MOLFETTA. UNA INTENSA INTERPRETAZIONE DI UN FATTO REALMENTE ACCADUTO: LA VICENZA MARRAZZO A TEATRO

By Febbraio 15, 2018

unaintensa140218Molfetta. Intensa, struggente commuovente, forte, diretta e chiara, che ti colpisce come uno schiaffo l’interpretazione di Simonetta Damato che ha portato sulla scena del teatro Pro Loco Babilonia: "Vita oscena di Brenda Wendell Paes" nell’ambito della rassegna "Altrove. Teatro e' follia".

Dopo essere andato in scena nell'ambito dell'ultima edizione del Festival "Castel dei Mondi" lo spettacolo è approdato sul palco molfettese e si è anche aggiudicato la menzione speciale giovani realtà del teatro 2016.

La piece teatrale prende spunto da un fatto di cronaca realmente accaduto.

Il 20 novembre 2009, in un appartamento della periferia romana, viene ritrovato il corpo carbonizzato di una transessuale. Il suo nome è Brenda Wendell Paes e la sua identitè è già nota ai media nazionali per il coinvolgimento nel caso Marrazzo, una vicenda di sesso, droga e ricatti che ha portato alle dimissioni dell’allora presidente della regione Lazio Piero Marrazzo.

Il fatto di cronaca passa però in secondo piano, sullo sfondo. Emerge invece con tutta la sua bravura la creatura protagonista che con il suo corpo prorompente, cerca una sua dimensione e collocazione, in una società che la sfrutta e la rinnega, dove diventa vittima del piano da lei stessa architettato.

Brenda diventa un simbolo di sfruttamento, di chi è vittima delle convenzioni e delle situazioni. Magistrale anche la location dove viene ambientata la scena: un circo metafora della vita e alla fine la tigre viene raffigurata dietro le sbarre, chiusa in gabbia,situazione in cui si trovano tanti transessuali, imprigionati in un corpo che non sentono loro.

Durante l’intenso monologo si racconta della sua vita, di quella dei suoi carcerieri, dei rapporti con la famiglia, della sua vergogna e della voglia di libertà e riscatto.

In mezzo tanta falsità e ipocrisia, vite che sembrano perfette e non lo sono; il bene e il male facce di una stessa medaglia, secondo come si guarda e che prospettiva si adotta.

Forte, a volte tenera, quasi una confessione, prima a se stessa e poi agli altri, questa splendida interpretazione di una donna che nel momento in cui prova a ribaltare i ruoli, finisce schiacciata dalla società trovando la morte.

In sala a tributarle un lungo applauso vi erano anche l’assessore alla cultura Sara Allegretta, Marmone e Tiziana Schiavarelli, storiche figure del teatro pugliese, che a conclusione dello spettacolo si sono complimentati con l’attrice.

Last modified on Mercoledì, 02 Dicembre 2020 13:53

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