Redazione_Online

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piazza san michele pulitaMolfetta - Grazie alla segnalazione pubblicata da "il Fatto" in data 28 giugno circa lo stato di sporcizia in cui versava piazza S. Michele a seguito dell'interruzione dei lavori di ristrutturazione, qualche settimana fa, come ci segnala l'autore della segnalazione, tutti i rifiuti sono stati eliminati e la piazza è stata finalmente ripulita.

piazza garibaldi lug 2012Molfetta - Un lettore de “il Fatto” ci scrive la seguente lettera per raccontarci, con gli occhi di un cittadino, come lentamente si sta trasformando uno dei luoghi d'incontro storici di Molfetta, la villa comunale:
“Caro Direttore,
voglio esprimere l’ennesima indignazione per il degrado di questa città: mi riferisco alla situazione della villa comunale; è sconcertante vedere come si sia trasformata in un campo di calcio (meglio, di battaglia) in cui gruppi di scalmanati lanciano pallonate in piena libertà, dando sfogo a tutta la loro esuberanza, colpendo a destra e a manca chiunque si trovi involontariamente nel loro raggio d’azione. Se poi aggiungiamo le corse in bicicletta di ragazzi di ogni età che sfrecciano incuranti delle persone, arroganti a tal punto che è il passante a doversi scusare di aver intralciato la loro corsa, allora il quadro è completo.

vico garibaldiMolfetta - A distanza di quasi un mese dalla pubblicazione della segnalazione riguardante vico Garibaldi ancora oggi, come ci segnala l'autore della seguente segnalazione, nulla è stato fatto e tale via, nel pieno centro di Molfetta, rimane purtroppo ancora "terra di nessuno":
"È vergognoso constatare che nonostante diversi giorni fa sia stata fatta segnalazione da parte di un lettore del degrado in cui versa nelle ore serali (dalle 21.00 alle 24.00), vico Garibaldi, ad oggi non è stato fatto alcun intervento da parte della Polizia Municipale o dei Carabinieri che dovrebbero sorvegliare o meglio far rispettare regole di civiltà nei confronti di chi abita in questa zona.

truckcenter_ilfatto_video_4Molfetta - Riceviamo e pubblichiamo la seguente lettera scritta da Sergio, un nostro lettore molfettese, riguardo la questione del corteo di sabato 3 marzo 2012 in ricordo delle vittime della tragedia della TruckCenter:
"Ciao a tutti,
mi chiamo Sergio Alessandro Servillo e proverò a fare chiarezza, in modo (spero) non troppo prolisso, su quello che è accaduto nei momenti successivi alla manifestazione sulla tragedia della Truck Center. Tengo a precisare che non sono schierato politicamente e che stimo e rispetto tutte le famiglie interessate dalla triste storia avvenuta il 3 marzo 2008, così come stimo tutti i membri che hanno preso parte, attivamente e non, alla costituzione del comitato e alla manifestazione che ha avuto luogo sabato scorso.

gelateria piazza garibaldiMolfetta - Estate tempo di gelati e Luigi, un nostro lettore, ci scrive per segnalare lo stato di degrado che ogni giorno caratterizza l'area del chiosco di gelati presente presso piazza Garibaldi a Molfetta:
"Vorrei fare leva sulla vostra capacità divulgativa per attivare chi di competenza per porre rimedio all'immondezzaio che si crea nei pressi del chiosco gelati San Marco (presso Villa Comunale). È a dir poco uno scempio! Sappiamo bene che il suddetto chiosco è meta non solo di tanti molfettesi, ma anche di abitanti dei paesi limitrofi. In poche parole è una "vetrina molfettese", che, soprattutto nei giorni di maggiore affluenza (in estate quasi ogni giorno), offre uno scenario degno di "paesi del terzo mondo", con i suoi pochi bidoni che traboccano di rifiuti agevolando l'inciviltà diffusa che si traduce nel "gettare a terra" ogni tipo di immondizia!

trenoMolfetta - Riceviamo e pubblichiamo la seguente e-mail scritta da un nostro lettore, Michele, a nome delle decine di cardiotrapiantati molfettesi:
"È di questi giorni la notizia che l’azienda Trenitalia ha soppresso i collegamenti fra la nostra regione, la Puglia, ed il resto del “mondo” sulla dorsale Adriatica. Un simile atteggiamento oltre a penalizzare la nostra regione da un punto di vista turistico, culturale ed industriale, penalizza in modo molto pesante tutti coloro (e sono decine in tutta la Puglia) che - come me - da diversi anni hanno intrapreso verso le zone di Udine, Padova e zone viciniori "viaggi della speranza" per poter continuare a vivere.

pirrelliMOLFETTA -  “Avete conosciuto la mia storia. Ho combattuto una guerra terribile e su questo monte sono morto… Non dimenticatemi!”

