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Molfetta. Oltre al titolo di campione italiano per il giovinazzese Vestito, il Team Palomba porta a casa un bronzo nei 70 Kg conquistato da Tommaso Cilardi

molfettateampalombaIl Team Palomba sbanca a Ostia in occasione del doppio campionato italiano Master di lotta libera. Gli atleti in gara erano suddivisi in 5 classi d’età per la categoria dei veterani, dal 36° al 60° anno, che si sono sfidati venerdì 6 maggio ad Ostia al Pala Pellicone. Tra i tanti anche i due atleti della “A.S.D. Palomba Francesco Wellness Club”, Tommaso Cilardi e Mimmo Vestito, accompagnati da Nicolangelo Samarelli.

Eccellente il risultato di Mimmo Vestito, che si è aggiudicato il titolo di campione italiano veterani Kg. 88. L’atleta giovinazzese, proveniente dal brazilian jiu jitsu, era al debutto in una competizione nazionale di lotta libera, eppure ha vinto contro tutti.

Buona la prestazione di Tommaso Cilardi che non è riuscito a difendere il titolo di campione italiano di categoria e si è dovuto accontentare “solo” di una medaglia di bronzo nei 70 kg. Due vittorie e due sconfitte per il lottatore molfettese.

Soddisfatto il tecnico dott. Giuliano Palomba per le medaglie conquistate: «Speravamo in due titoli italiani e sono arrivate un oro e un bronzo che fanno ben sperare. Tommaso e Mimmo rappresentano uno sprone e un’ottima guida per i nostri giovani lottatori».

Molfetta. Lo spettacolo avrà inizio alle ore 16 e sarà scandito da varie esibizioni, come la simulazione di soccorso in mare, dimostrazioni di velivoli militari anche d’epoca e infine l’atteso show della Pattuglia acrobatica nazionale

pmolfettafreccetricoloriprovageneraleIl grande giorno è arrivato e Molfetta è pronta a dare il suo caloroso benvenuto alle Frecce Tricolori. I piloti del 313° gruppo addestramento acrobatico dell’aeronautica militare sono pronti a tingere il cielo di Molfetta e Giovinazzo di verde, bianco e rosso. Ieri pomeriggio tra la Prima Cala e il lungomare di Giovinazzo, tra le ore 16, 30 e le 17,30 circa, si è svolta la prova generale dell’esibizione della pattuglia acrobatica nazionale. Tante le persone che si sono fermate a guardare il cielo, ammirando l’abilità dei piloti e pregustando lo spettacolo che andrà in scena su Molfetta e Giovinazzo tra una manciata di ore.

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L’attesissimo show avrà inizio alle ore 16 di oggi, sabato 7 maggio, nella prima esibizione ufficiale in Italia dopo la pandemia. Durante i momenti più duri del lockdown, le Frecce Tricolori hanno sorvolato la città di Codogno e i capoluoghi di regione e ora, dopo due anni, tornano a esibirsi per il grande pubblico partendo dalla Puglia.

Uno show che incuriosisce ed entusiasma tanto gli adulti, quanto bambini e ragazzi, coinvolti nelle giornate a ridosso dell’evento in varie attività mirate ad approfondire la conoscenza della storia legata alle Frecce Tricolori e, più in generale, dell’Aeronautica Militare. Da ieri mattina in villa comunale è allestito il villaggio delle Frecce Tricolori, dove alunni e studenti hanno potuto provare l’ebbrezza di pilotare un aereo grazie al simulatore di volo, ammirare da vicino la cabina di comando di un MB-339PAN, l’attuale velivolo utilizzato per le esibizioni acrobatiche.

«Nell’ambito delle organizzazioni delle manifestazioni aeree nazionali – spiega il colonnello responsabile di stato maggiore dell’aeronautica militare presente in villa – organizzate dall’Aero Club Italia, l’aeronautica militare partecipa con eventi in volo e a terra. In volo appunto con le esibizioni aeree della pattuglia acrobatica nazionale e con altre attività, come quella che precederà lo spettacolo su Molfetta e Giovinazzo, ossia la simulazione di recupero e salvataggio di naufraghi in mare eseguita dal Centro CSAR di Gioia del Colle. A terra siamo impegnati invece a divulgare e promuovere appunto le attività e le finalità portate avanti dall’aeronautica militare in varie modalità. Questi eventi suscitano nei bambini e nei ragazzi grande curiosità e non perdiamo dunque occasione di spenderci per far comprendere l’importanza del nostro comparto militare».

