MOLFETTA. Randagio azzanna, chi ne risponde? L'esperienza di una lettrice

via_spadolini_ott2011_1Molfetta - Ritorniamo a parlare di randagismo: a scriverci oggi è la nostra lettrice M. G. che ci parla del problema delle responsabilità a seguito di un'aggressione ricevuta da un cane randagio.
"Le aggressioni da parte di cani randagi sono diventate nella nuova zona in costruzione una vera e propria routine quotidiana e nessuno prende i dovuti e urgenti provvedimenti. In particolar modo in via Spadolini dove la sottoscritta verso le ore 9.00 circa del giorno 21 febbraio 2012 è stata attaccata da un gruppo di cani e che solo grazie all’intervento di un commerciante della zona è riuscita a mettersi in salvo.

Il giorno seguente, invece, la malcapitata è stata un’altra signora che sempre nella predetta via, è stata aggredita dai soliti cani. Ripetutamente la malcapitata chiedeva aiuto alle auto che passavano ma nessuna prestava attenzione, fino a quando la sottoscritta non si è precipitata con la sua auto ad aiutarla.

Si tratta di cani di grossa taglia, che spadroneggiano in tutto il quartiere. Circola da mesi la voce, ormai diffusa in tutta la zona, che i predetti randagi hanno aggredito un cagnolino che apparteneva ad un abitante della zona, uccidendolo. Trova conferma questo vociferio, in quanto ci sono alcuni testimoni dell’accaduto.

Mi domando: è possibile che non si faccia nulla per risolvere questo problema? Ma al Comune di Molfetta sono a conoscenza che sono responsabili dei danni provocati da cani randagi, in applicazione del principio generale del neminem laedere , qualora abbia omesso e trascurato di adottare i provvedimenti e o le cautele idonee a rimuovere ed eliminare il potenziale pericolo che rappresentano, con i poteri attribuiti dalla legge?

I cani randagi costituiscono per l'utente della pubblica via un'insidia non prevedibile nè evitabile ed in definitiva un pericolo occulto di cui la Pubblica Amministrazione non può non essere chiamata a rispondere.

Speriamo che si prendono i dovuti provvedimenti, evitando così, come già successo in altri casi, anche spiacevoli fatti di cronaca."

 

Last modified on Mercoledì, 02 Dicembre 2020 13:00

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