BALLOTTAGGIO, LILLINO DRAGO: «MI APPELLO A CHI VUOLE VOLTARE PAGINA»

Molfetta. Nel commentare l’esito dell’ultimo incontro pubblico, il candidato sindaco chiama a raccolta i molfettesi, di qualunque estrazione politica, che non hanno votato per il suo rivale al primo turno

molfettalillinodragoUna grande iniezione di fiducia e di entusiasmo in vista del ballottaggio del 26 giugno. È così che Lillino Drago, ex magistrato in corsa al ballottaggio contro l’uscente Tommaso Minervini per ricoprire la carica di sindaco, definisce l’incontro pubblico che si è tenuto nella serata di giovedì 16 giugno a Corso Umberto.

«Tommaso Minervini è già stato bocciato, al primo turno – dichiara Lillino Drago dalla maggioranza dei cittadini. Ora serve un ultimo sforzo per liberare definitivamente la città da questa cappa che la opprime. Questa campagna elettorale, infatti, sta dimostrando come esista a Molfetta una vera e propria emergenza democratica rappresentata da un sistema di potere clientelare e tentacolare in grado anche di condizionare l’elettorato attraverso un utilizzo distorto della leva del governo, esercitato non per il perseguimento dell’interesse pubblico ma per il raggiungimento di obiettivi molto particolari.

Ora è il momento di voltare pagina grazie al voto libero da ogni condizionamento e da ogni controllo che si può esprimere al ballottaggio. Per questo rivolgo il mio più accorato appello a tutti i cittadini, di qualunque estrazione politica, che hanno già bocciato Minervini al primo turno, affinché convergano sulla mia candidatura e sulla mia proposta programmatica per restituire a Molfetta il decoro, lo sviluppo, l’attenzione alle fasce più fragili, la valorizzazione delle risorse ambientali e naturalistiche, il rilancio turistico e culturale, di cui questa città ha bisogno. Un altro quinquennio di malgoverno di Minervini renderebbe Molfetta ancora più sporca e trasandata di quanto già non sia. Per questo il ballottaggio è un’occasione storica da non lasciarsi scappare. In queste ore il mio avversario sta agitando strumentalmente lo spauracchio dell’ingovernabilità nel caso in cui fossi eletto Sindaco. Si tratta di un argomento che tradisce il grande e fondato timore che ha Minervini di perdere queste elezioni.

A questo proposito – sottolinea Dragomi limito a dire che il procedimento di verifica dei risultati delle urne, affidato dalla legge all’Ufficio Centrale, è appena iniziato e aspetterei il completamento dei lavori di questo organismo per trarre conclusioni che, al momento, mi paiono affrettate e non corrispondenti al vero, anche perché fondate su numeri non corretti. In ogni caso, quando sarò eletto Sindaco, presenterò al Consiglio comunale le mie linee programmatiche, sicuro di ottenere la fiducia di un’amplissima maggioranza per poter amministrare la città. Su questo non nutro alcun dubbio. Non ci sarà alcun commissariamento dal momento che sarà il Consiglio comunale a deliberare, non certo Minervini. Molfetta il 26 giugno sarà libera di decidere il sindaco che dovrà amministrarla per i prossimi anni: può scegliere di proseguire con il malgoverno di questi anni o di optare per l’unica alternativa possibile, per proiettarsi in un futuro ricco di diritti e opportunità per tutti e non solo di privilegi per pochi».

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