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MOLFETTA. ANTONIO CAPRARICA E LA SUA LEZIONE MAGISTRALE DI STORIA

By Ottobre 10, 2017

caprarica101017Molfetta. Da un mito del giornalismo, quale è Antonio Caprarica, non si può che imparare, ascoltare in silenzio una vera e propria lezione di storia, un excursus storico fra Inghilterra di ieri ed oggi.

L’occasione della presentazione del suo ultimo libro: “L’ultima estate di Diana”, edito dalla Sperling & Kuffer in cui racconta Lady D. nella sua ultima estate prima del tragico incidente, da’ il la ad una coltissima conversazione, molto piacevole e con note di humor inglese, vista la sua pluriennale frequentazione con casa Windsor.

Lo scrittore introdotto dall’assessore alla cultura Sara Allegretta ed intervistato dal giornalista Livio Costarella, è stato ospite a Molfetta nell’ambito degli incontri “Conversazioni del Mare”, il nuovo progetto culturale voluto dall’associazione Artemia con il patrocinio del Comune di Molfetta.

Molfetta è legata a Diana in quanto 32 anni fa’ la principessa compì una visita a Molfetta in città e presso l’Istituto Apicella.

Antonio Caprarica, originario di Lecce, ha voluto ringraziare nel suo intervento Molfetta e il direttivo del Premio Azzarita che gli ha attribuito nel 2013 il prestigioso riconoscimento quale eccellente giornalista pugliese in ambito nazionale ed internazionale.

Lo scrittore ha voluto nel suo libro ritrarre anche una immagine di Diana privata, finalmente libera di essere se stessa e costruire una propria identità dopo il divorzio, non più dipendente da un uomo dominante. La relazione con Dodi, rappresentava una fantastica vacanza dalla vita “ reale” in tutti i sensi, dagli obblighi di corte e perché quell’uomo la riempiva di regali ed attenzioni e lei ne era lusingata.

Ha poi smentito, secondo lui, l’esistenza di un complotto, per quanto concerne la morte di Diana, la cui dipartita oggi non avrebbe avuto la stessa ridondanza mediatica.

Diana era giovane, ingenua e sprovveduta, ma dopo ha saputo sfruttare a suo vantaggio i media, imponendosi come personaggio mediatico capace di bloccare milioni di telespettatori durante le sue uscite in tv, a cominciare dal matrimonio per finire al suo bacio “rubato” con Dodi Al-Fayed.

Caprarica ha tracciato un parallelo fra Elisabetta e Diana che rappresentano due mondi in antitesi, per quanto riguarda il modo di concepire l’esposizione mediatica, i rapporti con i figli e i sudditi, il potere, la famiglia.

Se non ci fosse stata Diana ierioggi non ci sarebbe Kate che, a differenza della suocera, è stata istruita a dovere e presa sotto l’ala protettrice di Elisabetta, cosa che non fu per Diana, gettata allo sbaraglio in una situazione molto più grande di lei: il matrimonio con il principe Carlo.

Era assetata di amore, anche con Carlo, ha raccontato Caprarica, fece lei quasi il primo passo. Una personalità complessa, non semplice da definire, giovanissima ed inesperta della vita e delle responsabilità che le sarebbero toccate.

Elisabetta e Diana sono due personaggi chiave del 900 inglese con cui bisogna fare sicuramente i conti e che hanno segnato la storia. Elisabetta aveva un modo di approcciarsi che può essere riassunto nel motto “mai spiegarsi, mai lamentarsi”, figura algida anche nel rapporto con i figli, fredda e distaccata, completamente diversa da Diana, complice dei propri figli.

Bisogna anche considerare il grande indotto turistico legato alla monarchia e ai suoi eventi, in quanto Diana è figlia del villaggio globale.

Caprarica ha raccontato la monarchia attraverso aneddoti, racconti di vita vissuta, esperienze personali, affascinando e conquistando il numeroso pubblico presente, anche se in alcune sue affermazioni ha tolto quella patina di mito che aleggiava su Diana.

Caprarica, ha concluso il suo intervento con la firma delle copie del suo libro, affermando che “anche la frivolezza può essere rivoluzionaria” e Diana ha il merito di aver cambiato il modo di pensare inglese avvicinando i sudditi alla monarchia.

Paola Copertino

Last modified on Mercoledì, 02 Dicembre 2020 13:52