Aprirà lo show un momento istituzionale: un elicottero con una bandiera tricolore a strascico percorrerà il lungomare da Molfetta a Giovinazzo sulle note dell’inno nazionale salutando gli spettatori, per poi lasciare la scena alle dimostrazioni di alcuni velivoli dell’aeronautica, tra cui quelli del 36esimo stormo di Gioia del Colle e alla simulazione di soccorso in mare. L’evento si concluderà quindi con lo spettacolo delle Frecce Tricolori, che avrà una durata di circa mezz’ora.

 

 

Molfetta. I premiati; la giornalista Maria Luisa Sgobba, il Magistrato e scrittore Valerio de Gioia, la scrittrice Gabriella Genisi, il manager Massimiliano Silvestri, l’arbitro e dirigente Azimut Eugenio Abbattista e la Sindaca di Malnate Irene Bellifemine

molfettapremioazzarita2022È tutto pronto per la cerimonia di conferimento della diciottesima edizione del Premio Leonardo Azzarita a Molfetta che si terrà sabato 7 maggio alle ore 18.30 presso l’Aula Magna del Pontificio Seminario Regionale Pio XI di Molfetta.

Il prestigioso riconoscimento sarà assegnato alla giornalista Maria Luisa Sgobba di Mediaset e vice Presidente nazionale UCSI, al Magistrato e scrittore Valerio de Gioia, alla scrittrice Gabriella Genisi, al manager Massimiliano Silvestri, all’arbitro e dirigente Azimut Eugenio Abbattista e alla Sindaca di Malnate Irene Bellifemine.

Alla cerimonia saranno presenti due consiglieri comunali di Malnate in rappresentanza del Consiglio Comunale, Simone Cambianica il più giovane dei consiglieri e Ambrogio Colombo.

Presenti anche il docente universitario prof. Domenico Costantino, il capo Ufficio Comunicazione e stampa della Marina Militare il Capitano di Fregata Antonio Tasca, le scrittrici Nadia Marra e Chicca Maralfa, la sceneggiatrice Maria Giuseppina Pagnotta, le nipoti di Leonardo Azzarita Rosa ed Amalia, una nutrita rappresentanza di arbitri di calcio e tantissimi altri che in queste ore stanno confermando la loro presenza.

Saranno presenti rappresentanze dell’Associazione Finanzieri e dell’Associazione Carabinieri in congedo. Importante la collaborazione con la Fondazione Musicale Vincenzo Maria Valente che farà dono di un’opera per uno dei premiati.

Altre opere da assegnare sono state donate dagli artisti Mimmo Camassa, Michelangelo de Virgilio, Carmen Perilla, Avangart, Franco Pansini e Fac. La serata si aprirà con una sorpresa in collaborazione con l’Associazione Scorci di storia e flolklore di Molfetta. Saranno presenti alcuni alunni dell’Istituto Alberghiero di Stato per il servizio di accoglienza degli ospiti. Ad intervallare i vari momenti della serata ci sarà una rappresentanza della banda Santa Cecilia diretta dal Maestro Pasquale Turturro. Il Presidente Giuseppe Pansini, in apertura di serata ricorderà anche alcuni amici del Premio che non ci sono più.

Molfetta. È online l’avviso pubblico per l’individuazione di un ente no profit cui affidare in comodato d’uso gratuito la struttura intitolata a don Salvatore Pappagallo

molfettapalazzodellamuscicaIl Palazzo della Musica di Molfetta riapre i battenti. Dopo un lungo periodo di chiusura dovuto alla pandemia, poi alla necessità di eseguire una serie di lavori relativi alla manutenzione ordinaria e straordinaria, la storica struttura di Piazza delle Erbe torna ad accogliere laboratori ed eventi musicali.

È stato reso noto nelle scorse ore l’avviso pubblico attraverso cui il Comune di Molfetta procederà all’individuazione dell’ente no profit che gestirà lo stabile di 1200 metri quadrati intitolato alla memoria del Maestro e sacerdote Salvatore Pappagallo, che qui fondò la prima scuola popolare di musica con l’obiettivo di contrastare l’analfabetismo musicale.

