MOLFETTA. Partire per cambiare

partirepercambiareMolfetta - Nella mattinata del 14 Febbraio 250 alunni del Liceo Scientifico Albert Einstein si sono riuniti per ascoltare la testimonianza dei cinque i ragazzi della loro scuola che per meriti scolastici hanno deciso di partire per la Polonia dal 12 al 17 gennaio 2013 partecipando al famoso “treno della memoria”, iniziativa promossa nel 2005 e estesa a tutta la nazione per visitare i campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau,il ghetto di Cracovia e la fabbrica di shindler.

Esperienza dopo la quale si torna cambiati ,si torna arrabbiati, si torna tristi, si torna felici. Esperienza che come un pennarello indelebile segna il cuore di chi partecipa e di chi ascolta. Esperienza che però dà tanta grinta e forza per ricominciare ,per migliorare, per ridare le ali a chi le ha perdute, a chi le ha trovate strappate o sgualcite.

Un ragazzo tra loro usa la parola scioccante per definire tutto ciò che ha visto come per esempio intere trecce tagliate dalla testa di chi non sapeva e accettava;ci racconta delle giornate trascorse nella ghiacciata città polacca.

“Ho promesso” afferma una delle partecipanti “utilizzerò la mia vita in funzione dei diritti inalienabili dell’uomo”. Nei suoi occhi decisione,forza di volontà e responsabilità.

Ad accompagnarli il professore di filosofia Pappagallo che ha mostrato tenerezza e commozione nel raccontare le emozioni che hanno accompagnato la sua esperienza e quella dei suoi alunni.

Dopo un breve video sull’avvenimento i cinque ragazzi accompagnati dalla loro animatrice arrivata direttamente da Lecce hanno fatto svolgere a tutti quanti un’attività coinvolgente: scrivere su un biglietto la prima parola o il primo pensiero che venisse in mente relativo alla parola Auschwitz. La lettura di alcuni di essi è stata accompagnata dal silenzio di chi rispetta e riflette. Qualcuno scrive: “bianco del ghiaccio dei cuori,della perdita dell’identità,del freddo dei pensieri,del gelo delle emozioni”,qualcun altro riferendosi probabilmente alla famosa poesia di Levi annuncia “se questo è un uomo io non mi definisco tale”.

Prendiamo quel treno ogni giorno per entrare nell’animo di chi soffre. Prendiamo quel treno per diventare uomini e donne del presente senza commettere gli errori del passato. Dobbiamo prendere quel treno per essere grandi davanti alle difficoltà che la vita ci offre ma dobbiamo prendere quel treno soprattutto per capire quanto ci sentiamo piccoli sotto un governo che ci opprime, in una realtà dove invece dobbiamo accrescere il nostro sorriso, dove non dobbiamo far in modo che i nostri diritti vengano calpestati e dove deve regnare la giustizia. Perché non è uomo colui che uccide,colui che offende,colui che ruba. È uomo colui che dà vita.

Last modified on Giovedì, 03 Dicembre 2020 21:15

JoomBall - Cookies

© 2022 Notizie Il Fatto - Tutti i diritti riservati | CrackDown Srl - Molfetta - P.IVA 07856020727 Testata giornalistica registrata al numero 05/16 presso il Tribunale di Trani | Direttore Responsabile: Giulio Cosentino