano che i russi avanzavano. Catturato il 9 settembre del 1943, dopo aver difeso la caserma dei Bersaglieri di Cremona da un improvviso e violento attacco dei militari tedeschi, fu fatto prigioniero e deportato in Germania.

Dopo la guerra, e dopo essere scampato più volte alla morte, fece rientro a Molfetta nel 1945, entrando subito a far parte dell'Associazione Nazionale Combattenti e Reduci, di cui diventò presidente nel 2000. Docente in pensione, Binetti ha insegnato e ha svolto la mansione di direttore amministrativo presso l'Istituto "Manzoni". Nel 2002 l'ANMIG, grazie all'intercessione proprio del professor Giusepppe Binetti, strinse a Molfetta il sodalizio con l'Associazione "Eredi della Storia", che continua con grande impegno a celebrare i molfettesi che hanno contribuito a scrivere la storia di questa città e della Patria.

«Nell'anno 2000 – dichiarano i soci di "Eredi della Storia" – il nostro professore Binetti presidente dell'Associazione Combattenti e Reduci, insieme al cavalier ufficiale Onofrio Bufo, presidente dell'Associazione mutilati ed invalidi di guerra, affidarono il loro patrimonio storico alla nostra neonata Associazione, erede e custode di queste memorie. Con immutato affetto, stima e gratitudine saremo per sempre riconoscenti a questi nostri concittadini illustri».

Molfetta. Tra le vittime delle Fosse Ardeatine anche il molfettese Capitano Manfredi Azzarita. Domenica 27 marzo, dalle ore 11 alle ore 13, in piazza Mazzini a Molfetta, verranno esposti dei pannelli in ricordo del tragico evento

molfettafosseardeatinecontent2 230222Dopo l'armistizio di Cassibile, la fuga del re Vittorio Emanuele III e l'ingresso nella capitale delle truppe tedesche, il 12 settembre i tedeschi assunsero il controllo effettivo della città, che era stata dichiarata città aperta dal governo italiano il 14 agosto. Fin dai primi giorni dell'occupazione tedesca di Roma si costituirono nella capitale gruppi di resistenza, in particolar modo il Fronte militare clandestino ("Centro X"), diretto dal colonnello Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo, e nuclei comunisti, ai quali il generale Carboni aveva fatto distribuire armi sin dal 10 settembre.

Roma, sottoposta pro forma alla sovranità della RSI, mantenendo lo status di "città aperta", era in realtà governata di fatto solo dai comandi germanici. Capo della Gestapo di Roma, fu l'ufficiale delle SS Herbert Kappler, già resosi protagonista della razzia del ghetto ebraico e della successiva deportazione, il 16 ottobre 1943, di 1023 ebrei romani verso i campi di sterminio.

La campagna del terrore avviata da Kappler, con frequenti rastrellamenti ed arresti di antifascisti e semplici sospetti nelle varie carceri romane (fra cui il più tristemente famoso fu quello di via Tasso), sgominò nell'inverno 1943-44 quasi ogni gruppo della Resistenza romana, che si ritrovò a perdere prima gli elementi militari, quindi quelli comunisti dissidenti di "Bandiera Rossa". Anche gli aderenti a "Giustizia e Libertà" e al Partito Socialista e i sindacalisti socialisti subirono forti decimazioni negli arresti compiuti dalle varie forze di polizia tedesche, dalla polizia italiana fascista e dalle bande italiane sotto controllo germanico. Solo i GAP comunisti riuscivano a mantenere una buona efficienza operativa.

Il 23 marzo 1944 ebbe luogo un'azione di guerra partigiana contro l'undicesima compagnia del III battaglione del Polizeiregiment "Bozen" in via Rasella, per iniziativa di partigiani dei Gruppi di Azione Patriottica delle brigate Garibaldi, che ufficialmente dipendevano dalla Giunta militare che era emanazione del Comitato di Liberazione Nazionale.

