MOLFETTA PIANGE IL PROF. GIUSEPPE BINETTI, SOPRAVVISSUTO ALLO STERMINIO NAZISTA

Molfetta. Memoria storica della città, il professor Giuseppe Binetti si è spento all'età di 101 anni in casa sua

molfettaprofbinetti2Ha vissuto in prima persona i grandi eventi del '900 che hanno cambiato per sempre la storia contemporanea. Molfetta piange oggi la scomparsa del professor Giuseppe Binetti, figlio di un reduce della prima guerra mondiale e a sua volta reduce della seconda guerra mondiale, dopo essere scampato alla deportazione e detenzione nei campi di concentramento nazisti.

Il professor Binetti, che si è spento in casa sua due mesi dopo aver perso sua moglie, aveva compiuto 101 anni lo scorso 19 marzo e durante tutta la sua vita non si è mai stancato di trasmettere i valori fondanti del civismo e della nonviolenza. Presidente onorario dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci (sez. di Molfetta), fu deportato in diversi campi di concentramento tra cui quello di Czestochowa, man mano che i russi avanzavano. Catturato il 9 settembre del 1943, dopo aver difeso la caserma dei Bersaglieri di Cremona da un improvviso e violento attacco dei militari tedeschi, fu fatto prigioniero e deportato in Germania.

Dopo la guerra, e dopo essere scampato più volte alla morte, fece rientro a Molfetta nel 1945, entrando subito a far parte dell'Associazione Nazionale Combattenti e Reduci, di cui diventò presidente nel 2000. Docente in pensione, Binetti ha insegnato e ha svolto la mansione di direttore amministrativo presso l'Istituto "Manzoni". Nel 2002 l'ANMIG, grazie all'intercessione proprio del professor Giusepppe Binetti, strinse a Molfetta il sodalizio con l'Associazione "Eredi della Storia", che continua con grande impegno a celebrare i molfettesi che hanno contribuito a scrivere la storia di questa città e della Patria.

«Nell'anno 2000 – dichiarano i soci di "Eredi della Storia" – il nostro professore Binetti presidente dell'Associazione Combattenti e Reduci, insieme al cavalier ufficiale Onofrio Bufo, presidente dell'Associazione mutilati ed invalidi di guerra, affidarono il loro patrimonio storico alla nostra neonata Associazione, erede e custode di queste memorie. Con immutato affetto, stima e gratitudine saremo per sempre riconoscenti a questi nostri concittadini illustri».

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