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IN PENSIONE "VELOCEMENTE" CON L'APE

By Gennaio 12, 2017

pensioneape120117A cura di: Gianluca Silvestri

Responsabile sede zonale Patronato Enapa

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Buon anno e benvenuti carissimi lettori.

Parte oggi la rubrica dedicata alle novità e agli approfondimenti che mese per mese, vi accompagnerà alla scoperta di tutte le novità in materia di previdenza, prestazioni a sostegno del reddito.. insomma di tutti i servizi di Patronato e Caf.

Partiamo da una delle principali novità della legge di bilancio 2017: l’ APE.

Per quanto il titolo di questo articolo possa far pensare ad uno slogan del famoso veicolo a tre ruote, APE è invece acronimo di "Anticipo PEnsionistico".

Sarà operativo dal 1° maggio 2017 fino al 31 dicembre 2018.

Ma vediamo di cosa si tratta.

In sostanza si potrà smettere di lavorare a 63 anni di età anagrafica, a patto che nei successivi 3 ANNI E 7 MESI maturi il diritto alla pensione di vecchiaia. Il richiedente potrà accedere all’APE massimo sei mesi prima della maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia.

L’APE corrisposta mensilmente, è esente da IRPEF.

Due le tipologie previste:

APE VOLONTARIA

Il costo di questa operazione è totalmente a carico del richiedente.

E' rivolta ai lavoratori pubblici e privati iscritti a tutte le gestioni INPS.

Per potervi accedere è necessario possedere i seguenti requisiti:

- Età anagrafica non inferiore a 63 anni;

- Almeno 20 anni di contributi;

- Maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia entro tre anni e sette mesi;

- Importo della pensione di vecchiaia al netto della rata di ammortamento non inferiore a 1,4 volte il trattamento minimo dell'INPS.

Contestualmente alla richiesta, che sarà inviata previo rilascio da parte dell'INPS di una "certificazione di diritto all'APE", dovrà essere presentata anche domanda per la pensione di vecchiaia che partirà dalla scadenza dell'APE stessa. Non è necessario cessare l'attività lavorativa eventualmente svolta.

Non è previsto alcun ripensamento. Una volta presentata, la richiesta diventa irrevocabile. Resta comunque valido il diritto di recesso entro e non oltre i 14 giorni dalla presentazione della richiesta stessa.

Non possono richiedere l'Ape i percettori di pensione diretta; sono invece ammessi i titolari di pensioni indirette.

APE SOCIALE:

Il costo della indennità è a carico dello Stato.

Funziona fondamentalmente come l'Ape volontaria; il diritto alla pensione infatti deve maturare sempre entro 3 anni e 7 mesi dalla richiesta.

Cambiano però alcuni requisiti.

L'Ape sociale è infatti rivolta ai soggetti che al compimento dei 63 anni di età:

- hanno almeno 30 anni di contributi e si trovano in stato di disoccupazione. La prestazione per la disoccupazione (Es. Naspi) deve essere conclusa da almeno 3 mesi;

- al momento della richiesta assistono (ex.art. 3 legge 104/1992) da almeno sei mesi, coniuge o parente di primo grado in situazione di handicap grave;

- hanno riduzione della capacità lavorativa del 74%;

- svolgono una delle professioni gravose (operai industria estrattiva, conduttori di gru, conciatori di pelli e pellicce, conduttori di convogli ferroviari e di mezzi pesanti, professioni sanitarie infermieristiche con lavoro organizzato in turni, addetti alla assistenza personale di persone non autosufficienti, professori di scuola pre-primaria, facchini o addetti allo spostamento merci, personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia, operatori ecologici) da almeno sei anni in via continuativa. Anzianità contributiva richiesta di almeno 36 anni.

E' necessario cessare l'attività lavorativa svolta.

Non è compatibile con pensioni dirette o altri redditi da lavoro dipendente o parasubordinato nei limiti di 8.000 euro annui (4.800 euro annui per lavoro autonomo) e con eventuali prestazioni di disoccupazione.

L'APE sociale è concessa in base alle risorse annualmente stanziate: 300 milioni per il 2017.

In caso di insufficienza dei fondi, la decorrenza sarà differita.

Prima di concludere, una doverosa osservazione.

Nell'articolo si è fatto riferimento al "costo" della indennità.

L'APE VOLONTARIA infatti non è un pre-pensionamento con requisiti ridotti, ma un "anticipo finanziario";una sorta di prestito al consumo.

Il prestito, in quanto tale, sarà restituito nei successivi 20 anni, a partire dal momento in cui scatterà la pensione vera e propria.

La rata di ammortamento (per la restituzione del prestito) comprenderà oltre all'APE corrisposta, anche gli interessi (da restituire come costo del finanziamento) e il premio per la polizza assicurativa in caso di premorienza la cui sottoscrizione è obbligatoria. Ciò al fine di non incidere in caso di morte prima della scadenza dei 20 anni del prestito, su eventuali reversibilità.

Sugli interessi e sull’importo del premio assicurativo è riconosciuto un credito di imposta che l'INPS applicherà sulle rate di pensione, da recuperare sull’IRPEF dovuta dal pensionato.

Per tutte le informazioni e per pratiche di patronato e caf, vieni a trovarmi in ufficio!

Ti aspetto!

Gianluca Silvestri

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