Redazione Web

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Molfetta. L’incidente si è verificato intorno alle ore 17. Sul posto i vigili urbani per eseguire i rilievi di rito

incidente080222 1Alle ore 17 di oggi, martedì 8 febbraio, mentre percorreva viale 25 aprile, il conducente di una Skoda non ha visto il divisorio della pista ciclabile e lo ha preso in pieno, salendoci sopra. Sul posto sono intervenuti gli agenti del locale Comando di Polizia Locale per la gestione della viabilità, che non ha subito variazioni, e per eseguire i rilievi di rito.

Illeso il conducente e nessun coinvolto nell’incidente, per fortuna, per un incidente che probabilmente si sarebbe potuto evitare. Non è infatti la prima volta che si verifica un eisodio del genere. Qualcosa di analogo é accaduto in passato e forse sarebbe il caso di rivedere la cartellonistica stradale e la segnaletica orizzontale in prossimità delle barriere spartitraffico lungo viale 25 aprile.

Al termine dei rilievi, la strada è stata liberata dall’abitacolo nel più breve tempo possibile, comunicano gli operatori di “Sicurezza e Ambiente” di Molfetta.

Molfetta. Donata all’istituto dal Capitano Vito Totorizzo, l’imbarcazione sarà a disposizione degli studenti del Nautico dalla prossima primavera

molfettanauticoancora270122Seguendo una rotta lunga oltre cento anni, l’Istituto d’istruzione secondaria superiore Amerigo Vespucci di Molfetta prosegue a vele spiegate verso un futuro che si annuncia sempre più radioso. Sarà varata all’inizio della prossima primavera l’imbarcazione appartenuta alla Capitaneria di Porto di Molfetta e donata dal Capitano Vito Totorizzo, general manager della Spamat Srl, all’istituto che forma la “gente di mare” di domani. Si tratta della MotovedettaKeith Nelson”, costruita ed entrata in servizio nel 1978, lunga dodici metri e mezzo e larga tre metri e mezzo circa, munita di doppio motore e capace di trasportare un numero massimo di dodici persone compreso l’equipaggio. Attualmente l’Imbarcazione è iscritta come Nave da Diporto, ma è in corso la procedura per il passaggio a “Nave minore ad uso proprio – destinazione Traffico Locale” da adibire ad uso didattico per il solo utilizzo del personale scolastico e gli allievi.

«La nostra è tra le prime scuole in Italia – spiega il dirigente scolastico Carmelo D’Aucelliad aver acquistato un simulatore di navigazione per le nuove imbarcazioni green, quelle a gas, che attualmente solo i Porti più all’avanguardia hanno la possibilità di gestire. A queste tecnologie avanzate, si aggiunge ora un’imbarcazione vera che, anche se datata, sarà indispensabile per apprendere il funzionamento delle componenti meccaniche. Inoltre, è importante sottolineare che stiamo cercando di guardare alla scuola non solo come ente di formazione per gli studenti, ma per l’intero territorio. Saranno autorizzati e attivati infatti a breve dei corsi serali per adulti che prevedono l’esame di Stato finale e includono diversi indirizzi, permettendo così l’acquisizione di varie competenze. Abbiamo beneficiato dell’imbarcazione della Guardia Costiera proprio per dare la possibilità a chiunque segua i nostri percorsi formativi di fare esperienza diretta in mare, oltre che nelle aule e nei nostri laboratori».

Il Vespucci di Molfetta è diventato famoso in Italia, inoltre, perché è stato uno tra i primi istituti ad acquistare un simulatore di navigazione, tecnologia oggi presente in tutte le scuole di nautica. Entrare nel laboratorio significa accedere alla cabina di comando della nave per prenderne il pieno controllo. Grazie all’impiego della realtà virtuale, gli studenti hanno la possibilità di vivere un’esperienza immersiva che permette di simulare a tutti gli effetti la navigazione. Un’attività fondamentale per l’economia mondiale, che oggi più che mai vive un nuovo importante momento di crescita, conseguente in buona parte anche alla pandemia.

«Il Covid ci ha fatto capire che si possono fermare le navi da crociera – spiega il responsabile del laboratorio di simulazione navale, Domenico Facchinima non si possono fermare quelle da carico. Se i container non avessero potuto viaggiare non dico che saremmo morti in casa, ma quasi. Dietro ogni click dell’acquisto online, c’è una nave. Se guardiamo al passato recente invece, fino agli anni ’80 per intenderci, vediamo che in una città di mare come Molfetta la navigazione e il lavoro di qualsiasi genere a bordo di un’imbarcazione ha consentito a tantissimi di realizzarsi economicamente e a più di qualcuno di diventare ricco. Oggi l’interesse per le professioni nautiche, dopo un fisiologico declino dovuto appunto al benessere, sta crescendo e questo non può che renderci felici».

«C’è da aggiungere che la vita in mare è cambiata – spiega la docente di Scienza della Navigazione, Anna Marchionebasti pensare che la maggior parte delle mansioni, anche quelle in sala macchine, è aperta alle donne. Non bisogna più pensare al lavoro a bordo come un sacrificio, perché la tecnologia consente oggi di far svolgere alle macchine le attività più pesanti». 