Queste toccanti parole accompagnate da altrettante significative immagini racchiuse nel video conclusivo proiettato, venerdì sera, nel corso dell’approfondimento intitolato “Il Capitano Pirrelli”, che è stato organizzato dall’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci – Sezione di Monopoli in collaborazione con l’Associazione Nazionale Bersaglieri Sez. di Monopoli “Cap. Giuseppe Pirrelli”, rappresentano il leitmotiv della serata tenutasi all’interno della Sala Consiliare “Ignazio Perricci” a Palazzo di Città: ricordare l’impressionante storia di una delle più grandi figure militari monopolitane, quella del Capitano dei Bersaglieri del 9° Reggimento Bersaglieri Giuseppe Pirrelli.

Nel centenario della Grande Guerra, l’excursus storico e psicologico offerto dà un’ampia panoramica degli stati d’animo, dei sentimenti, come se di colpo si fosse catapultati nel passato, in trincea.

Dopo l’introduzione di Paolo Leoci ed il saluto istituzionale portato dal Presidente del Consiglio Comunale Aldo Zazzera, il racconto della breve, ma intensa vita del Capitano Pirrelli estrapolata attraverso i ricordi di famiglia da parte del nipote Antonio Pirrelli al termine della lettura di Gianni Sardella di due lettere del Capitano dei Bersaglieri, ha offerto l’occasione allo storico prof. Antonio Bini (introdotto dal Dirigente Scolastico del Polo Liceale “Galileo Galilei” di Monopoli prof. Martino Cazzorla) di ripercorrere le fasi salienti che portarono all’entrata dell’Italia in guerra mettendo in correlazione il quadro nazionale e pugliese: tra gli interventisti ed i neutralisti si è accennato all’influenza dei molfettesi Gaetano Salvemini e Leonardo Azzarita e del cerignolese Giuseppe Di Vittorio.

In conclusione, il Presidente dell’A.N.C.R. di Monopoli Cav. Pietro Pipoli ha raccontato la vita militare dal 19° anno d’età sino al giorno della caduta del Capitan Pirrelli: il 21 ottobre 1915 nella conca di Plezzo per ferite riportate in combattimento e perciò decorato con una medaglia d’argento ed una di bronzo al valor militare.

All’evento era presente anche il Coordinatore Regionale A.N.C.R. Cav. Giacinto Di Febo.

scritto da Paola Calabretto, giornalista

icona maddona dei martiri 1MOLFETTA – I molfettesi veraci, non hanno mai dimenticato questa festività, nonostante siano trascorsi oltre 450 anni da quel famoso 11 maggio del 1560, quando si gridò al miracolo, per il salvataggio di Molfetta, da un devastante terremoto, che invece colpì le città del circondario, mietendo numerose vittime.

matitesbric280218Molfetta. Matite Sbriciolate è il titolo del libro scritto da Antonella Bartolo Colaleo, per narrare la vicenda di suo suocero Antonio Colaleo, uno dei 650 mila militari italiani che dopo l’8 settembre 1943 si rifiutarono di aderire alla RSI e ai nazisti per restare fedeli alla loro Patria; per questo furono internati nei campi di prigionia tedeschi e lì furono da molti dimenticati.

La presentazione del libro, organizzata dall’A.N.M.I.G. (Ass. Naz. Mutilati e Invalidi di Guerra) sez. di Molfetta e dall’ Ass. Eredi della Storia, con la collaborazione delle altre associazioni combattentistiche di Molfetta e dell’Ass. Naz. Carabinieri sez. Molfetta, è avvenuta martedì 13 febbraio 2018 presso la Sala Consiliare del Comune di Molfetta, che ha anche patrocinato l’iniziativa. Presente, in rappresentanza del sindaco, l’assessore all’urbanistica, avv. Pietro Mastropasqua, che dopo essersi complimentato con le associazioni, ha promesso alle stesse la presenza di un loro delegato all’interno della commissione toponomastica. Relatori l’avv. Nicola Bufi, presidente regionale dell’A.N.M.I.G., il dottor Michele Spadavecchia, presidente dell’associazione Eredi della Storia e l’autrice del libro Antonella Bartolo Colaleo. Ospite d’onore il Prof. Giuseppe Binetti, presidente onorario dell’ANCR (Associazione Nazionale Combattenti e Reduci) di Molfetta, uno degli ultimi IMI (Internati Militari Italiani) molfettesi ancora vivente, il quale ha raccontato in maniera dettagliata la sua permanenza nei campi di concentramento tedeschi facendo commuovere l’intera platea. Nell’occasione il presidente dell’A.N.C.R. Molfetta Vincenzo Piccininni e il consigliere federale Andrea de Gennaro hanno omaggiato il reduce di Guerra con il quadro dell’Albo d’Onore dell’associazione, il quale a sua volta ha deciso di donare il suo fez dei bersaglieri.

