MOLFETTA. Ancora un altro lettore ci scrive per commentare il corteo del 3 marzo

truckcenter_ilfatto_video_4Molfetta - Riceviamo e pubblichiamo la seguente lettera scritta da Sergio, un nostro lettore molfettese, riguardo la questione del corteo di sabato 3 marzo 2012 in ricordo delle vittime della tragedia della TruckCenter:
"Ciao a tutti,
mi chiamo Sergio Alessandro Servillo e proverò a fare chiarezza, in modo (spero) non troppo prolisso, su quello che è accaduto nei momenti successivi alla manifestazione sulla tragedia della Truck Center. Tengo a precisare che non sono schierato politicamente e che stimo e rispetto tutte le famiglie interessate dalla triste storia avvenuta il 3 marzo 2008, così come stimo tutti i membri che hanno preso parte, attivamente e non, alla costituzione del comitato e alla manifestazione che ha avuto luogo sabato scorso.

 

“Il Fatto” ha pubblicato DUE LETTERE e ALCUNE FOTO inviate da MANIFESTANTI e GENITORI che hanno preso parte al corte. Poco dopo alcune persone, in particolare facenti parti del comitato 3 marzo, hanno pubblicato sul profilo del direttore Giulio Cosentino post che esprimevano il dissenso per gli articoli e le foto, e una valanga di commenti. In una parola si è accesa una discussione. Vi chiederete perché vi scrivo? Chi sei tu? Sono uno di quelli che, dopo aver letto le reazioni contro LE LETTERE E FOTO RICEVUTE DA IL FATTO, ha espresso un suo LIBERO pensiero sul materiale esposto dal sito e sulle reazioni che si stavano scatenando sulla bacheca PERSONALE del direttore del giornale in questione.

I miei pensieri:

  1. Se alcuni membri del comitato iniziano una discussione su Facebook è normale che prosegua dove ha avuto luogo.
  2. Non trovo elegante scrivere sulla bacheca PERSONALE del direttore frasi o commenti (alcuni assolutamente poco condivisibili dal sottoscritto). Sarebbe stato più opportuno scrivere qualche riga di risposta e inviarla al giornale stesso.
  3. Non trovo elegante aggiungere come amico Giulio Cosentino su Facebook per aggredirlo verbalmente e minacciarlo di denuncia e poi rimuovere l’amicizia.
  4. Ho invitato più volte le persone, facenti parte del comitato che si stavano accanendo, a preparare un testo e delle foto di risposta. Conosco Giulio e la testata in questione e sono sempre stati LIBERI di pubblicare quello che ritengono degno di essere pubblicato da loro e soprattutto (a differenza di altri) pubblicano qualsiasi cosa senza schierarsi in alcun modo. E di questo dovrebbe essere felice la cittadinanza intera. Averne nella nostra nazione giornali realmente non vincolati a giochi di partiti o poteri.
  5. Il giornale ha fatto bene a pubblicare quello che ha pubblicato. Non sono articoli scritti da penne del giornale o dal direttore stesso ma sono foto e testi inviati da lettori, liberi cittadini e persone che erano li a manifestare. Quindi perché accanirsi e minacciare Giulio? Non si sa.
  6. Non ci sono solo foto di persone che bevono. Rileggete con calma le cose prima di esplodere. Ci sono foto di pacifici manifestanti (come tutti d’altronde) e ANCHE di ragazzi con bottiglie di alcolici in mano.
  7. Qui non si fanno retoriche o strumentalizzazioni di alcun tipo. Qui si difende la libertà di pensiero e parola che sono diritti altrettanto inalienabili. Qui si difende il diritto di un giornale (nel pieno rispetto delle leggi e delle normative vigenti in materia di privacy) di fare il suo mestiere.
  8. Mi spiegate cosa c’entra nella manifestazione della Truck Center i cori NOTAV? I Partigiani? Bandiere di partito? Io avrei evitato di portare messaggi del genere durante il corteo. Appunto per non distogliere l’attenzione su un fatto serissimo e gravissimo che accomunava lo spirito di tutti quelli che si sono riuniti sabato mattina.
  9. Giulio, con tutti i suoi collaboratori, era li tra voi e per voi. Non faccio parte del comitato e non ero alla manifestazione ( ma vi ho visti per qualche minuto passarmi vicino). Ma come mai io ero certo che ci sarebbero stati bei servizi e un bel video a immortalare una manifestazione riuscitissima e tutti quelli che si sono adirati per gli articoli sulle bottiglie di vino no? Improvvisamente colui il quale era parte attiva nel documentare la giornata è diventato un demonio contro il quale scagliarsi in stile branco. Non sono qui a difenderlo perché non ne ha bisogno, ma prima di minacciare di denuncia e altre cavolate la prossima volta provate a leggere e osservare con calma le cose. Analizzatele con cura. Provate a sensibilizzare tutti i manifestanti prima e durante la manifestazione a tenere certi atteggiamenti piuttosto che altri, non a FARE GLI SBIRRI come uno di voi ha ironizzato, ma semplicemente dialogando.

In effetti ora vi starete ancora chiedendo: ma tu che c’entri? Beh alla fine la discussione è continuata anche sul mio profilo Facebook e si sono intrecciati i commenti con gli stessi argomentatori della bacheca di Giulio. Quindi, visto che non tutti hanno seguito l’intera discussione mi sembrava il caso di spiegare un po’ il tutto.

Concludo dicendo che io conosco personalmente le persone con le quali abbiamo avuto questa “discussione”, in questi giorni, che stimo e rispetto fin quando anche io godo del loro rispetto. Sono qui e ho scritto queste righe per costruire un dialogo che possa (a mio parere) migliorare gli eventi e le manifestazioni del comitato. . Mi piacerebbe che lo facciano anche gli altri senza voglia di censure di alcun tipo. Poi siete e siamo tutti liberi di giudicare nel pieno rispetto del prossimo. Le manifestazioni sono pubbliche e soggette a critiche o opinioni e commenti. Permettetemi una espressione dialettale: “Non è che se mettiamo le foto di gente che beve si pensa che alla manifestazione tutti erano a banchettare. Solo gente poco intelligente lo farebbe. Non è che se non mettiamo quelle foto i fatti non sono avvenuti. È giusto documentare interamente l’accaduto, cose che possono piacere o meno.”

C’è stato una bella risposta da parte di Giulio con un lungo articolo di suo pugno. C’è stato un bellissimo video con i manifestanti, i giovani e i genitori delle vittime che hanno dato la loro testimonianza. Queste cose non le avete viste? Se Giulio era amico degli organizzatori prima lo è anche ora. Gli amici si accettano con pregi e difetti. Si lasciano liberi. Si correggono, non si accusano né si offendono. Ringrazio tutti quelli che hanno inviato le loro testimonianze in piena libertà: il Sig, Filannino, i genitori indignati, Umberto e il Sindaco Azzolini. Non sono d’accordo su tutto quello che hanno scritto ma rispetto il loro pensiero e sono LIBERI di dire la loro.

Calmiamo gli animi. Parliamo. Costruiamo. Per rispetto alle vittime e le loro famiglie.

Spero di non avervi annoiato.

Sergio"

 

Last modified on Mercoledì, 02 Dicembre 2020 12:35

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