MOLFETTA. Essere radioamatore nel 2013

radioamatoreMolfetta - La nostra è l’Era della comunicazione per eccellenza, e questo è un fatto: Internet e social network, tv, giornali, hanno di gran lunga superato il loro antenato: la radio, con ben oltre 200 anni di vita. Marconi forse potrebbe rivoltarsi nella tomba, oppure potrebbe essere ben lieto che i suoi studi abbiano portato ben oltre alla trasmissione e alla ricezione delle onde herziane, visti gli esiti raggiunti negli ultimi anni. 

Ma siamo davvero sicuri che la radio sia solo il ricordo dei nonni, che ascoltavano i bollettini di guerra o i dischi in vinile? E’ davvero solo quella compagnia momentanea, che ascoltiamo in auto prima di andare a lavoro o distrattamente in casa per evitare di accendere la tv? E’ solo il mezzo principale usato dai vari corpi di Stato, come Polizia, Carabinieri, Guardia Forestale, per le comunicazioni di servizio?

Potremmo ben dire che in realtà è tutto questo, e forse di più: per alcuni è anche un hobby.

Come può essere un hobby la radio? A Molfetta abbiamo la risposta.

L’ARI, Associazione Radioamatori Italiani, con la sezione IQ7ML del nostro paese, unisce sotto il tetto delle aule dell’I.P.S.S.I.A.M. un gruppo di appassionati di questo veicolo di trasmissione di frequenze nell’etere, che ne hanno fatto una valvola di sfogo dallo stress, un centro di incontro e un motivo di divertimento.

E’ al Presidente Marcello Surace e al Segretario Sergio Mezzina che poniamo alcune domande in proposito.

LA SEZIONE ARI DI MOLFETTA NEL 15 MARZO 1997: dopo quasi 16 anni cosa è cambiato e cosa è rimasto ancora vivo in questo gruppo di appassionati?
“La voglia di crescere e di approfondire temi legati alla radio migliorando sempre la propria istruzione e conoscenza individuale alla luce delle nuove tecnologie e mettendole a sevizio degli altri nei casi di necessità, quando vengono meno altri sistemi di telecomunicazione.”

COME SI DIVENTA RADIOAMATORE?
“Occorre una preparazione di base legata alla radiotecnica e alle modalità operative che verrà accertata tramite un esame scritto presso il Ministero delle Comunicazione Ispettorato Territoriale per la Regione Puglia. Le cognizioni necessarie si possono apprendere sui libri di testo, ma sarà solamente l'ascolto del traffico che viene svolto dalle stazioni radioamatoriali a dare un concreto contributo alla preparazione per poi poter svolgere correttamente l'attività. Il Ministero rilascerà la patente che permetterà di operare come secondo operatore. La stazione potrà essere allestita soltanto dopo che su richiesta sarà dato il nominativo indispensabile per operare con i propri mezzi.”

COME SI SCEGLIE LA RADIO? Quali caratteristiche deve avere?
“Al giorno d’oggi la tecnologia ha fatto progressi enormi; l’uso del microprocessore ci permette di programmare le nostre radio sia in ricezione che in trasmissione, ma nell’allestimento di una stazione è essenziale l’antenna che come una finestra aperta sul mondo e che lascia campo all’autocostruzione.”

GLI HOBBY SONO DISPENDIOSI: essere radioamatore costa? Un ragazzo di 20 anni può
decidere di sostenere questa spesa con qualche sacrificio?
“Se vogliamo spendere poco ed iniziare c’è la possibilità di dedicarsi al QRP (uso delle basse potenze). Al riguardo la letteratura è piena di progetti radioamatoriali che con componenti anche di recupero ti permettono di andare in aria su frequenze riservate a tale tipo di attività. La soddisfazione è ancora maggiore e l’uso della telegrafia sopperisce consistentemente all’alta
potenza in trasmissione. Con un budget tra 50 e 100 €, con una buona preparazione e comprendendo anche l’antenna si può.”

