MOLFETTA. Un nostro lettore ci ricorda come comportarci in caso di ritrovamento di ordigni bellici in mare

profondita_marineMolfetta - Un nostro lettore, Giovanni Lafirenze (amministratore del portale www.biografiadiunabomba.it), ci ha scritto segnalandoci come, nel periodo estivo, tra la tanta informazione rivolta ai fruitori del mare, scarseggia quella dedicata a situazioni di ritrovamento di ordigni bellici in mare. Proprio per sopperire a tale assenza, ha provato lui stesso a ricordarci come comportarsi in tali situazioni: "Rinvenire in mare residuati bellici non è semplice per tante ragioni: l'ex Icram per esempio indica la posizione di questi involucri a profondità proibitive per l'uomo; altro motivo per non distinguere il residuato è l'incrostazione patita dal tempo, perciò una bomba a mano potremmo facilmente scambiarla per un piccolo sasso collocato tra gorgonie, alghe o quant'altro.

Ma immaginiamo per assurdo una piccola granata, o una semplice bomba a mano posizionata a pochi metri di profondità e riconoscibile in quanto priva di stratificazioni dovute al tempo trascorso in acqua. Bene, il sub vede qualcosa di simile ad una bomba a mano, in tempo reale comprende il pericolo che l'oggetto rappresenta, decide di avvisare la Capitaneria di Porto. La prima regola da seguire è non toccare in alcun modo l'oggetto. Nessuno a parte lo SDAI (in mare) è in grado di valutare caricamento e stabilità del residuato. Seconda regola dettata dal buon senso è segnalare la posizione dell'involucro per mezzo di una cima legata ad un masso vicino, (ma non troppo) alla bomba, l'altra estremità della cima ad una boetta da segnalazione (anche una bottiglia vuota di plastica), che renderà dalla superficie ben visibile il punto esatto del rinvenimento. Fatto ciò il sub, potrà riemergere, tornare a riva e correre a segnalare il tutto sia alla Capitaneria, sia alle Forze dell'Ordine competenti per zona."

 

Last modified on Mercoledì, 02 Dicembre 2020 13:00

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