Il dottor Michele Spadavecchia ha esposto la sua ricerca, attraverso video e diapositive, analizzando la figura degli IMI, che non essendo considerati prigionieri di guerra non erano tutelati dalla convenzione di Ginevra e quindi costretti a subire la violenza e la fame. A farla da padrone nell’ultima parte del convegno, è stato il carisma dell’autrice, che ha spiegato il motivo del titolo del libro, che richiama alla mente proprio quelle matite sbriciolate che suo suocero riuscì a spezzare affinché non venissero sottratte dai tedeschi, per poi disegnare quei disegni che sono parte integrante del suo libro. Inoltre ha esposto brillantemente tutto l’iter che ha dovuto affrontare per reperire le fonti utilizzate per scrivere il libro, fino ad affrontare un viaggio nel 2014 che l’ha portata nel campo di prigionia di suo suocero. Infine ha mostrato alcuni dei disegni autentici di suo suocero suscitando gran commozione nei presenti.

Hanno chiuso il convegno i ringraziamenti dell’avv. Bufi, che, dopo aver fatto presente che è possibile ottenere le medaglie d’Onore in ricordo dei cittadini italiani vittime dell’internamento nazista, ha annunciato la prossima presentazione del libro Matite Sbriciolate, fissata per sabato 17 febbraio a Bari presso la Casa del Mutilato.

Al pian terreno di Palazzo Giovene i volontari delle associazioni hanno allestito una mostra fotografico-documentale con foto inedite di tutti i molfettesi finiti nei campi di concentramento. In primis il cav. Onofrio Bufo, già presidente A.N.M.I.G., internato nel campo di concentramento di Lipsia, Alfonso Mezzina, internato nel campo di concentramento di Dortmund, in Renania, e gli oltre 500 molfettesi che subirono lo stesso destino. La nostra città vanta il primato di essere una delle poche a detenere un archivio così prezioso, grazie soprattutto all’impegno di quei giovani impegnati con le associazioni combattentistiche promotrici dell’iniziativa, che sono riusciti a recuperare e custodire quel materiale, tra cui un’ampia documentazione audiovisiva, curata da Sergio Ragno, che diversamente, sarebbe andato persa per sempre.

Archivio storico Ass.

ANMIG, Eredi della Storia, ANCR

Michele La Grasta

manoscritto100617Bari, 9 giugno 2017. Il Comandante territoriale dell’Esercito in Puglia, Generale di Brigata Mauro Prezioso, ha ricevuto in dono un documento redatto di proprio pugno dal Tenente Domenico Picca, eroe dell’Esercito Italiano che scrisse valorose pagine di storia nel corso della Prima Guerra Mondiale, e a cui è intitolata la sede del Comando territoriale pugliese.

La consegna del manoscritto è avvenuta nell’ambito di un toccante incontro, durante il quale il dott. Ceglie ha spiegato che il possesso dell’importante documento deriva da una comunicazione che l’allora Tenente Picca, in qualità di “incaricato della tenuta di stato civile presso il 139° Reggimento di Fanteria” stilò a seguito della dipartita del soldato Ceglie Domenico.

La famiglia Ceglie custodisce a tutt’oggi l’ultimo scritto che il soldato Ceglie fece prima del fatale assalto sul Monte San Michele, una lettera toccante nella quale si può leggere la tragicità del momento e la consapevolezza della possibile morte. Così sarà, infatti due giorni dopo l’invio di quella lettera, il 26 luglio del 1915, il Tenente Picca dichiarerà, nel documento donato, che il soldato Ceglie “mancava ai vivi”.

Al termine dell’incontro il Generale Prezioso, ringraziando il dott. Ceglie per il prezioso dono, ha affermato che “Oggi come ieri l’Esercito Italiano è geloso custode dei valori e dei principi su cui si fonda la nostra Nazione e, forte di un glorioso passato, si proietta al futuro confermandosi quale saldo punto di riferimento per la collettività nazionale”.

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