Durante il mini tour nell’istituto Amerigo Vespucci, condotto magistralmente dal docente Luciano Giannossi, responsabile della funzione strumentale per il nautico, sono emerse varie novità che coinvolgono anche gli altri indirizzi formativi che l’istituto offre: dalla moda al settore meccanico, dalla logistica al settore elettrico ed elettronico. Un motivo in più per tornare a parlare di una eccellenza in ambito scolastico tutta pugliese, anzi molfettese.

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Molfetta. Un racconto sulla violenza del non amore tra danza e narrazione, in scena domenica 30 gennaio alle ore 20.30

molfettacredevomiamasse250122Domenica 30 gennaio andrà in scena alla Cittadella degli Artisti di Molfetta "Credevo mi amasse" con la compagnia Altradanza. A curarne la regia e la coreografia è Domenico Iannone che attraverso i corpi dei suoi danzatori dà voce a tutte “le donne a cui sono state strappate le parole. Parole che gli uomini sostituiscono spesso con le mani".

"Credevo mi amasse” ė uno spettacolo che affronta una tra le tematiche più ignobili e drammatiche di sempre: la violenza sulle donne. Iannone con la sua sensibilità e conoscenza dell'animo umano fa danzare i suoi ballerini che con maestria interpretano il dolore, la repressione e gli indicibili silenzi che molte donne sono costrette a subire. «Ogni quadro e ogni interpretazione sono una disperata sofferenza muta, taciturna remissività imposta» - dice Iannone.

Il coreografo barese prova a spiegare con il linguaggio della danza il dolore del silenzio. E lo spettatore non può far altro che rimanere attento e partecipe alle gestualità dei danzatori che non danzano il dolore, ma lo interpretano. Iannone con questo progetto conferma la sua conoscenza dell'animo umano, riuscendo ad affidare, con indubbia capacità, la corretta anima di ogni donna alla quale questo balletto ė dedicato.

«C'è una distorsione ancestrale alla quale etologi e sociologi non danno risposta. Ė primitivo. Forse una interpretazione errata della famosa costola sottratta per volere di un Onnipotente e che isola la donna a ruolo di compagna per lui perché non fosse solo, che procreare la sua genía» - queste le parole del coreografo a proposito dell' atavica e distorta considerazione che gli uomini hanno nei confronti del genere femminile.

Ad accompagnare il corpo di ballo formato da Silvia Di Pierro, Giada Ferrulli, Domenico Linsalata, Sara Mitola, Serena Pantaleo, Miriana Santamaria, sarà la voce narrante di Teresa Ludovico.

“Credevo mi amasse” è un'opera da guardare, da ascoltare, da respirare e da portare con sé. Non è solo uno spettacolo, ma un progetto culturale che ha come missione quella di far riflettere noi tutti sulla condizione attuale delle donne e poter insieme mutare le ancestrali disuguaglianze di genere.

Domenico Iannone e la sua Altradanza vi aspettano domenica 30 gennaio alle ore 20.30 presso il laboratorio urbano La Cittadella degli Artisti a Molfetta, in via Bisceglie, 775.

Costo del biglietto, intero 12 euro, ridotto 8 euro.
I biglietti sono disponibili al botteghino della Cittadella degli Artisti e sul sul circuito Vivaticket.com.
Il botteghini è attivo tutti i giorni tranne il lunedì dalle ore 17 alle ore 20.

Per info: 39 3921638782 / Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Per chi possiede la cashback card di Teatri di Bari, riavrà il 3% del prezzo d'acquisto di biglietti e abbonamenti, oltre a cashback su migliaia di esercizi convenzionati al circuito myWorld. È possibile iscriversi sul sito myworld.com e scaricare l'app myWorld Benefits (disponibile negli store Ios e Android).

Il programma completo della Stagione 2021/ 2022 in Cittadella sul sito www.teatridibari.it.

Molfetta. Dopo il debutto in Francia e la tappa in Spagna, la mostra rimarrà allestita a Bari fino al prossimo 6 febbraio

molfettadonneresistenti250122C’è anche la storia eroica di Cordelia La Sorsa, partigiana originaria di Molfetta, tra le preziose testimonianze che compongono la mostra “Donne Resistenti. 1936-1945”, allestita all’interno del Museo Civico di Bari. Dopo il debutto a Tulle in Francia e la tappa a Rivas-Vaciamadrid in Spagna, la mostra è approdata nel capoluogo pugliese lo scorso 21 gennaio e sarà visitabile fino al prossimo 6 febbraio.

Cordelia La Sorsa, come ricorda la sezione molfettese di Rifondazione Comunista, nacque il 31 gennaio 1919 a Molfetta. Residente a Roma, fu attiva in Abruzzo nelle fila di Bandiera rossa. Fu resistente nel "gruppo Ciavarella", così intitolato in onore di Francesco Ciavarella, marinaio pistoiese arrestato a Roma nel febbraio 1944 e fucilato alle Fosse ardeatine il 24 marzo. Il "gruppo Ciavarella" terminò le proprie attività il 10 giugno 1944, all'arrivo dell'esercito alleato.

