portento150917Molfetta. Dopo le grandi soddisfazioni dal punto di vista umano e professionale che hanno caratterizzato la sua estate, in primis esporre in qualità di ospite nel Padiglione dell’Armenia della 57^ Biennale di Venezia, abbiamo chiesto al giovane Antonello Portento, di aprirci il suo cuore e di raccontarsi.

Non è stato semplice in quanto è di natura timido e schivo, ma volevamo che uscisse un suo ritratto più autentico, da ragazzino e che non gli fossero messe sempre in bocca parole non sue.

Ecco come si è raccontato. Non abbiamo voluto modificare nulla per lasciare allo scritto freschezza e spontaneità.

“Vi parlo con il mio cuore. Per primo ringrazio tutte quelle persone che mi hanno confortato e che dal primo momento hanno creduto in me e che ancora oggi mi sostengono. Mentre voglio dedicare un pensiero a ragazzi e ragazze in cui voglio specificare che si deve credere in quello che si fa e non arrendersi mai al primo ostacolo.

Queste esperienze le ho vissute in prima persona, ma ho avuto la forza di rialzarmi e diventare più forte. Ringrazio con tutto il cuore il maestro Filippo Cacace per i consigli dati. Sono un ragazzo caparbio, rispettoso, ma soprattutto fedele perché non permetto mai nessuno di parlare male del mio maestro.

Oggi sono un ragazzo fortunato perché espongo sia alla biennale di Venezia, che in altre città Italiane. Devo tutto questo al grande critico d'arte Giorgio Gregorio Grasso dove ho conosciuto tanti artisti di fama internazionale tra cui tra cui il grande maestro Miro Persolja.

La scorsa settimana ho ricevuto una telefonata dal grande campione Paolo Rossi che è rimasto entusiasta nel guardare le mie opere. Sono entusiasta di tutto questo perché, avere dei riconoscimenti da parte di persone molto importanti, mi rende più grintoso. Un saluto speciale va al professor Giorgio Gregorio Grasso e al professor Vittorio Sgarbi e tutti i giornalisti che sino ad oggi parlano di me. Ringrazio tutti coloro che seguono la mia pagina Facebook. Un cordiale saluto a tutti quanti”.

Grato a chi ha creduto in lui, rispettoso, consapevole del privilegio e del talento che ha. Questo è il piccolo- uomo Antonello Portento, di cui sentiremo ancora parlare e che sosterremo nel suo cammino artistico che si conferma molto promettente e ricco di impegni e soddisfazioni.


portento150917Molfetta. Dopo le grandi soddisfazioni dal punto di vista umano e professionale che hanno caratterizzato la sua estate, in primis esporre in qualità di ospite nel Padiglione dell’Armenia della 57^ Biennale di Venezia, abbiamo chiesto al giovane Antonello Portento, di aprirci il suo cuore e di raccontarsi.

Non è stato semplice in quanto è di natura timido e schivo, ma volevamo che uscisse un suo ritratto più autentico, da ragazzino e che non gli fossero messe sempre in bocca parole non sue.

Ecco come si è raccontato. Non abbiamo voluto modificare nulla per lasciare allo scritto freschezza e spontaneità.

“Vi parlo con il mio cuore. Per primo ringrazio tutte quelle persone che mi hanno confortato e che dal primo momento hanno creduto in me e che ancora oggi mi sostengono. Mentre voglio dedicare un pensiero a ragazzi e ragazze in cui voglio specificare che si deve credere in quello che si fa e non arrendersi mai al primo ostacolo.

Queste esperienze le ho vissute in prima persona, ma ho avuto la forza di rialzarmi e diventare più forte. Ringrazio con tutto il cuore il maestro Filippo Cacace per i consigli dati. Sono un ragazzo caparbio, rispettoso, ma soprattutto fedele perché non permetto mai nessuno di parlare male del mio maestro.

Oggi sono un ragazzo fortunato perché espongo sia alla biennale di Venezia, che in altre città Italiane. Devo tutto questo al grande critico d'arte Giorgio Gregorio Grasso dove ho conosciuto tanti artisti di fama internazionale tra cui tra cui il grande maestro Miro Persolja.

La scorsa settimana ho ricevuto una telefonata dal grande campione Paolo Rossi che è rimasto entusiasta nel guardare le mie opere. Sono entusiasta di tutto questo perché, avere dei riconoscimenti da parte di persone molto importanti, mi rende più grintoso. Un saluto speciale va al professor Giorgio Gregorio Grasso e al professor Vittorio Sgarbi e tutti i giornalisti che sino ad oggi parlano di me. Ringrazio tutti coloro che seguono la mia pagina Facebook. Un cordiale saluto a tutti quanti”.

Grato a chi ha creduto in lui, rispettoso, consapevole del privilegio e del talento che ha. Questo è il piccolo- uomo Antonello Portento, di cui sentiremo ancora parlare e che sosterremo nel suo cammino artistico che si conferma molto promettente e ricco di impegni e soddisfazioni.

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