MOLFETTA. La Passione religiosa e quella musicale al Museo Diocesano

Museo Diocesano feb2013Molfetta - Sabato 23 febbraio, ancora una volta l’Auditorium “A.Salvucci” del Museo Diocesano di Molfetta è tornato a riempirsi di uditori per “Maddalena. Maria di Magdala”, l’iniziativa organizzata in occasione del restauro della statua lignea del XVIII sec., raffigurante la santa patrona dell’Arciconfraternita della Morte. Proprio al pio sodalizio va il merito di aver sostenuto economicamente il restauro della statua, che torna a mostrarsi nella bellezza classica della sua composizione e nella veste iconografica che in origine l’aveva caratterizzata: una statua di santa con il seno, le braccia e le gambe scoperte.

L’opera non poteva che stimolare le riflessioni sulla figura di Maria Maddalena che si è meglio delineata all’indomani dell’incontro con il biblista don Sebastiano Pinto, nelle sue molteplici interpretazioni e nelle rese artistiche che nei secoli hanno caratterizzato la tradizione religiosa. Opere di tal aspetto, come ha avuto modo di spiegare la dott.ssa Maria la Grasta, non sono diffuse in Puglia e rendono unica la statua esposta presso le sale della struttura museale, trovando rimandi in sculture dell’epoca di ambito napoletano. La settecentesca Maddalena è unica, come unica è la Maddalena di Giulio Cozzoli, nella sua prima versione realizzata per il gruppo di simulacri della processione del sabato santo. Entrambe le statue saranno esposte nella sala dei Giaquinteschi sino ad aprile, grazie alla disponibilità degli eredi dell’artista molfettese: le due sculture raccontano di un diverso approccio al tema, alquanto complesso e per questo intrigante, della Santa che dallo scandalo del peccato, proprio della dimensione umana, diviene modello di redenzione e testimone per quanti ne restano affascinati. Ma l’attenzione del Museo per i temi legati alla Settimana Santa e all’identità religiosa e devozionale della nostra terra, non si limita alla valorizzazione delle due opere. Prende un nuovo corso, infatti, la collaborazione con l’associazione culturale Calixtinus, diretta da Giovannangelo de Gennaro, che dello studio e della conoscenza della musica sacra antica ne hanno fatto il proprio impegno. “Vexilla. Musiche di Passione” nasce dall’approfondimento sulle melodie della tradizione del Sud Italia e propone un ciclo di concerti di musica colta e tradizionale in quattro appuntamenti che accompagneranno le visite alle sezioni del Museo ed un laboratorio incentrato sull’antico Graduale di Ruvo di Puglia. I primi di marzo avrà inizio la rassegna che sino alla notte del giovedì santo vedrà avvicendarsi l’Ensemble Accademia Mandolinistica Pugliese, Fabrizio Piepoli, la Cappella Musicale Corradiana, l’Ensemble Calixtinus. Il primo evento si terrà sabato due marzo, in coincidenza con le giornate nazionali dei Musei Ecclesiastici che prevedono in tutt’Italia aperture promozionali dei musei “dimenticati” dal grande pubblico. Il Museo Diocesano di Molfetta vi aderisce anche in qualità di coordinatore regionale dell’AMEI, teso ed impegnato nella valorizzazione del patrimonio custodito nella struttura e di quello presente sul territorio.

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