MOLFETTA. L’opera Pia al servizio degli ammalati

operapia ecografo 6Molfetta - Cerimonia densa di significato per il grande valore sociale, quella svoltasi presso il Presidio Ospedaliero “don Tonino Bello” di Molfetta in occasione della consegna del nuovo Ecografo , donato dall’ Opera Pia al Reparto di Medicina Interna diretto dal dottor Giovanni De Palma. Al Monte di Pietà, infatti, fu affidata sin dal sec. XVI la gestione del nosocomio cittadino destinato alla cura dei poveri. Il Sodalizio mantenne la gestione dell’Ospedale civile fino al 1969, allorquando quest’ultimo divenne Ente Ospedaliero e passò sotto il controllo amministrativo e gestionale prima della Provincia e poi della Regione Puglia. Il nuovo ecografo Mylab Class C è un sistema medicale della Esaote S.p.A.: progettato e realizzato completamente in Italia, è di ultimissima generazione, completamente digitale e di recente immissione sul mercato.

La donazione è scaturita da un confronto con gli operatori ospedalieri e approvata all’unanimità dall’assemblea dei soci, nel solco della tradizione dell’Opera Pia Monte di Pietà e Confidenze – Arciconfraternita del Santissimo Sacramento . Alla cerimonia erano presenti: S.E. Mons Luigi Martella, Vescovo della Diocesi, il dottor Emilio Mari, Dirigente Medico del Presidio Ospedaliero, l’ Assessore Regionale Guglielmo Minervini e l’ ingegner Sergio De Ceglia, presidente dell’ Opera Pia. E’ toccato proprio al presidente del sodalizio porgere il saluto agli ospiti e ringraziare tutti i numerosi intervenuti, dopo aver tracciato la storia dell’ Ospedale di Molfetta, inaugurato il 28 aprile del ’68 con una capienza di centocinquanta posti letto su progetto dell’ ing Mezzina. Era allora un Ospedale all’ avanguardia anche per la sua ubicazione, in periferia, per essere facilmente raggiunto da varie direzioni. E’ stato poi ricordato l’ importante ruolo del generale Luigi Amato, grande amministratore della città di Molfetta. Il dottor de Palma ha poi ringraziato a nome del reparto e del suo personale l’ Opera Pia per il dono e per il suo impegno nei confronti degli ammalati. L’ importante apparecchiatura, ha aggiunto il dottor Mari, diminuirà i tempi di attesa dei pazienti di medicina costretti a recarsi presso altri reparti, inoltre il suo dono rientra in un progetto che aveva preso il via con la dottoressa Annalisa Altomare, suo predecessore alla direzione del Presidio Ospedaliero. Grande felicità è stata espressa dal Vescovo in quanto il dono, a beneficio degli ammalati e della città, rientra nello spirito confraternale e delle associazioni:intercettare i bisogni della gente. Esso dimostra la sensibilità dell’ Opera Pia di Molfetta in un momento in cui lo Stato e le istituzioni hanno difficoltà per la crisi che attanaglia tutti; quindi è molto importante l’ interazione pubblico- privato- associazioni. Il volontariato spesso sostituisce delle carenze.ha rivolto poi apprezzamenti al personale medico e sanitario per come si rapportano nei confronti della sofferenza. Bisogna essere sensibili verso le persone ed umanizzare la medicina. Ha poi citato una frase di Mons. Magrassi: “ Non si devono aggiungere anni alla vita,ma vita agli anni”; bisogna puntare al miglioramento della qualità della vita. Il fisico e il corpo non sono disgiunti dall’ anima. Ha poi auspicato che si crei un clima di serenità per quanto concerne la ventilata chiusura di reparti o riduzione di posti letto, questo crea agitazione ed allarmismo nella popolazione e negli ammalati facendo venire meno l’ incertezza. Anche l’ assessore Minervini ha espresso parole di plauso nei confronti del sodalizio che con questo dono ha mostrato attenzione e sensibilità verso i più deboli. Bisogna infatti mettere al centro l’ ammalato al di là delle logiche politiche. Ha sottolineato come il Presidio Ospedaliero di Molfetta, nonostante le difficoltà non si sia mai arreso, ma indiscutibilmente il momento è difficile per l’ incertezza economica e politica. Il piano di rientro ha previsto importanti tagli , le risorse pubbliche diminuiscono sempre più e si è costretti a fare anche scelte impopolari, mettendo mano a servizi e beni che davamo per scontati. La rete ospedaliera sarà ridisegnata, sono previsti ridimensionamenti, ma nel contempo bisogna rafforzare i servizi sanitari territoriali, creando sinergie. Anche la sfera della prevenzione deve essere maggiormente dislocata sul territorio. I servizi pubblici sono appannaggio della comunità, quindi il gesto ha una importante valenza sociale. A conclusione, tutti gli intervenuti si sono trasferiti al quarto piano del Presidio Ospedaliero, sede del Reparto di Medicina, dove il Vescovo, alla presenza di autorità civili, militari, degli ammalati e dei numerosi rappresentanti del sodalizio, ha provveduto alla benedizione dell’ ecografo, nuovo fiore all’ occhiello del “ Don Tonino Bello”.

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Last modified on Giovedì, 03 Dicembre 2020 22:09

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