Tale reparto fu segnalato come bersaglio da Mario Fiorentini, poiché abitava nei pressi di via Rasella, e Giorgio Amendola, responsabile principale dei GAP, indicò le direttive, ma lasciò quindi al comando partigiano "assoluta libertà d'iniziativa". Il "Bozen" era costituito da soldati addestrati e venne descritto dallo stesso Amendola come un "battaglione di gendarmeria" che transitava in via Rasella "in pieno assetto da guerra".

L'operazione fu portata a termine da 12 partigiani. Fu utilizzata una bomba a miccia ad alto potenziale, collocata in un carrettino per la spazzatura urbana; dopo l'esplosione furono lanciate alcune bombe a mano dai tetti delle case per ingannare e "onde dare l'impressione che le bombe occorse per l'attentato alla colonna erano partite dall'alto" dei palazzi (in cui vennero eseguiti i primi 100 arresti di cittadini ignari). Rimasero uccisi 32 militari dell'undicesima Compagnia del III Battaglione del Bozen e un altro soldato morì il giorno successivo (altri nove sarebbero deceduti in seguito). L'esplosione uccise anche due civili italiani. Il 24 marzo di tutta risposta, le truppe di occupazione tedesche, uccisero 335 civili e militari italiani, prigionieri politici, ebrei o detenuti comuni, presso le Fosse Ardeatine.

L'eccidio delle Fosse Ardeatine divenne l'evento-simbolo della durezza dell'occupazione tedesca di Roma. Fu anche la maggiore strage di ebrei compiuta sul territorio italiano durante l'Olocausto; almeno 75 delle vittime erano in stato di arresto per motivi razziali.

Tra i martiri ricordiamo il nostro concittadino Cap. Manfredi Azzarita, che incaricato dal Governo Badoglio stava organizzando la liberazione di Roma con i partigiani cattolici, un infiltrato fra le sue fila denunciò il gruppo ai tedeschi per 5 mila lire e un sacco di farina. Cap. Azzarita fu arrestato dai tedeschi, fu imprigionato in via Tasso e successivamente trucidato. Nonostante le torture subite, non rivelò mai i nomi dei suoi amici. Per le sue azioni ottenne una medaglia d’oro al valore militare con la seguente motivazione:

«Fu valoroso combattente sui fronti di guerra, apprezzato ufficiale presso lo S.M.R.E. ove gli vennero affidati incarichi di particolare fiducia, fra cui quello presso il generale inglese Carton de Wiart durante i preliminari delle trattative di armistizio. Insofferente dell'occupazione tedesca, dopo l'8 settembre ‘43 si prodigò in Roma e dintorni per organizzare gruppi e movimenti armati clandestini, dimostrando fermezza di propositi, decisione e carattere adamantino. Arrestato dalle SS. germaniche fu tradotto e imprigionato nelle celle di via Tasso, ove venne atrocemente seviziato. Non rivelò nessun segreto dell'organizzazione militare cui apparteneva e si addossò fieramente ogni responsabilità. Trucidato barbaramente alle Fosse Ardeatine, trovò gloriosa morte, suggellando il suo amore e la sua fede per la Patria».

Tra le vittime delle Fosse Ardeatine ricordiamo i terlizzesi Gioacchino Gesmundo e il sacerdote don Pietro Pappagallo, che salvò molti ebrei e perseguitati politici.

Le Fosse Ardeatine, sono antiche cave di pozzolana situate nei pressi della via Ardeatina, scelte quale luogo dell'esecuzione e per occultare i cadaveri degli uccisi, nel dopoguerra sono state trasformate in un sacrario-monumento nazionale. Sono oggi visitabili e sono luogo di cerimonie pubbliche in memoria.

Foto tratta dalla collezione documentale e fotografica donata da Leonardo Azzarita, padre del Capitano Manfredi Azzarita, all'Associazione Combattenti, Reduci e Partigiani di Molfetta, attualmente facente parte dell'Archivio Storico dell'Associazione Eredi della Storia

Molfetta. Il parco divertimenti chiuso dal 2018 torna in vendita a partire da un ribasso di circa il 25% rispetto alla base d’asta precedente

molfettaastamiragica03022022Questa volta si parte da 3.504.260 euro. Miragica, il parco divertimenti di Molfetta chiuso dal 2018 a seguito del fallimento della società proprietaria, torna all’asta per la terza volta nel giro di nove mesi il 20 maggio prossimo.