Nel solco delle finalità originarie, si inserisce l’avviso pubblico costruito sulla scorta di quanto disposto dalla delibera di giunta risalente al 2018. Come disposto da quell’atto, infatti, la concessione avrà una durata di sei anni e sarà rinnovabile una sola volta per un periodo uguale su richiesta del concessionario, da individuare tra associazioni culturali e di promozione sociale, cooperative sociali e consorzi regolarmente iscritti all’albo regionale del Terzo Settore. La manifestazione d’interesse potrà pervenire agli uffici comunali sia in forma singola, che associata.

La data entro cui consegnare il modello di domanda allegato all’avviso pubblico sarà resa nota a giorni, ma intanto gli enti interessati possono iniziare a produrre la documentazione necessaria, tra cui l’obbligo di eseguire un sopralluogo all’interno della struttura, utile al definire il programma delle attività che si intendono proporre all’utenza.

Chi si aggiudicherà la concessione della struttura, che si sviluppa su due piani e comprende un auditorium, sale di registrazione e aule che dedicate alla formazione dei musicisti, dovrà corrispondere al Comune di Molfetta 3mila euro l’anno, come quota di compartecipazione all’organizzazione di eventi e iniziative pubbliche.

All’interno del Palazzo della Musica si dovranno svolgere attività volte a salvaguardare e valorizzare la funzione sociale, ricreativa, didattica e culturale della musica, attraverso la promozione e lo sviluppo della cultura musicale sul territorio, l’organizzazione di seminari, conferenze e concerti, la promozione di interventi tesi alla diffusione dell’educazione musicale nelle scuole, l’attivazione e attrazione di progettualità del sistema associazionistico locale, favorendo attività culturali con il massimo coinvolgimento della comunità.

Il soggetto gestore inoltre, si legge nell’avviso pubblico “dovrà assicurare continuità e regolarità nella gestione del contenitore musicale in una dimensione di completa autonomia finanziaria, basata sull’offerta di spazi e servizi, sull’organizzazione di corsi di apprendimento e di eventi e spettacoli musicali, sui proventi di attività commerciali complementari e sulla ricerca di finanziamenti pubblici e privati, destinando gli eventuali utili al mantenimento ed allo sviluppo del contenitore stesso”.

Infine, ma di primaria importanza, è richiesta l’armonizzazione della proposta progettuale alle indicazioni del Piano Sociale di Zona, favorendo le attività rivolte principalmente ai minori seguiti dai servizi sociali e a soggetti e famiglie “fragili”.

Molfetta. Non identificati i cinque responsabili, che si sono dati alla fuga appena sono arrivati gli agenti

blitzpoolizialocale1Durante una regolare attività di controllo finalizzata al contrasto alla vendita di prodotti contraffatti, svolta presso il mercato settimanale nella mattinata di oggi, giovedì 5 maggio, la Polizia Locale del Comune di Molfetta ha posto sotto sequestro 110 articoli, tra giubbini, magliete e smanicati.

L'ennesimo blitz eseguito dagli agenti di Polizia Locale, coordinati dal Commissario Giacomo Di Roma, è stato eseguito intorno alle ore 10,30 di oggi, esattamente in via Francesco Samarelli, all'interno dell'area mercatale.

Alla vista degli agenti, i cinque uomini responsabili della vendita illecita di merce contraffatta, probabilmente di origini extracomunitarie, si sono dati alla fuga, abbandonando gli articoli contraffatti in vendita sequestrati dalla Polizia Locale e ora a disposizione dell'autorità giudiziaria.

Molfetta. Mons. Domenico Cornacchia ha partecipato all'udienza generale, a margine della quale ha fatto dono al Santo Padre del volume "Testimone e maestro di virtù. Il cammino cristiano di don Tonino Bello"

molfettacornacchiapapafrancescoMons. Domenico Cornacchia, Vescovo della Diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi, ha partecipato nella mattinata di ieri, mercoledì 4 maggio, all'udienza generale di Papa Francesco. A margine dell'evento, Mons. Cornacchia ha donato al Santo Padre il suo libro di recente pubblicazione "Testimone e maestro di virtù. Il cammino cristiano di don Tonino Bello".

