NAUFRAGIO FRANCO P: CONTINUANO FINO A CONTRORDINE LE RICERCHE DEI DUE MARITTIMI DI MOLFETTA

Molfetta. La Capitaneria di Porto di Bari non interrompe le ricerche di Sergio Bufo e Mauro Mongelli, che proseguono anche oggi a ritmo serrato

molfettaricherchedispersiFrancoPOggi, lunedì 23 maggio, è il quinto giorno di ricerca in mare di Mauro Mongelli e Sergio Bufo, i due marittimi molfettesi a bordo del rimorchiatore Franco P. affondato mercoledì scorso al largo della costa barese. Nonostante le ipotesi di rinvenimento si facciano sempre più flebili, le autorità giudiziaria e portuale del capoluogo hanno deciso di far proseguire le attività di ricerca.

Fino a contrordine, spiegano dalla Capitaneria di Porto di Bari, le ricerche proseguiranno in maniera costante con elicotteri e motovedette della Guardia Costiera e delle autorità croate, a cui si aggiunge un mercantile dirottato per l’emergenza e una imbarcazione della Guardia di Finanza.

Vige naturalmente lo stretto riserbo sulle indagini in corso e, in particolare, sulle dichiarazioni rese dai superstiti, tutti ascoltati dagli inquirenti, riguardo le cause che hanno potuto generare l’inabissamento del rimorchiatore. Resta da raccogliere la testimonianza, fondamentale, del comandante della Franco P., Giuseppe Petralia, ancora ricoverato in osservazione nel reparto di terapia intensiva del “Di Venere” di Bari.

Nessuna delle tre vittime accertate e dei due dispersi indossava il giubbotto di salvataggio quando si è verificato l’incidente. Questo è quanto trapelato dalle dichiarazioni rese dai membri dell’equipaggio del pontone, che hanno sganciato in mare un gommone in soccorso dei colleghi, senza purtroppo riuscire a trarli in salvo.  

Nelle prossime ore la Procura della Repubblica di Bari, che ha aperto un fascicolo d’indagine per cooperazione colposa in naufragio e omicidio colposo plurimo, potrebbe disporre l’autopsia sui corpi dei tre membri dell’equipaggio recuperati in mare: Luciano Bigoni di 65 anni e Andrea Massimo Loi di 58 anni, e di Jelali Ahmed 63enne residente a Pescara, di origini tunisine. A disposizione dell’autorità giudiziaria anche il pontone AD3 attraccato a Bari e sotto sequestro.

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