Le offerte devono pervenire al Tribunale di Brescia entro le ore 12 del 19 maggio, mentre la gara sarà avviata il giorno seguente, venerdì 20 maggio, alle ore 14.30. Se questa volta ci sarà qualcuno che si aggiudicherà l’acquisizione, diventerà proprietario dei beni mobili strumentali all’attività, di proprietà della società fallita, comprendenti attrazioni, attrezzatura da ristorazione, attrezzatura varia, arredi, macchine elettriche ed elettroniche, macchinari, mezzi di sollevamento e trasporto e rimanenza di magazzino.

Per poter partecipare all’asta bisogna versare una cauzione del 10% del prezzo di partenza che ha subito un ribasso di circa il 25% rispetto alla somma fissata precedente a base d’asta. La prima volta invece che Miragica è stata messa all’asta, ovvero a novembre dello scorso anno, l’importo di partenza era di 6milioni e 300mila euro circa. Somma oggi quasi dimezzata.

Molfetta. Sabato 26 e domenica 27 marzo tornano le Giornate FAI di Primavera, il più importante evento di piazza dedicato al patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese

molfettachiesasanpietrocont230322Le Giornate FAI quest’anno compiono “trenta primavere”: dal 1993 a oggi, 14.090 luoghi di storia, arte e natura aperti in tutta Italia, visitati da oltre 11.600.000 di cittadini, grazie a 145.500 volontari e 330.000 studenti “Apprendisti Ciceroni”.

Un traguardo esaltante, che tuttavia non potrà essere solo una festa. Nel pieno di una guerra che segna tragicamente la storia europea, non è il momento di festeggiare, né di invitare gli italiani a distrarsi nel puro godimento delle meraviglie del nostro Paese, ma piuttosto a concentrarsi sul significato e sul ruolo del patrimonio culturale che riflette la nostra identità, testimonia la nostra storia e rinsalda i valori del vivere civile.

Mai come quest’anno, le Giornate FAI mostrano il loro più autentico spirito civico ed educativo, che è nella missione del FAI. Visitare gli oltre 700 luoghi eccezionalmente aperti dai volontari del FAI sarà l’occasione per conoscere la nostra storia e riflettere su quanto può insegnarci per affrontare il presente e il futuro.

Proteggere, conservare e valorizzare il patrimonio culturale, aprendolo al pubblico e invitando tutti gli italiani a conoscerlo e frequentarlo è la missione del FAI, che proprio in questi tempi bui trova un senso ancor più profondo e una funzione ancor più necessaria e urgente.

Per il territorio di Molfetta, i volontari FAI vi accompagneranno a visitare e conoscere la suggestiva Chiesa e il Monastero di San Pietro, situate nel centro storico di Molfetta.   Le visite si terranno ogni 30 minuti per un massimo di 15 persone dalle ore 9.30 alle ore 17.30

 

Per il territorio di Giovinazzo il gruppo Fai vi guiderà alla scoperta di un Casino in località Peragineto- Casino Pappalettere. Le visite si terranno ogni ora per un massimo di 20 persone per gruppo secondo il seguente orario: sabato dalle ore 10 alle 17 e domenica dalle ore 9 alle ore 17.

 

Le visite sono gratuite, ma i partecipanti potranno contribuire con una donazione a partire da 3 euro così da sostenere la Fondazione.

Per maggiori informazioni e per prenotazioni www.giornatefai.it.

 

 

Molfetta. Dopo le celebrazioni di oggi a Roma, la salma giungerà nelle prossime ore in città. I funerali dell’intellettuale molfettese si terranno sabato pomeriggio in Cattedrale

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Molfetta si prepara a dare l’ultimo saluto al professor Cosmo Giacomo Sallustio Salvemini, nipote di Gaetano Salvemini, venuto a mancare all’età di 79 anni a seguito di un incidente stradale nella Capitale, dove risiedeva. Risale a sabato 19 marzo il decesso, dovuto ai traumi riportati dopo essere stato investito su Via Nomentana mentre faceva rientro a casa. Il professor Salvemini nei giorni precedenti è stato travolto sulle strisce pedonali da un’auto in corsa mentre attraversava la strada, è stato soccorso e trasportato in Ospedale, dove poi si è spento. Il conducente dell’auto che lo ha investito, si apprende dalla stampa romana, è stato denunciato per omicidio stradale.