Nel pomeriggio poi il Vescovo è stato ospite della trasmissione “Il diario di Papa Francesco” in onda sull'emittente cattolica TV2000, per commentare le parole che del Papa e per presentare il volume che descrive la figura di don Tonino senza ricorrere al racconto di particolari aneddoti, ma come esempio di cristiano che è riuscito ad annunciare il Vangelo e a viverlo in prima persona.

«Nell’udienza di ieri mattina – si legge nella nota della Diocesi – il Papa ha ribadito ancora una volta l’importanza di una fede sostenuta da una importante dimensione spirituale, che non si esaurisca cioè in un insieme di teorie o precetti. E questo don Tonino lo sapeva bene, lui che ha sempre congiunto parole, visioni e opere e che continua ad essere esempio di santità nel quotidiano.

Per chi crede non può esistere una vita separata dalla fede, perché è questa che la sostanzia e attraverso le figure di spiritualità è possibile accrescerla. Sia Papa Francesco che don Tonino invitano a rivolgersi con costanza e fiducia alla Madonna, soprattutto in questo mese a Lei dedicato, per affidarle le nostre speranze di pace, per l’Ucraina e l’umanità intera».

Molfetta. Candidato a uno dei sei assi strategici del PNRR, l’ambizioso progetto sarà completamente finanziato grazie ai fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza

molfettafotomercatocontent160322.jpgIl progetto di riqualificazione dell’ex mercato ortofrutticolo, candidato a metà marzo scorso dal Comune di Molfetta al quinto asse strategico del PNRR, che prevede la rigenerazione smart delle periferie, è stato accolto e sarà finanziato interamente. L’importo complessivo ammonta a 4milioni e 800mila euro.

La struttura sita tra via G. Bruno, corso Fornari, via Terlizzi e la linea ferroviaria, sarà trasformata in un innovativo Community Hub, ossia un centro socio-culturale. L’intervento edilizio riguarda una porzione dell’area di Piano Particolareggiato, e contempla, nello specifico, la ristrutturazione e la riqualificazione dei manufatti presenti, con la creazione di nuovi volumi.  L’obiettivo principale che si pone l’intervento è quello di recuperare e rigenerare questa area degradata, per renderla un polo di attrazione e rivitalizzazione sociale e culturale e restituire decoro urbano all’intero quartiere.

L'area del lotto da riqualificare è pari a 9.599 mq e si trova in uno stato di totale abbandono e degrado da quando negli anni '90 le attività commerciali furono trasferite nella nuova struttura comunale sorta nella zona Artigianale di Molfetta. A livello strutturale, il progetto prevede la demolizione degli edifici esistenti, impossibili da recuperare per il loro alto stato di fatiscenza, e la realizzazione ex novo di ambienti a forma esagonale, che ospiteranno le diverse attività culturalisociali e mercatili.

La scelta della forma esagonale degli ambienti non è casuale e si ispira alle celle abitative degli alveari, considerati come luogo di lavoro, produzione e socializzazione, rispecchiando l'obiettivo finale di questo progetto e cioè la creazione di ambienti da utilizzare in modalità co-working, ovvero condivisi da professionisti o persone che non dispongono di un ufficio o un luogo di lavoro tradizionale.

La nuova struttura sarà sede dell'associazione locale della Banca del Tempo e di start up e attività imprenditoriali giovanili. Prevista inoltre la realizzazione di una ludoteca, un centro diurno per minori, uno sportello di mediazione culturale, un centro di orientamento lavoro e formazione, e un punto ristoro.

Molfetta. Artista eclettico con la passione per il live painting, il molfettese Domenico Angione si è esibito dal vivo a Bari in occasione dell’evento organizzato lo scorso 1° maggio

domenico angioneDipingere in qualsiasi contesto e su ogni superficie. Dopo averlo fatto per tanti anni in giro per il mondo, l’artista molfettese Domenico Angione ha deciso di dedicare le sue performance dal vivo al pubblico pugliese. Lo scorso primo maggio è stato protagonista di un live painting capace di incantare adulti e bambini durante l’evento organizzato all’interno del Parco 2 Giugno. L’esibizione dal vivo è da sempre la modalità espressiva che gli regala maggiore gratificazione, racconta, sin da quando ha iniziato il suo percorso “atipico” di artista. Domenico Angione è innanzitutto un autodidatta, ha quindi affinato le sue tecniche espressive al di fuori dei canoni accademici e forse proprio per questo, gli hanno detto in tanti tra gli addetti ai lavori, possiede una marcia in più. Se non altro quella di sentirsi vicino alla gente comune e spesso alla gente meno fortunata, che non ha mai avuto la possibilità di entrare in un museo.

