MOLFETTA. Termina la seconda edizione della rassegna "La Scuola va a Teatro" con lo spettacolo "Io provo a volare"

Io Provo a volare fotoMolfetta - Lo spettacolo ”Io provo a volare”, in replica l’11 marzo e il 12 marzo presso il Cine Teatro Odeon in via Baccarini a Molfetta, è una drammaturgia originale, che a partire da cenni biografici di Domenico Modugno e dalle suggestioni delle sue canzoni, racconta la vita di uno dei tanti giovani cresciuti in provincia pronti, sull’onda del mito, ad affrontare ogni peripezia per realizzare il sogno di diventare artisti.

Ed è proprio attraverso la descrizione delle aspettative, delle delusioni, degli sforzi e degli inganni subiti da truffaldini incontri che si articola il viaggio fra comici episodi della realtà provinciale e alienanti esperienze metropolitane. In scena, un attore, un cantante-attore e due musicisti rievocano, attraverso suoni, canzoni, monologhi ed immagini, un viaggio che ha portato questi ragazzi all'incontro con mister Volare, uomo semplice e forte, umile e rivoluzionario, un esempio da seguire, fermamente ancorato alla sua origine, alle sue radici meridionali mai rinnegate, anche se spesso confuse e tenute a distanza.

Perchè vederlo? Perché traccia l'affresco di un'intera generazione di artisti e musicisti che cercarono di realizzare i propri sogni e rievoca la mitica figura di Domenico Modugno senza scadere nel tributo e nell'idolatria, ma attraverso uno sguardo ancora sognante e infantile.

Il sogno, la realtà, la percezione dell’uno e dell’altra che ognuno di noi ha e di cui si convince giorno dopo giorno sempre di più. La presunzione, il cieco perseguimento delle proprie idee, la dura e spesso ipocrita realtà con cui scontrarsi. L’errore, base della ricerca, grande assente in una società che riconosce i prodotti finiti e competitivi piuttosto che i processi con i suoi naturali tempi d’evoluzione. Il dolore, sola via in grado di consentire uno sviluppo della coscienza, limitata com’è ormai nella nutrizione e costretta ad una condizione di esperienza sempre più veloce e programmata. Il buio, il mistero, l’ignoto, mete di un individuo, di un me, alla ricerca di un sé perso e confuso nelle mille tentazioni dell’Io. L’Io, il sé, il sogno, la realtà, il teatro, portale del sentire, dell’intuire, canale per diagnosticare e guarire. E così nasce Io provo a volare, il desiderio di ricostruire dentro di sé, intorno a noi, l’idea di nido per poter planare sicuri verso gioie sconosciute. Così nasce un’indagine introspettiva che si allarga all’analisi di una condizione diffusa e condivisa; così da spunti autobiografici, biografici e da aneddotistica racimolata fra miti, colleghi e coetanei, emerge la volontà di gridare un rifiuto alla propria paura di affrontare il mondo, il desiderio di riconoscersi fragili, soli, la speranza di riscoprirsi onesti innanzitutto con sé stessi “vedere o non vedere, questo è il problema, guardare dritto in faccia la realtà che mi circonda e mi spaventa e affrontarla con coraggio per cercare di cambiare o tenere tutto quanto dietro un velo che mi copre gli occhi ed il cuore e m’impedisce di soffrire?…”

Last modified on Giovedì, 03 Dicembre 2020 21:15

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