TUTELA DEL PATRIMONIO RURALE, NASCE A MOLFETTA UN COMITATO CITTADINO

Molfetta. Sono una decina gli imprenditori agricoli e gli agricoltori che si sono uniti per salvaguardare la biodiversità di piante e la diversificazione paesaggistica del territorio rurale molfettese

molfettacomitatotutelapaesaggioruraleMolfetta è conosciuta in tutto il mondo per il suo rapporto viscerale con il mare, ma la comunità locale conserva un legame antico e speciale anche con la campagna. La tradizione secolare della produzione di olio extravergine d’oliva, la coltivazione di frutti e ortaggi autoctoni, l’utilizzo di piante ed erbe spontanee costituiscono un patrimonio culturale dal valore inestimabile da proteggere e tramandare, partendo dalla tutela dell’ambiente.

Nasce in quest’ottica circa un anno fa l’idea di costituire a Molfetta il “Comitato per la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio rurale”. Ideatori dell’iniziativa, una decina tra imprenditori agricoli e agricoltori, che coltivano i loro campi in Contrada Cascione e nelle contrade limitrofe rispettando i cicli naturali e favorendo la biodiversità di piante e specie animali. Del progetto, che è ancora in fase embrionale, ne parla Antonio Camporeale, imprenditore agricolo e co-fondatore di Fa’ – Fiera delle Autoproduzioni di Molfetta.

«L’intento del comitato è tutelare l’agro molfettese – spiega Antonio Camporealecercando di conservare quanto più possibile la sua integrità. Le realtà coinvolte sono una decina ed abbiamo già gettato le basi di un percorso preciso da compiere. Quando parliamo di patrimonio rurale, ci riferiamo alla ricchezza storica e ambientale del territorio. Un territorio che si compone di elementi unici, diventati già patrimonio UNESCO, mi riferisco ai muretti a secco e ai pagliai, alla Dieta Mediterranea, ma anche alle Lame e alle Torri di avvistamento erette in diverse epoche storiche sia sul mare, che nell’entroterra. Oltre a questo, c’è un immenso patrimonio culturale da salvaguardare, a cui oggi finalmente si guarda con grande attenzione. Pensiamo all’utilizzo in cucina, e parliamo anche di grandi ristoranti, di erbe e piante spontanee, di ortaggi e frutti biologici, di prodotti a chilometro zero.

È la nostra cultura che vogliamo promuovere, per la salute dell’agro e dell’intero territorio, ma anche per il benessere di chi lo abita. Una tra le prime azioni sarà recuperare e smaltire i rifiuti che si accumulano spesso nei soliti punti ai bordi delle strade di campagna. In questo e in tanti altri modi contribuiamo a diffondere la cultura della tutela del nostro agro. Ci auguriamo che a vari livelli le istituzioni provvedano davvero ad attivare misure e stanziare risorse, anche ridotte, per la manutenzione ordinaria delle Torri, ad esempio, delle Lame e degli insediamenti neolitici presenti, degli elementi che caratterizzano il nostro paesaggio rurale. Il primo dei nostri obiettivi è l’istituzione nel nostro entroterra di una zona protetta, quindi abbiamo iniziato a documentarci per capire qual è la strada migliore da percorrere, coinvolgendo in questo progetto sia i cittadini, che le istituzioni».

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