Si definisce infatti un “pittore di strada”, capace di portare la sua arte nei contesti più impensabili, come ad esempio le favelas di Rio De Janeiro. Oltre che in Brasile, Domenico Angione ha vissuto a Berlino, Londra, Parigi, Madrid e Bruxelles per poi ristabilirsi a Molfetta, dove ha fondato Verde Oliva, un locale che ha portato in città una ventata di freschezza, dove è possibile coltivare contemporaneamente le relazioni sociali e la passione per l’arte, in tutte le sue forme.

«La mia prima mostra l’ho organizzata a Molfetta quado avevo diciotto anni – racconta Angionestudiavo al conservatorio, suonavo nella banda cittadina, ma sognavo di fare il pittore. Grazie a uno dei miei primi mentori ho trovato il coraggio di esporre e alla fine della mostra i quadri erano stati venduti tutti. Questo mi ha dato lo slancio per credere in me stesso e non mi sono mai più fermato. Mi piace dipingere dal vivo, soprattutto per strada, mescolandomi con la gente comune. A Berlino ho fondato Galerie Angione, il progetto che mi ha permesso di collaborare con artisti di calibro internazionale e portare la mia arte un po’ ovunque. Ora ho 43 anni e sento l’esigenza di avere una vita più stabile, ma nemmeno troppo: a breve sarà infatti inaugurata una galleria d’arte a Brescia, che ho fondato assieme a un amico e collega di lungo corso. Lui sarà lì in pianta stabile e io lo raggiungerò quando ce ne sarà bisogno, per il resto qui ho tutto quello che desidero: una famiglia e la mia “isola felice” in via Ugo Lamalfa a Molfetta, che è Verde Oliva. Le porte del locale sono spalancate per gli artisti emergenti e anche per quelli affermati, a cui do la possibilità di esporre le loro opere, offrendo anche l’aperitivo a chi visita le mostre. Amo il mio mestiere e voglio favorire i giovani artisti come qualcuno ha fatto con me. Credo nella potenza del linguaggio artistico declinato in ogni forma – conclude Domenico Angione e sento che la società ne ha sempre più bisogno. Favorire la diffusione dell’arte e della cultura è la mia missione. Consideratemi pure un utopista, ma è con Molfetta che voglio vincere questa scommessa».

Molfetta. Il nutrito gruppo di cittadini che compone il comitato “No al circo a Molfetta” invita le famiglie a non portare i bambini al circo perché “gli animali in gabbia non fanno ridere”

molfettanoalcircohomeDa qualche giorno a Molfetta si è stabilito il circo e subito sono iniziate le proteste. A insorgere non solo gli animalisti, ma tutti cittadini contrari allo sfruttamento degli animali che compongono il comitato civico “No al circo a Molfetta”. Appena giunto in città, il circo è stato aspramente accolto con la diffusione di una serie di volantini in cui veniva espressa profonda disapprovazione.

«I cittadini molfettesi il circo non lo vogliono proprio – si legge nella nota diffusa dal comitato civico alla stampa – questo è chiaro, chiarissimo. Non sono contrari al circo in sé, ma allo sfruttamento degli animali che in esso si pratica. Qualcuno si è già avvicinato ai tendoni in allestimento in via monsignor Bello, in quell’area dove avrebbe dovuto sorgere il mercato settimanale del giovedì, la cui costruzione è durata anni in quanto da aerea mercatale è passato a ‘piastra polifunzionale’, con una destinazione che ora si fa evidentemente più chiara.

Animali costretti in gabbie piccolissime passeggiano nervosamente avanti e indietro o rimangono immobili, quasi inebetiti, dietro le sbarre. Poco lontano, il rumore assordante delle auto che scorrono veloci sull’asfalto. Altro che savana. I Molfettesi, amanti degli animali, che da poco hanno dedicato al cane Rufus, amico dei pendolari, una targa a imperitura memoria, non ci stanno e chiedono ai loro concittadini di riflettere, di non condurre i propri figli al circo, di lasciare vuoti quegli spalti: perché gli animali in gabbia NO, non fanno ridere».