Accanto a quella di Cordelia La Sorsa, le storie di centinaia di altre donne provenienti da tutta Italia, che hanno contribuito, talvolta anche con la morte, al cambiamento tutt’ora in atto nel nostro Paese come nel resto d’Europa. Una fitta rete di partigiane combattenti, attiviste, giornaliste, fotoreporter che si è opposta con ogni mezzo al modello patriarcale che negava l’indipendenza delle donne e impediva loro la partecipazione alla vita politica, intellettuale e culturale.

La rassegna è frutto di un progetto internazionale di ricerca intitolato “Le donne come elemento di resistenza della memoria d’Europa”, promosso dall'Associación para la recuperación de la memoria historica (ARMH), una ONG spagnola nata con il fine di cercare e recuperare i resti delle oltre 114.000 persone scomparse durante la dittatura franchista.

Finanziata con il programma europeo Europe for Citizens, la mostra fotografica e documentaria illustra il ruolo delle donne nella lotta antifascista, con particolare riferimento a quattro paesi, cui sono dedicate altrettante sezioni della mostra: Spagna, Francia, Germania, Italia. L’ANPI (Associazione nazionale partigiani d’Italia) è partner di questo progetto e ha collaborato alla preparazione ed esecuzione della sezione italiana.

Nel corso della mostra saranno organizzati incontri con il pubblico, approfondimenti su figure dell’antifascismo barese che integrano la narrazione della mostra, tra cui quello appunto sulla partigiana molfettese Cordelia La Sorsa.

Orari

Da martedì a venerdì: ore 9.30-13.30; 16.30-20.30 / sabato ore 9.30-13.30; 16.30-19.30 / domenica ore 9.30-13.30 / chiuso il lunedì.

Ingresso con Green Pass. Il biglietto (5 euro, ridotto 3 euro) consente la visita del museo.

Info e prenotazioni alle visite guidate: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., www.facebook.com/bari.anpi, tel. 080 5772362.

 

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Foto dell'archivio fotografico ANPI

Molfetta. In data odierna, i Finanzieri del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Bari hanno posto in esecuzione un’ordinanza - emessa dal competente G.I.P., su richiesta della Procura della Repubblica di Trani - applicativa di misure cautelari personali nei confronti di 3 soggetti (di cui 1 in carcere e 2 agli arresti domiciliari) ritenuti responsabili, in concorso tra loro, dei reati di rapina aggravata e porto illegale di arma comune da sparo.

GUARDA IL VIDEO

I destinatari dell’ordinanza, G.D.R. (nato a Molfetta, classe 1988), S.D.B. (nato a Molfetta, classe 1999) e N.D.P. (nato a Molfetta, classe 1995), sono gravemente indiziati di avere effettuato, lo scorso 12 luglio 2020, a Molfetta (BA), una rapina a mano armata ai danni di un centro scommesse.

In particolare, la rapina è stata realizzata dopo un’attenta pianificazione e perlustrazione dei luoghi, con elevata spregiudicatezza e disprezzo per i provvedimenti delle Autorità, trattandosi di soggetti recidivi.

Invero, uno dei responsabili annovera numerose condanne definitive per diversi reati, anche di rapina e furto ed è stato attinto dalla misura della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza.

L’esecuzione dei provvedimenti cautelari costituisce l’epilogo dell’articolata attività di indagine svolta dai militari del G.I.C.O. Bari i quali - nonostante l’aspetto travisato degli autori della rapina a mano armata e l’utilizzo di un’autovettura risultata rubata (rispondono, infatti, anche del reato di ricettazione) - sono riusciti, attraverso l’esame di innumerevoli fotogrammi estrapolati dalle immagini di diversi circuiti di videosorveglianza e l’incrocio dei dati delle intercettazioni e dei tabulati telefonici, telematici e GPS, ad individuare i responsabili della violenta azione delittuosa.

L’operazione è stata convenzionalmente denominata “La partita a pallone”, in quanto i soggetti oggi attinti da misura cautelare hanno utilizzato - in diverse telefonate intercettate dalle Fiamme Gialle baresi - tale locuzione per fare riferimento alla rapina che, a distanza di qualche giorno, avrebbero compiuto.

L’importante risultato repressivo conseguito da questa Procura è stato ottenuto grazie alla qualificata collaborazione investigativa fornita dal G.I.C.O. di Bari, che costituisce un’articolazione della Guardia di Finanza ad alta specializzazione nelle investigazioni di polizia giudiziaria, economica e finanziaria, a contrasto dei reati di criminalità organizzata, del terrorismo nazionale e internazionale e del finanziamento dello stesso, nonché del traffico di sostanze stupefacenti e di armi.

Gli esiti della presente operazione di servizio costituiscono la chiara testimonianza del costante presidio esercitato da questa Procura della Repubblica, in stretta sinergia con il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Bari, per il contrasto ai fenomeni criminali di grave allarme sociale, a salvaguardia della legalità e della sicurezza delle imprese e dei cittadini.

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