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Molfetta. Ha confermato di essere molto amato da più generazioni, dalle mamme alle figlie adolescenti, lo scrittore Luca Bianchini, atteso come un “amico” e non solo come scrittore, da tantissime lettrici che hanno affollato la libreria indipendente “Il Ghigno”, dove si è svolto l’incontro con l’autore nell’ambito del festival “Storie Italiane”.

Molte delle appassionate fan, infatti, lo seguono nei suoi appuntamenti programmati per le presentazioni, oltre che a scrivergli sui social, creando con lo scrittore un vero rapporto di amicizia, confermato dall’accoglienza in libreria.

Bianchini ha iniziato il suo incontro sui generis, scherzando sul caldo; si aspettava una presentazione all’aperto, poi ha spostato un tavolino di vetro che è finito miseramente sulle gambe della povera moderatrice, la brava Maria Pia Romano, episodio che è poi diventato il leit motiv di tutta la serata.

Ha preferito restare in piedi per poter interagire con il suo pubblico che è rimasto coinvolto e affascinato dal suo modo interattivo di presentare la sua fatica letteraria.

Ironico ed auto ironico,simpatico, irriverente, frizzante e scanzonato, ma per alcuni versi anche romantico e malinconico, il 47enne scrittore ha colpito tutti al cuore e qualcuno alla caviglia.

Molto apprezzato per la scrittura fluida e godibile, i suoi libri si leggono tutti d’un fiato, tanto che vengono trasformati in film come è avvenuto per il suo grande successo “Io che amo solo te” e come accadrà con “ Nessuno come noi”, romanzo ambientato nel torinese, dove ha le sue radici.

Bianchini in maniera colloquiale ha raccontato come è nato il libro, i suoi retroscena, l’incontro con gli adolescenti di oggi che hanno gli stessi problemi degli adolescenti di ieri, il suo rapporto con gli insegnanti e la scuola; insomma si è messo a nudo, descrivendo le varie tipologie dei giovani che, in fin dei conti non sono poi cambiati molto, nonostante il tempo.

Lo scrittore Luca , come ha affermato la moderatrice, sa donarsi al pubblico e non è detto che un bravo autore sappia anche parlare in pubblico in maniera coinvolgente ed esilarante come sa fare Bianchini, che è un vero mattatore.

Luca ha ritratto più generazioni con pregi e difetti e durante la presentazione, le ha interpretate con linguaggio e gesti, tanto che si potevano immaginare presenti in carne ed ossa.

Ha scherzato con il pubblico su video, foto e selfie, che puntualmente ha chiuso il popolato ed animato incontro.

Quando scrive, Luca pensa a se stesso e non al lettore, deve piacere a lui in primis il racconto; infatti lo emozionava molto raccontare l’amore dell’insegnante cinquantenne, le sue sensazioni e ciò che prova come una ragazzina perché l’amore fa perdere la testa a tutte le età.

Simpaticissima la descrizione del suo rapportarsi agli adolescenti, la distanza che si crea, le differenze con il tempo,ma anche le tante similitudini. Un libro che racconta più generazioni e fa riflettere, è stato un viaggio nel passato, in se stesso e nella sua adolescenza con i suoi miti.

Ha invitato a non dare nulla per scontato, ad andare oltre le apparenze, a privilegiare i rapporti umani come quelli che si creano in una libreria fra autore e il suo pubblico, a differenza di un anonimo acquisto in internet.

Ha poi raccontato l’aspetto cinematografico relativo alla trasposizione in film dei suoi romanzi dicendo che “il miglior film se lo fanno i lettori”, perché ognuno diventa protagonista della storia.

Fra i progetti futuri, un nuovo libro, diverse partecipazioni ad importanti programmi televisivi e ancora tanti incontri con i suoi lettori che lo hanno coperto di affetto, complimenti e rivolto domande come si fa con un amico che non si vede da tempo e con cui ci si vuole immortalare in foto per ricordare una piacevolissima serata.