IN BREVE, COME SI SVOLGONO CONCRETAMENTE LE VOSTRE RIUNIONI? (in una
giornata tipo, che attività vengono organizzate, cosa fanno i vari membri dell’associazione, etc)
“C’è una programmazione che viene fatta per confermare le manifestazioni annuali nell’assemblea di fine anno, seguono a ridosso delle date previste delle riunioni organizzative che riguardano il team dei soci che si sono impegnati precedentemente sulla singola manifestazione. Naturalmente nel corso dell’anno ci possono essere delle attività su invito del singolo socio, di enti, di amministrazioni, di sezioni vicine o che comunque potrebbero essere prese in considerazione. In tal caso sarà il C.D. di sezione a ratificare l’adesione dell’intera associazione. La sede della stessa rimane aperta il venerdì nelle ore serali a disposizione dei soci per scambi di idee, per consigli a chi
ne ha bisogno, per attivare la stazione di sezione col suo nominativo.”

CON L’ATTIVAZIONE DELLE TORRI, COME SI LEGGE DAL VOSTRO SITO, SONO STATE TOCCATE VARIE ZONE DEL TERRITORIO DI MOLFETTA: la radio, può diventare un modo per valorizzare il patrimonio storico e artistico della nostra città?
“L’attivazione delle Torri non è un’attività esclusiva del nostro gruppo associativo, ma è un’attività che viene sviluppata su tutto il territorio italiano da tutti i radioamatori in parallelo a quanto avviene
nelle altre nazioni dove esistono le attivazioni dei castelli svizzeri, francesi, tedeschi, inglesi e così via. C’è anche un giorno dell’anno dedicato alla “Giornata Europea dei Castelli”. Certamente questa
attività contribuisce a valorizzare il patrimonio locale ma come tante altre serve a tener sempre viva l’attività radio.”

TORNANDO ALLA DOMANDA PRECEDENTE, SAREBBE POSSIBILE CREARE UNA RETE EXTRA COMUNALE, PROVINCIALE O ADDIRITTURA REGIONALE PER VALORIZZARE LA NOSTRA BELLA TERRA?
“Questo dipende alla volontà dei nostri politici che sono preposti a curare la diffusione del nostro patrimonio naturalistico, culturale, paesaggistico ed artistico a livello comunale, provinciale, regionale. La presenza dei radioamatori attualmente è legata a manifestazioni turistiche, solo se invitati dagli Enti promotori al fine della pubblicizzazione dei luoghi dai quali loro stessi operano.”

COLLEGATO ALLA RADIO C’E’ IL TEMA DELLA TELEGRAFIA, PERCIO’ DEL MARCONISMO: come riesce a resistere nella nostra epoca di e-mail e sms?
“La risposta è stata già data, ma ribadiamo che per un appassionato è l’abc per poter giungere a dei risultati impensabili con una minima spesa. Dal punto di vista culturale la telegrafia (CW) rappresenta le nostre radici. Non a caso c’è stata la proposta della IARU (International Amateur Radio Union) presso l’UNESCO perché essa possa diventare patrimonio dell’intera umanità. Infine le posso assicurare che la soddisfazione e la gioia che investe un operatore quando, ascoltato dall’altra parte del mondo, gli viene risposto sfruttando come mezzo di trasmissione solo l’etere non è assolutamente paragonabile al freddo scambio d’informazione fatto via mail o sms.”

TANTI RADIOAMATORI, TANTE CULTURE: la radio unisce?
“Basta sforzarsi nell’applicare le sei regole internazionali trattate in precedenza”

LA RADIO E’ UN HOBBY, MA ANCHE UNO STRUMENTO DI PUBBLICA UTILITA’: IN CHE MODO INTERVIENE?
“La storia è ricca di episodi in cui i radioamatori, anche con ascolti casuali, sono stati pronti a raccogliere richieste di soccorso e riportarle alle unità di pronto intervento. Oggi il loro intervento è richiesto per sopperire alla mancanza dei normali mezzi di comunicazione (vedi ad esempio i fuori servizio delle linee telefoniche, ponti di copertura per telefoni cellulari, ecc. causati da eventi di particolare calamità).”

