CONTINUA LA PROTESTA DEI PESCATORI A MOLFETTA: TERZA SETTIMANA DI SCIOPERO

Molfetta. A differenza dei colleghi del centro nord, le marinerie pugliesi e in particolare quella molfettese restano in stato di agitazione

molfettapescatoriscioperocontentRabbia, amarezza e delusione aumentano e i pescherecci restano ormeggiati nel Porto. Per la terza settimana di fila i pescatori di Molfetta continuano a scioperare a causa del caro gasolio. Ma il prezzo del carburante continua a salire e nelle ultime ore è arrivato a circa 1,30 euro al litro. Un costo insostenibile, che rende l'attività lavorativa antieconomica. Nel frattempo il pesce scarseggia nei mercati ittici e sulle tavole dei consumatori e si lamentano i ristoratori costretti a utilizzare prodotti importati.

«Nonostante le nostre proteste e le reali difficoltà che stanno caratterizzando l'intera filiera produttiva – spiegano i pescatori riunitisi in un sit-in di protesta a Banchina Seminario – il Governo non prende iniziative a nostro favore. Chiediamo da tempo di calmierare il costo del gasolio a massimo 0,80 centesimi al litro, ma non si intravedono speranze in questo senso. Siamo dimenticati, speriamo che nel giro di un paio di mesi possano essere erogati i tre milioni di euro stanziati dalla Regione, ma anche quello sarà un palliativo, perché se non cala il costo del gasolio il problema rimane e, come abbiamo visto, non riguarda soltanto la nostra categoria».

«Non escludiamo che le multinazionali stiano speculando sul prezzo del gasolio – afferma Franco Minervini, presidente di AssoPesca Molfetta – difatti più volte abbiamo chiesto che venga attenzionata a dovere la questione. Siamo sicuri, avendo portato la faccenda su vari tavoli, che sia la Regione che il Ministero delle Politiche Agricole hanno allertato la Guardia di Finanza affinché vengano condotte indagini in tal senso. Oggi pomeriggio è in programma un vertice ministeriale per definire la questione della CISOA, la cassa integrazione che da quest'anno spetta anche ai lavoratori del settore della pesca».

«Il caro gasolio è un problema che salta fuori ogni qual tanto – spiega un pescatore molfettese – come ad esempio nel 2008, quando a causa della crisi economica il petrolio al barile costava ancora più di oggi, eppure il costo del gasolio si attestava all'epoca intorno agli ottanta centesimi, soglia che rimane comunque alta per noi, ma che almeno ci garantiva un margine di profitto adeguato».

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