Pronipote del noto intellettuale molfettese Gaetano Salvemini, giornalista e docente, il professor Salvemini è stato presidente del "Movimento Gaetano Salvemini", Fondatore e Direttore Responsabile del mensile internazionale "L'Attualità", direttore del periodico religioso "Il Cuore della Madre". Inoltre, in linea con il suo costante impegno intellettuale e civile, ha assunto il ruolo di Presidente dell'UN.I.A.C – Unione Italiana Associazioni Culturali ed ha ricoperto la carica di Vice Governatore dell'Unione Mondiale degli Stati.

I funerali si terranno a Roma oggi, giovedì 24 marzo, nella Chiesa degli Artisti, Santa Maria in Montesano, a Piazza del Popolo, mentre sabato 26 marzo, su volontà della famiglia, alle ore 16 in Cattedrale, saranno celebrate le esequie funebri a Molfetta. La salma sarà poi riposta nella cappella di famiglia, all’interno del cimitero comunale.

Molfetta. Il corso si è svolto il 12, il 13, il 18 e il 20 marzo presso il Tiro a segno nazionale di Bisceglie

molfettaunuci230322Si è concluso il 20 marzo scorso, presso il Tiro a segno nazionale di Bisceglie il 1° Corso di Tiro UNUCI Molfetta, organizzato dall'Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d'Italia, nucleo di Molfetta, in collaborazione con la Sezione UNUCI di Bari.

L’iniziativa è la prima attività organizzata dallo storico sodalizio cittadino dopo diversi anni di inattività ed ha visto la partecipazione di 11 iscritti di Molfetta e Bari tra Soci UNUCI e cittadini non appartenenti ad alcun sodalizio i quali hanno mostrato interesse verso questa iniziativa.

Il corso si è svolto secondo l’art. n.2 dello Statuto UNUCI: “con lo scopo di concorrere alla formazione morale e professionale degli Ufficiali di ogni ruolo e grado delle categorie in congedo nonché, alle connesse attività divulgative e informative per il loro impiego nell’ambito delle Forze di completamento e delle Unità militari attive”.

Il 12 marzo, gli iscritti hanno partecipato a una lezione teorica tenuta dal direttore di Tiro del TSN di Bisceglie e alla presenza di un istruttore e una esperta di balistica. Nei giorni seguenti, il 13, il 18 e il 20 marzo, si sono tenute delle lezioni pratiche in cui i partecipanti sono stati seguiti, individualmente, dal direttore e da altri istruttori su ciascuna linea di tiro.

Gli argomenti affrontati durante il corso hanno interessato le norme di sicurezza e prudenza da osservare nel maneggio e impiego dell’arma, la struttura dell’arma, lo smontaggio e montaggio, l'azione di tiro, la legislazione italiana, la balistica.

Al termine del corso, ad ogni partecipante è stato rilasciato il “Diploma con certificazione di idoneità all’uso e maneggio delle armi” ed iscrizione al Tiro a segno di Bisceglie per l’anno 2022.

Ai Soci UNUCI sarà riservato per il 2023 un rinnovo di iscrizione al TSN di Bisceglie con tariffa agevolata oltre ad altre convenzioni UNUCI già in atto. È intenzione del nucleo UNUCI di Molfetta organizzare prossimamente altre attività sulla scia dell’apprezzamento rilevato verso il 1° Corso di tiro.

Chi volesse ricevere informazioni in merito alle nostre attività e al tesseramento UNUCI previsto per Ufficiali in congedo, Ufficiali in attività servizio e qualunque cittadino che condivide i valori del sodalizio, può farlo scrivendo alla seguente email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

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