48 ISCRITTI, SOLO 2 RADIOAMATRICI: cosa potete consigliare al pubblico femminile per avvicinarlo a questo mondo?
“Diciamo che in genere la passione per radio è stata considerata un hobby maschile così come la pesca, la caccia ed altri hobby similari. Il pubblico femminile, così come quello maschile, inizia ad amare tale passione perché magari nel suo ambito familiare o di amici c’è già chi pratica tale attività o magari perchè è inserito in un contesto lavorativo con interessi paralleli alle attività trasmissive.”

COME CERCHERESTE DI AVVICINARE UN GIOVANE A QUESTA PASSIONE? Cosa darebbe questo hobby rispetto ad un altro qualsiasi?
“Ci stiamo sforzando di programmare le nostre attività cercando di darne maggiore visibilità. In ultima analisi, questo hobby ad un giovane appassionato darebbe cultura tecnica, apprendimento delle lingue parlate, conoscenze geografiche, rispetto delle regole ed il piacere di essere utile ad altri, in determinate circostanze.”

COME CI SI PUO’ ISCRIVERE ALLA VOSTRA SEZIONE?
“Le iscrizioni sono aperte a radioamatori come soci ordinari e a simpatizzanti o SWL (radioascoltatori) in qualità di socio radio club. L’iscrizione si effettua presso la nostra sezione negli orari di apertura o tramite appuntamento scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

QUALI PROGETTI SONO IN PROGRAMMA PER IL 2013 APPENA INIZIATO?
“Le linee guida del 3013 prevedono:

  1. la sistemazione della stazione radio che porterà il nominativo di ISTITUTO, nell'ambito della convenzione tra MIUR e ARI;
  2. corso di preparazione agli esami per il conseguimento della patente di radioamatore. Al corso partecipano sia studenti dell'istituto che neofiti esterni;
  3. RADIOCACCIA , appuntamento annuale nella prima domenica di Giugno. La Sezione ARI di BARI ha aderito al nostro invito a far parte dell'organizzazione e ne siamo ben lieti visto  la sincera amicizia che ci lega al gruppo barese;
  4. partecipazione a vari Contest, con nominativo di Sezione;
  5. Partecipazione con uno o più gruppi scout all’annuale edizione dello JOTA (appuntamento in radio tra tutti gli scout del mondo) che si terrà nel mese di ottobre;
  6. Meeting sulle VHF UHF ed SHF aperto ad iscritti e non che si terrà presumibilmente nel mese di settembre.

SUL SITO DELLA SEZIONE ARI DI MOLFETTA SI LEGGE IL CODICE DEL RADIOAMATORE:

  1. Il Radioamatore si comporta da gentiluomo Non usa mai la radio solo per il proprio piacere e, comunque, mai in modo da diminuire il piacere altrui.
  2. Il Radioamatore è leale. Offre la sua lealtà, incoraggiamento e sostegno al Servizio di Amatore, ai colleghi ed alla propria Associazione, attraverso la quale il radiantismo del suo Paese è rappresentato.
  3. Il Radioamatore è progressista. Mantiene la propria stazione tecnicamente aggiornata ed efficiente e la usa in modo impeccabile.
  4. Il Radioamatore è cortese. Trasmette lentamente e ripete con pazienza ciò che non è stato compreso, dà suggerimenti e consigli ai principianti, nonché cortese assistenza e cooperazione a chiunque ne abbia bisogno: del resto ciò è il vero significato dell’ HAM SPIRIT.
  5. Il Radioamatore è equilibrato. La radio è la sua passione; fa però in modo che essa non sia a discapito di alcuno dei doveri che egli ha verso la propria famiglia, il lavoro e la collettività.
  6. Il Radioamatore è altruista La sua abilità, le sue conoscenze e la sua stazione sono sempre a disposizione del Paese e della comunità.

SI POTREBBE CONCLUDERE CHE LO STILE DI VITA DEL RADIOAMATORE SAREBBE DA APPLICARE NELLA VITA QUOTIDIANA?
“Sicuramente sì, ci sarebbe una società migliore basata sul comandamento evangelico: ama il prossimo tuo come te stesso!”

Last modified on Giovedì, 03 Dicembre 2020 22:09

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