Molfetta. Sono 1200 i volumi che compongono il fondo librario della biblioteca ospedaliera sorta grazie al lavoro della divisione molfettese di Cittadinanzattiva - Tribunale del Malato 

molfettainaugurazionebibliotecaospedale 6Dai gialli alla narrativa per ragazzi, dai romanzi alla saggistica contemporanea. C’è un libro per ogni genere letterario nella prima biblioteca ospedaliera della ASL di Bari, sorta al quarto piano dell’Ospedale “Don Tonino Bello” di Molfetta. Degenti, personale medico/sanitario e chiunque si trovasse per vari motivi in Ospedale può contare su un fondo librario di milleduecento volumi, tra libri e riviste, da leggere in biblioteca, ma anche in corsia. Perché “Leggere fa bene alla Salute”, così come recita il titolo del progetto ideato e promosso dalla divisione molfettese di Cittadinanzattiva – Tribunale del Malato, che ha portato alla realizzazione della biblioteca ospedaliera.

L’inaugurazione si è svolta nella mattinata di ieri, martedì 3 maggio, con una cerimonia a cui ha preso parte la direzione la responsabile della direzione del presidio Anna Mundo, il direttore amministrativo Luigi Fruscio, la direttrice amministrativa del presidio Rachele Popolizio, Marta Pisani e Angela Panunzio referenti locali del TDM, Ottavio Balducci coordinatore di Cittadinanzattiva Molfetta, Matteo Valentino segretario regionale di Cittadinanzattiva Puglia, nonché l’imprenditrice-filantropa Maddalena Pisani, che ha donato gli arredi e 300 libri, e il sindaco di Molfetta Tommaso Minervini.

«La lettura contribuisce al benessere psico-fisico, favorisce la circolazione delle conoscenze, delle informazioni, promuove atteggiamenti positivi di ascolto e lo sviluppo di rapporti interpersonali – spiegano da Cittadinanzattiva – Tribunale del Malato di Molfetta – secondo un percorso di cura abbinato ad un concetto di benessere. Essa, inoltre, può consentire di vivere con serenità i tempi di attesa ed i ritmi ospedalieri così diversi da quelli della vita quotidiana. Tra le finalità perseguite c’è anche quella di rendere l’ospedale pubblico aperto alla realtà esterna, nell’ottica di un processo di miglioramento della qualità assistenziale e di umanizzazione dell’ambiente ospedaliero»

«Questa che nasce oggi – ha commentato Fruscio - è la prima sperimentazione di biblioteca ospedaliera, un modello virtuoso che intendiamo replicare nelle altre strutture ospedaliere. È un bel progetto perché apre le porte di un luogo di cura alla cultura e alla comunità, essendo il frutto del contributo fattivo di volontari e associazioni, ma anche delle donazioni di case editrici e singoli cittadini, cui va il nostro ringraziamento. Grazie all’impegno dei volontari e della direzione medica, da oggi in poi potremo garantire l'apertura di questo servizio dedicato in particolare ai pazienti, alleviandone la sofferenza nel momento più delicato per la loro salute, così come ai familiari, ai visitatori e agli stessi operatori sanitari».

«Ringrazio i volontari che si sono impegnati per dare vita a questo progetto – dichiara il sindaco Minervinie i tanti volontari grazie a cui l’intera struttura va avanti, garantendo con grande senso di responsabilità il servizio ospedaliero a un bacino di utenza di oltre 350mila persone. Mi auguro che quanto abbiamo stabilito con la ASL di Bari non molto tempo fa per la riqualificazione e il riammodernamento di questo Ospedale trovi concretezza e che la direzione generale disponga quanto prima gli interventi necessari, dimostrando con i fatti che l’Ospedale di Molfetta, seppur di base, è una struttura fondamentale per il nostro territorio».

Gestita dai volontari del Tribunale per i Diritti del Malato, la biblioteca include anche una emeroteca per la consultazione di giornali e riviste e garantisce non solo la lettura in sede, ma anche il prestito dei libri. È attiva il lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 16 alle ore 18 e il martedì e giovedì dalle ore 10 alle ore 12.

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